COM-MEDIA. LA COMUNICAZIONE POLITICA IMPERFETTA

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È scontato che il Presidente del Consiglio Conte ed il capo politico del Movimento Cinque Stelle Di Maio si sgolino per asserire che i voti nelle amministrative regionali, prima in Abruzzo poi in Sardegna e ancora in Basilicata , non hanno alcuna influenza nefasta sulla stabilità del governo. Ed è ancora più normale che a mettersi sulle stessa linea sia il leader della Lega Matteo Salvini, sempre più convinto che vincere con il centrodestra nelle amministrative e fare il partner nel governo nazionale , rappresenti un bonus di vantaggio da tenere sempre in tasca . Curiosa dunque questa posizione del leader maximo della Lega Salvini, certo che con i due scudi vince facile : con il centro destra nelle amministrative e con il Cinque Stelle nelle poltiche. Vedremo alle prossime elezioni europee e ai risultati che ci serberanno.
Un dato è certo, con l’attuale posizione egemone, Salvini non vuole Belusconi tra i piedi o di altro anatomicamente rilevante, perché sarebbe sempre un leader in ombra con un ingombrante padre putativo, e così come ha fatto con Bossi, non ci pensa proprio al ruolo di “ vrai dauphin “ (delfino vero).
In più, con un ulteriore successo europeo, Salvini cercherà di riprodurre il criterio nostrano dei due forni nei giochi di alleanza all’interno del nuovo Parlamento europeo, ma qui gli interlocutori non sono gli animatori del circo equestre italiano.
Ecco perché dopo la telenovela della “via della seta” culminata nella visita del Presidente Cinese in Europa, il Capo Lega ha rassicurato indirettamente gli Stati Uniti e rallentato i rapporti con Russia e raffreddato quelli con la Cina, tanto è che non era presente nelle cerimonie per il Presidente cinese.
Non è normale immaginare che la tendenza in atto del ritorno al bipolarismo tradizionale, con il conseguente ridimensionamento del M5S a terza forza sempre più marginale, non possa avere alcun impatto sulla tenuta del Governo giallo-verde.
Così come è immaginifico pensare che il “nuovo ulivo sinistro” possa sorpassare i Cinque Stelle alle Elezioni europee. L’aver aggiunto sul simbolo Pd la didascalia coniata da Calenda “Siamo Europei”, visti i vetusti dirigenti e i contenuti strausati, non è certo il massimo della trovata per raccogliere consensi perché non bastano le stellette su sfondo blu, per professarsi europeisti anzi…Qualche cattivone pensa che l’unica cosa legale nel Paese sia l’ora legale, perdonate la riportata amara battuta.
Inoltre la carenza di comunicazione mirata (assomiglia a quella della Giunta Regionale del Lazio) fa sì che questo Pd sia un nuovo dinosauro erbivoro, che si è messo in competizione con i Grillini mai dimenticando le premure usate per i Grillini del Lazio. Questa schizofrenia comunicativa disorienta potenziali simpatizzanti.
E per studiare la comunicazione di questo Governo, a parte l’allure del ben compensato Casalino di Cinque Stelle e del “dietro le quinte “ Luca Morisi della Lega, i nostri due Vice Presidenti del Consiglio (uno agit pop in verde l’atro da sposetto campano in giacca e cravatta) rivaleggiano proponendo le lore nuove compagne giovani e avvenenti: la bellezza come elemento povero della comunicazione, e i fatti?
Pochi e poco convincenti. Prove troppo ostentate di “machismo esibito” …
Evidentemente questi “Spin doctors” o sono improvvisati o che?
In vantaggio è il risoluto, a sole parole, Matteo Salvini. Il buon Di Maio, con le basette magiche e l’aria fritta del leader dell’ultimora suscita più tenerezza che ispirare fiducia.
Però non impressionamici, lo spin di Renzi, Luciano Nobili ha contribuito a far precipitare i consensi il suo dante lavoro. Come ha scritto Denise Pardo: il Salvini rampante e il Di Maio dimezzato, in tutti i sensi, principalmente quello elettorale.
Del resto la mancanza di formazione politica genera questo!
Come se la Barbara D’Urso dovesse essere la speaker del Pontefice perché balla il tango argentino…. (lei lo farebbe) …
Si una situazione che rischia una rappresentazione in una modesta commedia, non a caso l’articolo ha questo titolo.
Ma “il leader inesistente” ,il vulcanico Conte Presidente ,oltre ad escogitazioni a tempo per rabbonire l’Europa che fa?
Mi si perdoni, ma non dovrebbe essere il Presidente del Consiglio in vetrina (sostituisce il “in carica” ) a parlare con i media ? Che abbia scoperto la comunicazione trinitaria?
Non è normale questa tendenza comunicativa. Nessuno si è accorto che non si parla più di Riforma elettorale?
Se i voti amministrativi e quello europeo dovessero confermare che gli equilibri politici presenti nel Paese sono cambiati da quelli rappresentati dal voto del 4 marzo 2018, la considerazione immediata sull’assenza di alternativa politica dovrebbe lasciare il posto al tentativo di rimettere il Paese formale in linea con quello reale.

Immagine dal sito www.tes.com

di Francesco Petrucci