RAPPORTO OECD-FAO AGRICULTURAL OUTLOOK 2019-2028”
“Prospettive agricole OCSE‑FAO 2019‑2028″
Commento di Pietro Bergamaschini

Presentato in collaborazione tra OCSE e FAO, si effettua una analisi delle prospettive di sviluppo, sia dei mercati sia dei prodotti agricoli ed ittici, considerando aree nazionali, regionali e mondiali. Nella presente edizione uno speciale capitolo riguarda l’America Latina ed i Caraibi. Le analisi effettuate, tenendo conto del decennio passato con un calo dei prezzi della quasi totalità dei prodotti, ritengono che il livello dovrebbe essere uguale o in leggera diminuzione, in considerazione che la produttività in fase di sviluppo avrà incrementi superiori alla domanda. Identifica inoltre alcune aree in cui aumenterà la crescita della domanda dovuta ad un incremento della popolazione, citando in particolare alcuni Paesi nell’’Africa subsahariana, dall’India, dal Medio Oriente e dal Nord Africa. Per la allevamento si avranno incrementi in nelle Americhe, più ricche, mentre il settore lattiero‑caseari freschi soprattutto l’Asia, India e in Pakistan particolarmente. In generale si prevede un aumento del consumo di zucchero, oli vegetali. A seguito di ciò, ovvio prevedere aumento di richiesta di mangimi, colture foraggiere, soprattutto mais e soia, determinando un aumento di richiesta di alimentazione per uso animale più che umana. Anche se nel passato si ha avuto una crescita di domanda di biocarburanti, non prevede, il piano presentato, un mantenimento della stessa domanda, ma piuttosto un leggero calo, salvo che per Paesi come: Indonesia, Repubblica Popolare Cinese e Brasile. In generale si prevede un aumento della produzione agricola del 15% nel prossimo decennio, mentre l’uso dei terreni agricoli dovrebbe rimanere sostanzialmente stabile. “L’aumento previsto della produzione vegetale è legato principalmente al miglioramento delle rese e ed a una più elevata intensità produttiva favorite dall’innovazione tecnologica. La prevista crescita della produzione zootecnica sarà determinata dall’aumento dei capi da allevamento, dall’aumento dell’uso di mangimi e da un uso più efficiente degli stessi. A causa delle limitazioni della pesca di cattura, quasi tutta la crescita prevista della produzione ittica deriverà dall’acquacoltura, che rappresenterà il 55% circa della produzione totale entro il 2028.” Ma di contro come effetti negativi si intravede che “L’agricoltura continua a contribuire in modo significativo alle emissioni globali di gas a effetto serra. Le emissioni prodotte dal settore agricolo, e provenienti principalmente dagli allevamenti, dalle colture di riso e dai fertilizzanti sintetici, dovrebbero aumentare dello 0,5% all’anno nel prossimo decennio, rispetto allo 0,7% all’anno degli ultimi dieci anni. Un dato inferiore alla crescita della produzione agricola, che indica che l’intensità del carbonio diminuisce con l’aumento della produttività.” Nel settore del commercio internazionale questo aumenterà in un numero crescente di Paesi, e sarà determinante per l’aumento del reddito pro-capite, in particolare “nell’America Latina e i Caraibi, per le quali ci si aspetta un incremento della loro quota di esportazioni agricole mondiali.” Ma nuovi mercati e il maggiore sviluppo di questi, si produrranno effetti in parte negativi e analizzando l’offerta: maggiore possibilità di diffusione di malattie (peste suina africana, la maggiore resistenza ad antimicrobici) mentre per la domanda, le diete, e le relative reazioni politiche alla paura di un aumento dell’obesità. Inoltre si mette in risalto l’incertezza di accordi commerciali, aumento delle tensioni, che potrebbero influire gravemente su la maggior parte del settore agricolo. Quest’anno particolare attenzione all’America Latina e ai Caraibi, regioni con il 14% della produzione globale e il 23% delle esportazioni mondiali di prodotti agricoli e ittici. In questi Paesi si prevede una decrescita della produzione, ma un incremento per le colture (22% colture, 16% prodotti animali), ma l’aumento delle esportazioni limiterà il rallentamento della produzione, confermando che la regione rappresenterà oltre il 25% delle esportazioni mondiali di prodotti agricoli e ittici. “Nonostante la notevole crescita, quest’area affronta sfide persistenti in termini di sicurezza alimentare, in quanto molte famiglie non possono permettersi gli alimenti di cui hanno bisogno. L’area è inoltre afflitta da crescenti sfide per le risorse naturali. Garantire un percorso più sostenibile e inclusivo per la futura crescita agricola dipenderà dagli sviluppi nei settori della nutrizione, della tutela sociale e ambientale e del supporto ai mezzi di sostentamento. In quest’area esistono “forti opportunità di crescita” per produrre frutta e verdura di alto valore, che offrono migliori opportunità per i piccoli proprietari e diete più sane per la popolazione. Secondo il rapporto, strategie mirate potrebbero aiutare agricoltori e consumatori a sfruttare queste opportunità, tutelando al tempo stesso le risorse naturali dell’area.”

Immagine dal sito www.agri-outlook.org

di Pietro Bergamaschini