LOTTE DI POTERE VERSO IL VOTO ANTICIPATO

Opera di Luciano Ventrone
                         Opera di Luciano Ventrone

In un contesto politico in cui prevalgono banalità ed arroganza, disinvoltura e incoerenza, attaccamento al potere e sua conservazione ad ogni costo, sono del tutto assenti una visione del futuro e una qualche strategia di crescita per l’Italia e il suo contributo per il rilancio dell’Europa.
Il segretario generale dell’Ocse ha confermato che la nostra economia è in ristagno dal 2000 e che i provvedimenti Reddito di Cittadinanza e Quota Cento non porteranno giovamento alcuno. Anzi la situazione è addirittura destinata a peggiorare. Nella loro presunzione ed ignoranza i due vicepresidenti di palazzo Chigi si sono rifugiati nella solita formula “ingerenza inaccettabile” aggiungendo che i conti li sanno fare meglio loro e che il governo dà sempre la precedenza agli interessi degli italiani.
È Il solito ritornello propagandistico incapace del doveroso rispetto politico ed istituzionale verso gli altri organi di garanzia, nazionali e internazionali. L’ultima a farne le spese è stata l’Ocse, importante organizzazione mondiale creata per vagliare l’andamento delle economie dei singoli paesi; con la conseguenza di evitare o ridurre effetti negativi sul sistema globale.
Del resto rapporti incivili e di altezzosità presuntuosa si erano ripetutamente resi manifesti nel rapporto con l’Europa, con la Francia, con la Merkel e perfino con il Vaticano sul tema dei migranti. Ad exemplificandum, basta ricordare le escursioni parigine del leader pentastellato, desideroso di incontrare i presunti rappresentanti de gilet gialli.
Del resto il Presidente del Consiglio Conte ha cercato di attribuirsi un ruolo di mediazione senza costrutto alcuno né all’Eliseo né a Berlino accrescendo confusione e isolamento internazionale del nostro paese. È sufficiente ricordare le tre maggiori figuracce: la prima che dipende dalla TAV, alla quale siamo legati da un accordo internazionale con Francia ed Europa e da fondamentali interessi di sviluppo e crescita non solo nelle regioni del nord Italia; la seconda dipendente dagli equivoci a proposito della “via Seta” che, nonostante gli entusiasmi di Di Maio rischia di porci in una condizione di subalternità e di disagio nel contesto dei nostri equilibri storici; la terza collegata alle sconcertanti contraddizioni del governo sul fondamentale tema della famiglia in occasione del congresso di Verona.
Un governo che procede senza una strategia politica, con un atteggiamento sempre litigioso, che si limita a ripetere con Salvini e di Maio che l’essenziale è andare avanti e coprire l’intero quinquennio, non può che preoccupare e accrescere inquietudini e rischi. Perciò oso sostenere che vista la serietà della situazione forse la cosa migliore sarebbe affidarsi al voto anticipato per Camera e Senato da affiancare alle elezioni europee e regionali del prossimo 26 Maggio, con la piena sperimentazione dell’Election day come negli Stati Uniti.
Del resto le vicende della povera signora May e del sultano Erdogan dovrebbero costituire materia di utile riflessione per tutti.

di Nuccio Fava