L’Emilia Romagna dice no ai rifiuti di Roma. L’ordine dei medici: “Rischio emergenza sanitaria”

L’Emilia Romagna dice no ai rifiuti di Roma. L’ordine dei medici: “Rischio emergenza sanitaria”

Il governatore Bonaccini: “Vadano a bussare altrove”. L’assessore all’Ambiente smentisce nuovi accordi tra Hera e Ama

L’Emilia Romagna non vuole i rifiuti di Roma. “Per quanto riguarda la Regione come istituzione, quello che posso dire è che possono tranquillamente rivolgersi ad altri”. Così il governatore dell’Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini, in relazione a un eventuale richiesta di aiuto per lo smaltimento dei rifiuti da parte del Lazio, di nuovo in emergenza. “Noi fummo insultati due Natali fa per avere dato la nostra disponibilità a prendere dei rifiuti – ricorda Bonaccini-, dunque, ora, bussino altrove”. Bonaccini ha risposto ad alcune domande dei cronisti riguardo un possibile accordo tra Ama ed Hera sullo smaltimento dei rifiuti da accogliere in Emilia- Romagna. Si tratterebbe di 2.900 tonnellate a settimana.

In proposito, però, l’assessore regionale all’Ambiente, Paola Gazzolo, assicura che non c’è alcun nuovo accordo tra Hera ed Ama. “Ho sentito Hera stamattina – spiega – e conferma che non c’è nessun nuovo accordo. Sappiamo che, della situazione di Roma, si sta occupando il ministro all’Ambiente Sergio Costa, ma a noi non ha chiesto niente”. L’accordo tra Hera e Ama rientrerebbe, dunque, in quelli già in essere e, in particolare, ipotizza Gazzolo, sarebbe riconducibile a quello per la tritovagliatura dell’umido a Ostellato (Ferrara). Ma quanto a nuove intese – assicura – “non so di cosa si stia parlando”.

Intranto sull’emergenza rifiuti che la Capitale sta vivendo interviene anche il presidente dell’ordine dei medici di Roma. Antonio Magi ha deciso di scrivere nuovamente alla prima cittadina di Roma, Virginia Raggi, al presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, al Ministro della Salute, Giulia Grillo, e al Ministro dell’Ambiente e della tutela del Territorio e del Mare, Sergio Costa, invitandoli a intervenire sinergicamente prima che la situazione degeneri ulteriormente.

Per la seconda volta in pochi mesi, Roma sta vivendo un problema nella gestione e nello smaltimento dei rifiuti urbani che “rischia ormai di diventare una vera emergenza sanitaria. La pericolosa combinazione di cumuli di spazzatura abbandonata intorno ai cassonetti strapieni e il caldo eccezionale di questi giorni sta, infatti, progressivamente trasformando la Capitale in una maleodorante discarica a cielo aperto, con forti rischi per la salute dei cittadini”, sottolinea Magi. “Roma – si legge nella lettera alle istituzioni competenti – è ormai presa nella morsa di rifiuti maleodoranti, montagne di sacchetti che fuoriescono da cassonetti sporchi che vengono abbandonati per terra, con una conseguente allarmante invasione di animali opportunistici quali mosche, blatte, topi, gabbiani che si alimentano di rifiuti”.

La denuncia dell’OMCeO di Roma arriva in un momento in cui l’emergenza rifiuti, in concomitanza con il grande caldo di questi giorni, sta diventando un problema serio per molti quadranti della città, con il corollario di topi e gabbiani intorno ai cassonetti stracolmi. “Le montagne di rifiuti abbandonati in modo incontrollato, specie fuori dai cassonetti, che macerano sotto il sole di questi giorni – scrive Magi – con le alte temperature, costituiscono un serio rischio per la salute legato alla proliferazione di germi e parassiti con la possibilità di diffusione di malattie infettive attraverso contatto diretto o indiretto tramite gli insetti e soprattutto entrando in contatto con gli escrementi di uccelli e roditori. Appare chiaro – evidenzia senza mezzi termini il presidente dei medici capitolini – che c’è un problema di gestione del ciclo dei rifiuti che coinvolge più istituzioni: Comune, Regione e Ministeri ma è arrivato il momento di risolverli superando odiose diatribe di scarico di competenze delle quali i cittadini ne hanno piene le tasche”.

Da qui il nuovo l’invito alle istituzioni ad affrontare, in maniera responsabile e congiunta, la situazione prima che diventi veramente grave e si passi dall’emergenza igienica all’emergenza sanitaria, quindi con il rischio di diffusione di malattie. “Ma oltre al rischio igienico e sanitario – ricorda ancora Magi – c’è anche quello legato al pericolo di incendi che sprigionerebbero sostanze molto tossiche per la salute dei cittadini”. “Dal canto nostro – conclude la lettera – l’Ordine provinciale di Roma dei medici, chirurghi e degli odontoiatri, nel rispetto delle reciproche competenze, si mette a disposizione per qualunque necessità volta a salvaguardare la tutela della salute pubblica della cittadinanza romana e dell’immagine della Capitale di uno dei Paesi fondatori dell’Ue e membro del G20”.

dal sito roma.repubblica.it