Sergio Mattarella striglia il Governo sul Venezuela: “No incertezze sulla linea condivisa con l’Ue”

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Sergio Mattarella striglia il Governo sul Venezuela: “No incertezze sulla linea condivisa con l’Ue”

Dal Quirinale arriva un richiamo a Palazzo Chigi: “la scelta tra la volontà popolare e richiesta di autentica democrazia da un lato e dall’altro la violenza della forza”

“Tra Venezuela e Italia il legame è strettissimo, questa condizione ci richiede senso di responsabilità e linea condivisa con partner europei. E nella scelta non vi può essere né incertezza né esitazione”. Sergio Mattarella esige chiarezza dal Governo italiano sulla crisi politica in Venezuela, nel rispetto della linea condivisa in ambito europeo e atlantico. “Non ci può essere incertezza né esitazione: la scelta tra la volontà popolare e richiesta di autentica democrazia da un lato e dall’altro la violenza della forza”

L’Italia ha bloccato il possibile riconoscimento da parte dell’Unione Europea di Juan Guaidò come presidente a interim del Venezuela, dopo che gli altri 27 Stati membri nella riunione informale dei ministri degli Esteri della scorsa settimana a Bucarest avevano trovato un accordo su una dichiarazione comune promossa dalla Svezia. Oggi però, allo scadere dell’ultimatum presentato a Nicolas Maduro in cui si chiedeva di indire “entro 8 giorni” nuove elezioni presidenziali, le principali cancellerie europee stanno riconoscendo la legittimità di Guaidò come presidente ad interim in vista di un nuovo pronunciamento popolare.

La situazione in Venezuela, ha detto il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, intervenendo alla inaugurazione del centro rifugiati Astalli a Roma, richiede senso di responsabilità e chiarezza su una linea condivisa con tutti i nostri alleati e i nostri partner Ue.

Nel Governo però non c’è intesa. La Lega ribadisce ancora oggi la sua posizione: “Maduro è uno degli ultimi dittatori di sinistra rimasti in giro, che governa con la forza e affama il suo popolo. L’auspicio sono libere elezioni il prima possibile” dicono fonti leghiste. Per i 5 stelle, che hanno sostenuto in passato Maduro, è necessario invece tenere una posizione super partes sul Venezuela: né con Maduro né con Guaidò, dicono, ma una pressione diplomatica perché il Paese arrivi gradualmente a ridare voce al popolo. “La quantità di ‘democrazia’ che si vuole esportare in un paese è sempre direttamente proporzionale alla quantità di petrolio lì presente – scrive su Facebook, Alessandro Di Battista – Se il Venezuela non avesse la prima riserva di petrolio al mondo oggi nessuno si interesserebbe ai diritti del suo popolo. Ci vuole coraggio a mantenere una posizione neutrale in questo momento, lo so. L’Italia non è abituata a farlo”.

dal sito www.huffingtonpost.it