IL BUIO OLTRE LA SIEPE …
(Ritratto semiserio di Nicola Zingaretti)

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Nicola Zingaretti cerca di completare la derenzizzazione del Partito Democratico e ritornare alla sinistra post comunista, tipo Pds che è stata schiantata dal leaderismo liberalriformista dell’ex enfant prodige già sindaco di Firenze.
Coloro che oggi inneggiano al miracolo della rinascita del Pd, santificato da pigre primarie domenicali, non hanno ancora preso coscienza degli effetti controversi di questo ritorno al passato e certamente Zingaretti non è certo l’homo novus della sinistra, anzi… Già segretario nazionale della Sinistra giovanile, deputato al Parlamento europeo. Dal 28 aprile 2008 è stato Presidente della provincia di Roma.
Dal 2013 ininterrottamente Presidente della Regione Lazio, dove governa con un mefistofelico accordo con i Grillini della perdente Lombardi.
Un accordo “dop” perché all’amatriciana, in sintesi valido nel Lazio non valido nel Paese . Evviva il trasformismo anche se viene spacciato per “bene della Regione”. Curioso no?
Il bilancio delle giunte Zingaretti è decisamente un fitto groviglio di insuccessi e contestuale mistificazione di presunti successi sempre a danno degli elettori .
Prendiamo il disastro nella sanità dove gli annunci sull’abolizione dei tickets mai avvenuta, il pasticcio sul recup (centro unico prestazioni), la chiusura di molti presidi sanitari e tant’altro.
Dall’Ambiente (rifiuti e depauperizzazione dei Laghi Laziali ) etc…etc…
Per non parlare di alcuni suoi collaboratori istituzionali sottoposti a processo per reati odiosi e comunque contro la Pubblica Amministrazione .Citiamo l’inchiesta e le condanne per “mondo di mezzo”e di striscio”mafia capitale”.
L’atipico NicolaZ, inzuppato nello stesso buonismo di Valter padrenobile, che risulti non ha una sua corrente politica ma utilizza abilmente taluni per operare, lezione che ha appreso da Bettini.
Nulla di nuovo sotto il sole. Infatti non risulta che esiste una linea di programmi futuri per l’economia, il lavoro,la sanità e l’ambiente. Il capitolo Riforma elettorale è scomparso dal lessico politico, forse perché non conviene a nessun partito.
Quindi non basta il richiamo ai fuoriusciti della sinistra pleistocenicomunista e quella parte di elettorato sedotta dal massimalismo dei Cinque Stelle e di Grasso e Boldrini ( ex re e reuccia delle Camere), dei radicali e di “Italia in Comune” di Pizzarotti.
Sul versante dei consensi elettorali la cura Zingaretti servirà forse a far crescere consensi di un partito formattato sulla arcaica linea Pci-Pds-Pd .
Dunque un partito verso l’isolazionismo .Anche se con molta abilità Zingaretti nel rispolverare le icone dei “patetici padri nobili” Romano Prodi e Walter Veltroni per dimostrare che il suo è un progetto aperto a tutte le componenti interessate ( ? ) . Ma questa operazione di” bio maquillage” con tanto di trucco e parrucco, è destinata a gonfiarsi presto come le tette esplodenti in alta quota, rimanendo nell’effimero del rifatto estetico.
Il progetto del nuovo segretario è una minestra riscaldata della sinistra non renziana, cioè sull’esatto contrario di quanto chiesto da Carlo Calenda. Ed indirizza il partito a tentare una problematica alleanza con i grillini per andare ad elezioni anticipate per recuperare consensi al 20% in una condizione di sostanziale isolamento.
Ma non siamo in Regione Lazio , le contraddizioni salteranno agli occhi di chi voterà .

di Luciano Tommaso Gerace