EH SI, TUTTI I SALMI FINISCONO IN GLORIA

                            Opera di Rafael Olbinki

Così come sempre le lotte di potere finiscono in regolamenti di conti.
Il caso del Consiglio Superiore della Magistratura è emblematico.
Le lotte interne e di correnti divorano la magistratura, soprattutto perché si usano spesso le inchieste giudiziarie per farsi queste lotte. Questa situazione si è venuta a creare grazie a distorti politici del Pci oggi Pd che hanno considerato la magistratura come una esclusiva proprietà privata, da cui attingere personaggi da candidare. Molti, troppi esempi. La vicenda Lotti ha fornito l’occasione al segretario del Pd, Nicola Zingaretti, per rompere ogni ambiguo indugio a fare chiarezza arrivando anche a scontrarsi con Renzi, ma tutto ha seguito un copione. Il solito becero rito zingarettiano del far chiedere ad altri le dimissioni per poi restarne compiaciuto. Metodi collaudati in Regione Lazio, poi riusciti per lo scarso valore degli oppositori. Intanto la interminabile sequela di inchieste, tutt’ora in essere, non ha intaccato un sistema di potere malato con chiunque in grado di fornire appoggi, qualunque casacca indossi (pensiamo ai Cinque Stelle in maggioranza laziale). Propaganda per nascondere il nulla . “Fuffa permanente” per poter assumere collaboratori e riempire il Consiglio Regionale di avventori inquisiti, costosi, inutili. Non c’è che dire come Presidente di Giunta e come Segretario di partito, una startup scassata come quelle regionali.
A parte il malgoverno della Regione Lazio che sta equiparando il Comune di Roma, il rapporto tra parti del Pd e la magistratura è controverso. Il Segretario del partito non rappresenta la “sintesi politica” e non vuole nemmeno distinguere il partito dai corrotti e corruttori come doveva.
Il tentativo in apparenza di banalizzare la crisi del sistema della giustizia nel nostro Paese è la prova provata di intrecci esistenti tra le correnti della magistratura e quelle dentro parti del Pd.
Non è possibile parlare di crisi della giustizia solo per la degenerazione del sistema correntizio delle toghe e per un certo condizionamento politico esercitato dalla politica. C’è molto di più e la gente lo sa, pensiamo solo ai detenuti nelle carceri sovraffollate.
Se si vuole sul serio avviare una riforma della giustizia fondata sulla separazione netta tra politica ed amministrazione della giustizia, occorrerà ricondurre nelle aule del Parlamento il dibattito per fare una vera Riforma, non tentativi spot morti prima di nascere.
Oggi lo scandalo del CSM è servito per una guerra tra i renziani eredi della Margherita ed i post-comunisti di Nicola Zingaretti.
Quell’ipocrita linea zingaretti-veltroniana cammina di pari passo con la fine dell’unità fittizia del Partito Democratico.
Il rischio alto sta nel sostituire l’egemonia progressista con quella dei Leghisti e Grillini per controllare la magistratura e a quel punto amen ….
Occorrerà bloccare la tentazione di nuove egemonie devastanti.
Confidiamo, come al solito, nella saggezza del Presidente Mattarella .

 

di Luciano Tommaso Gerace