Sotheby’s Londra Impressionist & Modern Art Evening Sale 26 Febbraio | UN PESCHERECCIO A TRIESTE NELLA VISIONE DI EGON SCHIELE

Sotheby's - Wanda Rotelli Tarpino - Egon Schiele, Triestiner Fischerboot (Trieste Fishing Boat), est. £6-8 million - Sotheby's - Wanda Rotelli Tarpino - 350X200

UN PESCHERECCIO A TRIESTE
NELLA VISIONE DI EGON SCHIELE

Un raro dipinto del 1912 all’asta

per la prima volta

Sotheby’s Londra, Impressionist & Modern Art Evening Sale

26 Febbraio 2019

Helena Newman, Worldwide Head of Sotheby’s Impressionist & Modern Art Department & Chairman of Sotheby’s Europe, commenta: “A seguito di una serie di mostre allestite dai musei di tutto il mondo per celebrare il centenario della morte di Egon Schiele, siamo lieti di proporre in asta un lavoro che come i suoi paesaggi urbani e i suoi ritratti rappresenta un’immagine straordinariamente moderna. L’arte tedesca e austriaca è ancora una volta sotto ai riflettori, con i collezionisti che affermano il loro interesse in rare e potenti opere Espressioniste, come testimoniato nella nostra asta di New York a novembre dove non solo un paesaggio di Schiele è stato aggiudicato, per il doppio della sua stima più bassa, a $24.6 milioni ma sono stati battuti anche nuovi record per for Oskar Kokoschka, Ludwig Meidner ed è stato realizzato un prezzo straordinario per un olio di Ernst Ludwig Kirchner”.

Mentre il mondo dell’arte fa il punto su una serie di mostre tenutesi per celebrare la vita e le opere di Egon Schiele in occasione del centenario della sua morte, avvenuta nel 1918 alla giovane età di 28 anni, Sotheby’s celebra la grande arte dell’artista austriaco questo febbraio, proponendo all’asta per la prima volta un suo straordinario dipinto.

Realizzato nel 1912, Triestiner Fischerboot (Trieste Fishing Boat) occupa una posizione speciale all’interno della produzione di Schiele, essendo stato dipinto all’indomani di quella che fu probabilmente l’esperienza più tumultuosa e in grado di sconvolgere la vita dell’artista. Uscito da un breve periodo di detenzione a Neulengbach in Austria e respinto dalla comunità locale, la visita di Schiele a Trieste nel 1912 è motivata dal desiderio di sottrarsi ai tristi ricordi del suo passato recente e di rivivere i ricordi delle visite precedenti in compagnia della amata sorella Gerti nel 1907 e nel 1908. Rimasto in una collezione privata dal 1962, il quadro verrà presentato all’asta per la prima volta come uno degli highlights della Impressionist & Modern Art Evening Sale di Sotheby’s Londra, il 26 febbraio con una stima di £6,000,000-8,000,000.

Adottando un formato quadrato per questo lavoro, Schiele sfida la tradizionale nozione di prospettiva nella pittura di paesaggi che prevedeva un primo piano e uno sfondo. Al contrario, trasforma la tela in una composizione di motivi e forme con un minimo o nessun riferimento alla prospettiva. In questo è influenzato da Gustav Klimt, suo amico e contemporaneo, che utilizzava il formato quadrato per i suoi paesaggi sin dagli ultimi anni del diciannovesimo secolo, più o meno nello stesso periodo in cui Claude Monet inizia a servirsi di una tela quadrata per dipingere le ninfee. La prospettiva vertiginosa e appiattita del dipinto e l’uso audace di chiazze luminose di colore puro sono un distillato della riorganizzazione della forma di Schiele all’interno della pittura europea d’avanguardia.

Nell’estate dell’anno precedente, Schiele e la modella Wally Neuzil si stabiliscono a Neulengbach alla ricerca di nuova ispirazione ma lo stile di vita bohémien dell’artista scandalizza i suoi vicini più conservatori. La coppia viene a trovarsi in una posizione precaria quando la figlia di un ufficiale di marina in pensione chiede il loro aiuto per fuggire e, sebbene i due riportino la giovane dai genitori, l’artista viene arrestato e processato. L’esperienza e la perdita di libertà che ciò gli causa, hanno un’importante effetto sulla vita e sulla produzione di Schiele. Alla deriva in quello che sembra essere un mare aperto, la barca in questo dipinto può essere vista come potente simbolo dello stato d’animo dell’artista.

Il primo proprietario dell’opera è Heinrich Böhler, proveniente da una nota famiglia di mecenati delle arti e che era stato presentato a Schiele nel 1914 da Josef Hoffmann, il celebre architetto, fondatore della Secessione viennese. Poco dopo, l’artista assunse Böhler come studente, ma il loro rapporto va al di la del semplice semplice rapporto tra maestro e allievo: Böhler avrebbe continuato a fornire a Schiele colori, tele e modelle diventando un grande collezionista delle opere dell’artista.

da Wanda Rotelli Tarpino Ufficio Stampa Sotheby’s