ZINGASTORY, POCHE LUCI E TANTE OMBRE

                          Opera di G. Dal Canto

C’è un personaggio stagionale Mediaset Filippo Bisciglia, già grande fratello, conduce un programma televisivo serale ideato dalla wonder woman casareccia Maria De Filippi.
Appare in calzoni aderenti con caviglia scoperta e tratta con giovani coppie in crisi (presunte) aizzandole con video imbarazzanti davanti ai falò. Trasmissioni di grande spessore…
La breve indroduzione serve per inquadrare un personaggio che ha molto in comune con il Segretario politico Pd nonché Presidente della Regione Lazio. Infatti come Bisciglia, Zinga ha a che fare con molte coppie scoppiate: Salvini-Di Maio, Renzi – e resto Pd, Gentiloni-Orfini, Martina – Marcucci etc…. Leggendo ne coglierete affinità elettive e comportamentali, caviglie scoperte a parte. Parlo di Nicola Zingaretti.
Classe 1965, entra da adolescente nella Fgci (Federazione Giovanile Comunista Italiana), diventandone presto segretario.
Come emanazione della Fgci, nel 1989 fonda, con il suo collaboratore Giampiero Ciofreddi (nominato nel 2008 coordinatore delle iniziative internazionali della Provincia di Roma presieduta dal neo segretario Pd), “Nero e non solo”, associazione antirazzista e antifascista che si occupa di politiche dell’immigrazione e si batte per lo sviluppo di una società multietnica e multiculturale, diventata poi affiliata ad Arci.
Nel 1991 diventa Segretario Nazionale della Sinistra Giovanile, ottenendo nel 1992 la prima carica amministrativa come Consigliere Comunale di Roma.
Ormai lanciato nell’élite dei futuri leader della sinistra italiana, nel 1995 diviene presidente dell’IUSY (Unione Internazionale della Gioventù Socialista) e vicepresidente dell’Internazionale Socialista.
Nel 2004 viene eletto nel Parlamento Europeo, per poi diventare nel 2007 il primo segretario del PD del Lazio.
Nel 2008 assume la carica di Presidente della Provincia di Roma, mentre nel 2013 diviene Presidente della Regione Lazio. Singolare il percorso dei mesi precedenti all’ultima elezione: il 4 ottobre 2012, Zingaretti, già destinato come candidato sindaco alle elezioni amministrative per il Comune di Roma della primavera 2013, annuncia di volersi candidare ufficialmente alle elezioni regionali del Lazio:
“Oggi c’è una priorità assoluta, un’emergenza democratica che sarebbe un crimine sottovalutare: fare piazza pulita del malaffare alla Regione Lazio e del degrado morale della destra che ha vinto. Oggi per me è la scelta più difficile, nella regione Lazio bisogna ricostruire tutto (…). Serve una Regione con politici al servizio della gente e non di se stessi. In questo momenti bisogna mettere da parte ambizioni personali (…). Proviamo a costruire una coalizione larga, alternativa e libera”.
Nel 2011, accompagnato da Massimiliano Smeriglio, fondatore del Centro Sociale La Strada, partecipa all’assemblea “Un nuovo modello di città” promossa da Action (movimento per il diritto alla casa, responsabile di diverse occupazioni a Roma), su invito di Andrea Alzetta, allora consigliere comunale di Roma.
Smeriglio passa nelle fila della sinistra istituzionale di Zingaretti, prima come Assessore al lavoro e alla formazione della Provincia di Roma nel 2008, poi come vicepresidente della Regione Lazio con delega alla formazione, ricerca, scuola, università, diritto allo studio e turismo nel 2013.
Sempre nel 2013, durante la campagna elettorale, si consolida il rapporto con Alzetta. Il futuro Presidente inserisce nel programma di governo la proposta di Inquilini Ater che prevede “una semplificazione amministrativa”.
