Elogio degli artigiani, il liutaio

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L’artigiano è anche un artista, crea e permette un utilizzo nel quotidiano senza avere un valore meramente estetico.
Pittura e scultura assursero ad arti nel Rinascimento e, a differenza del periodo medievale, non vennero più annoverate tra i mestieri tradizionali che si svolgevano nelle botteghe a ciò preposte, con forti connotati gerarchici e ferrea disciplina per gli apprendisti.
Già nella Roma antica gli artigiani ottennero il titolo di cavaliere, permettendo anche di tramandare l’attività di padre in figlio e formando vere e proprie corporazioni di mestieri in tutti gli angoli conquistati dall’Urbe. In epoca arcaica si segnala la presenza di: calzolai, carpentieri, conciatori, flautisti, orefici, pittori e vasai, cui successivamente si aggiunsero anche i tecnici impiegati nella costruzione e manutenzione delle terme, i carpentieri nei teatri, i tintori di tessuti e gli esperti di giochi d’acqua, fino agli specialisti che collaboravano nelle file militari o per la produzione di moneta.
Nel secolo diciottesimo la crescente domanda di pezzi unici di eccellente qualità portò all’apertura di vere e proprie scuole di formazione nelle arti e nei mestieri, come nella città di Firenze o nella Serenissima dove i Maestri vetrai di Murano richiamarono commercianti e collezionisti in un continuum fino ai giorni nostri.
L’Italia rinascimentale era rinomata per le proprie botteghe, in particolare quelle dei liutai e talune province lombarde come Brescia e Cremona diedero i natali ai migliori artigiani ai quali, musicisti di fama e personalità del momento commissionarono numerosi strumenti musicali, richiedendo inoltre i primi restauri ai sempre più esperti ed attenti bottegai. Ancor oggi nelle aste di tutto il mondo vengono battuti i famosi violini di Antonio Stradivari e possedere uno “Stradivari” è considerato da veri esperti, nonché un notevole lusso. La tecnica degli italiani si irradiò presto in diverse zone europee e città come Füssen o Lione divennero vere e proprie accademie di formazione e produzione.
L’arte liutaria o liuteria è un’attività artigianale volta alla progettazione e costruzione di strumenti musicali a corda ad arco e a pizzico che si è sviluppata, insieme all’arte del restauro, tra il sedicesimo e il diciottesimo secolo; il liuto è uno strumento a pizzico dell’età barocca cui nel tempo si sono affiancati violini, violoncelli, contrabbassi (a corda ad arco), chitarre, bassi, mandolini (a pizzico).
La liuteria in Italia ha origini antiche e ancora oggi è un fiore all’occhiello del Bel Paese.
Per apprendere l’arte della costruzione e della riparazione degli strumenti musicali a pizzico o ad arco occorre recarsi presso le Accademie di Liuteria a Roma o Cremona, l’Accademia Romana di Liuteria è aperta aCarlo Tartarelli - Il Liutaio - Foto Realizzate Nella Liuteria Mathias Menanteau - Carlo Tartarelli - 350X200 chiunque voglia associarsi e prevede dei corsi della durata di diciotto mesi per classi di massimo tre allievi, per un numero prestabilito di ore di pratica e di didattica, sei giorni alla settimana. Le attività sono identiche per ciascuno allievo, cambia solo lo strumento prescelto per la costruzione: liuto, chitarra o violino, inoltre gli attrezzi del mestiere (rasiere, pialle, lime, raspe, scalpelli, coltelli e via dicendo) sono forniti dall’Accademia, mentre il legno dovrà essere reperito e acquistato dai corsisti; tra le materie di studio vi sono la teoria musicale e l’armonia, la storia della musica, l’acustica e per quanto concerne la conoscenza del legname: la verniciatura, la coloratura e la laccatura, mentre nei laboratori gli allievi si cimentano nell’intaglio, nell’intarsio e nell’uso delle colle.
L’obiettivo degli studenti è arrivare a creare con le proprie mani uno dei seguenti strumenti:
Liuto rinascimentale a sei o sette cori su modello di Georg Gerle della città di Innsbruck in Austria datato 1580; Chitarra classica sul modello dello spagnolo Antonio de Torres città di Almeria anno 1817; Violino Stradivari a “forma intera” del grande Antonio Stradivari in quel di Cremona, città di elezione della liuteria (1644). Nel Rinascimento, ovvero il periodo storico a cavallo tra il medio evo e l’età moderna e che ebbe la sua culla nella città di Firenze, le botteghe artigiane diedero lustro e prestigio alle corti europee e gli italiani si distinsero per tecnica, abilità e ricercatezza delle finiture; tornare al passato è arduo, eppure si irradia un’atmosfera di genuino interesse per l’abilità di questi Maestri le cui creazioni hanno un grande valore artistico e culturale, un’impronta indelebile delle capacità del singolo al servizio dell’intero Sapere umano.
Diversi Paesi apprezzano la tecnica e l’abilità dei nostri artigiani e Roma è lo scenario perfetto dove esercitare mestieri antichi con uno sguardo alle innovazioni e alla tecnologia contemporanei.
