La Macedonia cambia nome

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La Macedonia cambia nome

Il parlamento greco ha approvato l’accordo sul cambiamento di nome della Macedonia. Su 300 deputati, 153 hanno votato a favore e 146 contro, approvando così l’intesa di Prespa sul nome di Macedonia del Nord. “Aspettando i prossimi passi procedurali che porteranno verso la piena attuazione dell’accordo” sul nuovo nome della Macedonia, “possiamo già dire che Atene e Skopje hanno scritto, insieme, una nuova pagina del nostro comune destino europeo” affermano il presidente della Commissione Europea Jean-Claude Juncker, la vicepresidente e Alto Rappresentante Federica Mogherini e il commissario all’Allargamento Johannes Hahn.

La ratifica del parlamento di Atene mette fine a una controversia iniziata nel 1991 con l’indipendenza della Macedonia dall’ex Jugoslavia. La Grecia ha sempre considerato il nome del proprio vicino come una rivendicazione nazionalista sulla propria regione omonima, ponendo il veto sull’adesione di Skopje alla Nato e l’Ue. Ora questo veto viene a cadere, aprendo la strada un prossimo ingresso di Skopje nell’Alleanza Atlantica e all’apertura di un processo di adesione all’Unione Europeo.

E’ un voto “storico” ha detto il presidente del parlamento greco, Nikos Voutsis, al termine di un dibattito parlamentare record durato 38 ore, più di qualsiasi discussione sulle misure di austerità. “La Macedonia del Nord che nasce oggi, sarà un paese amico – ha twittato il primo ministro greco Alexis Tsipras – sarà un alleato e un sostenitore della Grecia nei suoi sforzi per la sicurezza, la stabilità e lo sviluppo della regione. Le future generazioni nei due paesi saranno grate ai deputati che hanno coraggiosamente posto le fondamenta per un futuro di pace, solidarietà e armoniosa coesistenza”.

L’accordo di Prespes sul cambiamento di nome della Macedonia è stato fortemente voluto dai leader progressisti di Atene e Skopje, che hanno dovuto superare fortissime resistenze nazionaliste nei due Paesi. La svolta è maturata esattamente un anno fa durante un’incontro fra il primo ministro macedone Zoran Zaev e l’omologo greco Tsipras a margine del World Economic Forum di Davos. E oggi entrambi raccolgono un importante successo, che va nella direzione della stabilizzazione dei Balcani.

Il voto ad Atene arriva dopo che l’11 gennaio il socialdemocratico Zaev è riuscito faticosamente a trovare la maggioranza di due terzi necessaria per cambiare la costituzione e pprovare il nuovo nome, grazie al sostegno del piccolo partito della minoranza albanese Besa all’opposizione. In precedenza un referendum non aveva raggiunto il quorum necessario, ma la maggioranza dei votanti si era pronunciata a favore. In Grecia, il leader di Syriza Tsipras ha messo a rischio la tenuta della sua coalizione con il piccolo partito nazionalista Greci indipendenti, pur di far ratificare l’accordo. Per protesta il leade i questo partito, Pavlos Kammenos, si è dimesso da ministro della Difesa. Tsipras è però sopravvissuto ad un successivo voto di sfiducia e oggi ha incassato la ratifica dell’accordo.

A commentare l’accordo, anche il segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg : “Saluto con favore la ratifica da parte del Parlamento greco oggi dell’accordo di Prespa, un importante contributo alla stabilità e alla prosperità dell’intera regione – scrive su Twitter -. Non vedo l’ora che la futura Repubblica della Macedonia del Nord si unisca alla Nato”.

dal sito www.adnkronos.com