Ecco “You Pol”, l’app per denunciare baby gang e altri reati anche in anonimo

di | 1 Giu 2019

Ecco “You Pol”, l’app per denunciare baby gang e altri reati anche in anonimo

Si potrà inviare un testo una foto ma anche un link a un social network utile alle indagini degli investigatori

Di necessità virtù. Perché potrebbero finire i tempi delle telefonate anonime al 113 per segnalare un reato. Pratica dei tempi analogici seppelliti con il digitale. In breve è la polizia 4.0, quella delle app che tanto i giovanissimi amano scaricare sui telefonini. Tra quelle da oggi potrebbe esserci ” You Pol”, canale aperto di comunicazione con la polizia di Napoli che garantisce anonimato e riservatezza per chi denuncia. Punto primo: è già in funzione a Milano, Roma e Catania, ma a Napoli i tempi di attivazione sono stati accelerati a causa dell’emergenza baby gang e bullismo tra i ragazzi. Punto secondo: è una app dedicata proprio ai giovanissimi, ma la polizia conta anche sui genitori di questi ultimi che potrebbero preferire il nuovo metodo di comunicazione. Terzo: la polizia in questo modo cerca di saltare il passaggio social network che spesso ha il monopolio della pubblicazione di fotografie e filmati importanti dal punto di vista investigativo ricevendoli direttamente e magari in tempo reale.

Per ora solo testi e foto, poi anche i filmati, «perché le immagini sono fondamentali a livello investigativo, come si è spesso potuto vedere, anche di recente con la baby gang di Chiaiano, grazie alla presenza di telecamere » , spiega il questore Antonio De Iesu. Così tutti possono diventare collaboratori degli investigatori. Basta scaricare gratuitamente l’app “You Pol”, quindi la scelta se iscriversi oppure rimanere anonimi. Quindi si manda un messaggio che riguardi un episodio di bullismo o spaccio di droga. Basta tanto per entrare nei computer della centrale operativa. Per ogni segnalazione il pc emetterà un segnale acustico e l’operatore in divisa andrà a vedere di cosa si tratta. Grazie al sistema di geolocalizzazione si saprà subito da quale zona è partita la foto, se sarà il caso si avrà l’immediato intervento delle volanti altrimenti l’apertura di una indagine. «Garantiamo ai cittadini la riservatezza — ha spiegato il questore — Tutti possono utilizzarla anche in forma anonima. Il mio appello è sempre lo stesso: abbiate fiducia nelle forze dell’ordine. Il passo successivo è quello di diffondere l’app, che verrà caricata sui nostri social network, anche attraverso un protocollo d’intesa con la direzione scolastica regionale e provinciale. Andremo nelle scuole per far conoscere a tutti questo strumento. E troveremo il modo, anche con il Comune, per diffondere questo strumento».

In pratica chiunque si servirà dell’app — anche se si trova fuori dalla provincia di Napoli — potrà mettere la polizia sulla strada giusta e « dare una mano » , commenta De Iesu. Così si potrà inviare un testo, una fotografia ma anche un link a un social network dove è comparsa una fotografia che denuncia un reato. Se poi le informazioni non saranno abbastanza chiare da permettere di procedere con un intervento, dalla centrale operativa partirà una risposta con la richiesta del numero di telefono per contattare il ” testimone” che ha inviato il messaggio. Mentre per chi preferisce i vecchi metodi, è a disposizione sulla app un tasto rosso. Una volta premuto parte la normale telefonata di emergenza alla centrale operativa più vicina.

© RIPRODUZIONE RISERVATA Il questore: “Garantiamo la riservatezza. Il mio appello è sempre lo stesso: abbiate fiducia nelle forze dell’ordine”

Immagine dal sito www.agi.it

 

dal sito ricerca.repubblica.it