Nella capitale vivono e lavorano alcuni liutai conosciuti anche all’estero che svolgono la propria attività all’interno di botteghe storiche o in laboratori frequentati da musicisti ed estimatori; tra questi si annoverano Mario Pistella, Mathias Menanteau, Michel Eggimann, Amenio Raponi, Francesco Lascala e la Voodoo Guitars di Matteo e Dario. Il primo è rinomato nel campo della progettazione e costruzione di strumenti di cui cura anche la manutenzione. Mathias Menanteau è un giovane francese che ha girato l’Europa e ha deciso di stabilirsi a Roma nel Rione Monti dove esercita la sua arte che si rifà ai Maestri italiani del diciottesimo secolo, mentre lo svizzero di Neuchâtel, Michel Eggimann si è formato a Cremona, in Toscana ed oggi vive a Roma dove raccoglie il plauso di eminenti musicisti della scena internazionale. Figlio d’arte e musicista è Amenio Raponi che risulta particolarmente attento ai materiali, alla messa appunto dei suoni e al restauro degli strumenti antichi; da oltre trenta anni opera nella propria bottega Francesco Lascala conosciuto per la dedizione con cui costruisce ogni singolo pezzo degli strumenti che gli vengono commissionati. Infine, ma non per contributo e bravura, il laboratorio di Matteo e Dario, ovvero il Voodoo Guitars che ha fatto della qualità e delle tecniche più all’avanguardia il proprio cavallo di battaglia.
La scelta dei materiali è il primo passo che intraprende ogni professionista che si cimenta nella creazione di violini o di altri strumenti a corda, il legno che permette la migliore acustica è l’abete in particolare quello che vive sulle Dolomiti e nel Jura svizzero, quest’ultimo ha un eccellente rapporto tra il peso e la resistenza; sono gli stessi taglialegna che saggiano le piante più adatte, battendo l’ascia sul tronco in aree poco ventose tra i mille e i mille e cinquecento metri, salire ad altitudini maggiori non è consigliabile per le temperature più rigide. La durezza del legname è direttamente proporzionale alla resistenza esercitata nella tensione delle corde e la conseguente produzione sonora, sulle corde del violino è posizionato un legnetto denominato ponticello sul quale è impresso il marchio a fuoco proprio del singolo artigiano: un’impronta indelebile delle mani che hanno forgiato l’opera, rendendo unico e irripetibile lo strumento così creato e ovunque riconoscibile.
Per le altre parti del violino è utilizzato l’acero per la sua resistenza ed elasticità, soprattutto quello stagionato almeno trenta anni nelle foreste del centro Europa che deve essere tagliato seguendo le fibre del legno, ogni pezzo è poi aperto in due parti speculari, unite in seguito con colla d’osso e piallato. Una parte essenziale è l’anima formata da un cilindro d’abete che collega le varie porzioni ed è fondamentale nella qualità, grazie a come viene collocata e alla tensione cui è sottoposta, infatti nella regolazione acustica il liutaio agisce in primis sull’anima e poi sulle corde e sul ponticello. Le corde vengono infine tirate dai piroli che sono di legno molto duro come l’ebano o il palissandro e permettono un agile movimento e l’accordatura.
Carlo Tartarelli - Violini in Linea - Il Liutaio - Foto Realizzate Nnella Liuteria Mathias Menanteau - Carlo Tartarelli - 350X200Nel settore della strumentazione musicale particolare risalto è dato al restauro che segue un rigido disciplinare e si rivolge alla deontologia del restauratore che dovrà salvaguardare prima di ogni cosa l’integrità di un’opera d’arte ed astenersi da interventi inopportuni, utilizzando se il caso lo richiede i raggi “X” e la datazione del legno.
La produzione a livello industriale e su larga scala permette l’abbattimento dei costi e la distribuzione capillare, ma la lavorazione manuale risulta di gran lunga superiore e consente una personalizzazione e un’accuratezza impensabili fuori dalle botteghe degli esperti Maestri liutai, tanto che nel duemila e dodici la cultura della liuteria tradizionale cremonese è stata inserita nell’elenco del patrimonio mondiale delle Nazioni Unite (UNESCO).
Nell’attuale contingenza economica, non particolarmente favorevole, vi sono aree produttive in cui la Penisola vanta ancora delle eccellenze: come nel campo manifatturiero o in quello agroalimentare, la qualità e la peculiarità del design sono la firma dei nostri sarti, ceramisti, disegnatori e creatori di gioielli, nonché di agricoltori e di allevatori che immettono nel mercato prodotti unici e, purtroppo, imitati o addirittura contraffatti. Eppure contro ogni difficoltà e con l’ausilio delle nuove tecnologie gli artigiani italiani riescono a sbarcare nel mercato globale, grazie anche al rinnovato interesse per la competenza e l’abilità del lavoro manuale italiano; forte anche del continuo innovarsi e aggiornarsi degli operatori di settore per rispondere alle esigenze di una clientela informata e attenta ai dettagli. Le parole chiave odierne sono innovazione e investimenti mirati: oggi più che mai è necessario sostenere le microimprese, ovvero quelle attività produttive che contano meno di dieci addetti, se non addirittura un unico individuo (ditta individuale). Le persone che operano quotidianamente nell’artigianato sono depositarie della grande tradizione del nostro territorio e, per poter trasmettere alle future generazioni questo importante bagaglio di tecniche e conoscenze, occorre sia l’intervento delle associazioni di categoria che dell’amministrazioni locali e centrali per avviare politiche di alleggerimento fiscale e formazione specifica; le sfide sono molteplici e la scelta di dove destinare le risorse deve essere quanto mai oculata, per riportare l’Italia alla solidità economica che tanti sacrifici e abilità meriterebbero.

Le foto sono state realizzate nella Liuteria Mathias Menanteau – Via di S. Maria Maggiore, 150, Roma

Immagine dal sito www.ilfoglioletterario.it

di Carlo Tartarelli