Recensione del libro “I Rassegnati “ di Tommaso Labate

Un libro di agevole lettura che raccoglie gli effetti di un’età molto particolare: ”gli anta a venire”.
Il concetto di giovane viene scomposto da Labate con tanta consapevolezza, nostalgia, e per certi versi noia, esprimendo con avvedutezza la condizione umana e quella lavorativa dei giovani in piena crisi, un concetto presente in tutto il libro.
Il numero 39, tanti quanti sono gli anni dell’autore,sono costantemente richiamati e cosi con tanto piacere1549466078553-6f5c7aa5-619c-4cde-afc0-de6a2067eca5 02 come se farne parte crea un dispiacere.
Poi l’autore passa ad esaminare la fascia di età dai 39 ai 40, ed è come immergersi in un tunnel di rassegnazione. Nella lettura del testo è illustrata la descrizione del tempo che questi giovani passano tra il divertimento, il cazzeggio, di tedio, di discorsi sull’avvenire senza spiragli di luce all’orizzonte.
I sacrifici dei genitori non apprezzati dai figli, le farraginose e impossibili scorciatoie per diventare adulti a
“ tutti i costi ” ma le condizioni economiche non aiutano anzi… non rappresenta tutto sommato una montagna da scalare. Il tempo passa spesso e volentieri o malvolentieri tra una sigaretta, la televisione, un divano e qualche canzone di amori passati, con il parlare di pallone e giocatori.
Nel testo, si tocca con mano, questa illusione che i genitori, oggi 55/ 65 enni, avevano consegnato nella prima infanzia a questi figli ( che pur non avendo colpe ) sono rimasti traumatizzati per non aver né i mezzi, né gli strumenti per tuffarsi nella vita lavorativa, nel non avere la facoltà e i mezzi per crearsi una famiglia. In pratica è come se la macchina si fosse inceppata.
La “lucidità di descrizione” degli episodi toccati dall’autore è uno dei più alti di tutta l’opera, dove la completezza di descrizione, il sarcasmo, la rabbia accarezzano tutte queste frammentazioni con sapienza e piglio .
“La generazione perduta” così definita dall’ex Presidente del Consiglio Monti parlando di questi giovani non è passata inosservata ed è stata fortemente presa in considerazione da Labate.
Quasi quasi si sente colpevoli tout court.
Questo passo è ritenuto molto importante e l’autore” il 39enne” mostra il nervo scoperto senza infangare nulla e nessuno, senza chiamare all’appello di responsabilità tutte le persone o istituzioni che hanno prodotto e generato tale situazione anzi chiede solo un po’ di spazio per la “ dignità “ dove vorrebbe essere più considerato.
Il libro di Labate è una sorta di una storia personale, estesa verso questa generazione di cui lui stesso fa parte con la ironia e risvolti dignitosi con momenti di cronaca vera e non come una occasione di vita da buttare.
Oggi dice ancora Labate dopo 30 anni troviamo un giornalista dai capelli rossi Osvaldo Bevilacqua che allora
girava il mondo con il suo programma Sereno Variabile, oggi 30 anni dopo sulla stessa rete c’è Osvaldo Bevilacqua e ancora Sereno variabile

di Crudo Enudo

Biografia di Tommaso Labate
Tommaso Labate - 4319.0.433225431-kRvE-U30301067934490IEF-140x180@Corriere-Web-Sezioni - www-corriere-itTommaso Labate ha trentanove anni e viene da Marina di Gioiosa Ionica (Reggio Calabria). Ha iniziato la sua carriera da giornalista a “Il Riformista” nel 2004. Dal 2012 scrive per il “Corriere della Sera”, occupandosi in particolare di politica interna, e conduce “Corriere Live” per il sito della testata. Cura una rubrica sul settimanale “Io Donna”. Su La7, con David Parenzo, ha condotto le trasmissioni In onda e Fuori Onda.Su twitter è @Tommasolabate

Biografia dal sito www.rizzolilibri.it; Immagine dal sito www.corriere.it