Nel 2016 viene approvata la delibera proposta dall’assessore regionale PD alle Politiche Abitative, Fabio Refrigeri, che destina agli occupanti abusivi circa 400 dei 1216 nuovi alloggi popolari. Poi arriva e non per condivisione la difesa degli immigrati: “mi batterò per lo ius soli, ma in generale contro il nulla rappresentato dalle politiche migratorie del Governo. Siamo nel pieno di una regressione culturale e sociale”, questa la posizione di Zingaretti assunta in occasione della campagna per le primarie (2007).
Obiettivi: cooperazione internazionale in materia di governo dei flussi, adesione al Global Compact for Migration, nuovo patto europeo per il riconoscimento dei richiedenti asilo in Italia e dei richiedenti protezione in Europa, abolizione del reato di immigrazione clandestina, apertura dei canali di ingresso legali, Piano Nazionale per la Coesione e l’integrazione. Ancora da raggiungere.
E intanto i conti della sanità pubblica del Lazio non tornano. Emerge infatti un debito di 225 milioni di euro, al prezzo di liste di attese infinite ed esodo crescente dei pazienti verso altri lidi regionali.
Giuseppe Simeone, presidente della commissione Sanità, politiche sociali, integrazione sociosanitaria e welfare della Regione Lazio, è intervenuto sul dibattito consiliare relativo al commissariamento della Sanità: “Dopo sei anni è evidente il fallimento delle politiche di Zingaretti, il piano di rientro ha dato qualche segnale positivo solo in termini contabili, ma zero risposte quanto a servizi richiesti dai cittadini”.
E poi vennero le inchieste. La prima è quella di Mafia Capitale.
Zingaretti viene iscritto nel registro degli indagati nel 2016 per due episodi di corruzione e per un caso di turbativa d’asta. Questo filone di indagine si conclude con un nulla di fatto e conseguente richiesta di archiviazione avanzata il 5 ottobre 2016 dalla Procura e accolta dal Gip Flavia Costantini il 7 febbraio 2017.
Eppure l’indagine riprende dopo il ritrovamento di nuova documentazione, come una lettera, rinvenuta nell’abitazione di Salvatore Ruggiero, indirizzata ai soci e dipendenti delle “Cooperative 29 Giugno”, “L’Apostrofo” e “Formula Ambiente”, datata 07.06.2004, in cui Salvatore Buzzi invita a sostenere la candidatura di Oriano Giovannelli e Zingaretti al Parlamento Europeo.
Il 3 novembre 2017 i giudici della decima sezione penale del Tribunale che avevano firmato la sentenza su “Mafia Capitale”, restituiscono gli atti alla Procura per verificare se Zingaretti e un’altra ventina di testimoni abbiano reso in udienza dichiarazioni false o reticenti relativamente ad alcune circostanze. Sarà il Gip, Costantino De Robbio, a pronunciarsi il prossimo 18 marzo sulla richiesta di processo per i 18 imputati per “falsa testimonianza”, tra questi Zingaretti e il presidente del Consiglio della Regione Lazio, Daniele Leodori. Spetterà ugualmente al Gip la decisione sulla richiesta di archiviazione.
Le indagini giudiziarie non si esauriscono tuttavia con il fascicolo di “Mafia Capitale”, ma si estendono al palazzo di Luca Parnasi, sito in zona Eur, venduto alla Provincia di Roma nel 2012.
È stata proprio la Giunta provinciale, diretta dall’allora presidente Zingaretti, ad aver deliberato nel 2010 l’acquisto del palazzo, nonostante “l’immobile risultasse inagibile e quindi non fruibile agli scopi cui doveva essere destinato”. La Procura regionale della Corte dei Conti del Lazio, nel marzo 2019, invia pertanto un atto di costituzione in mora per 105 persone, tra queste appunto il nuovo segretario del Pd, intimando il pagamento “entro 10 giorni lavorativi” di 263.460.600 euro.
Senza trascurare le inchieste tuttora in corso.
Le sue àncore (instabili) Veltroni, Bettini, i napolitaniani in estinzione, voraci palazzinari e compagnia cantante quanta corda gli daranno ancora?
Emerge comunque un preciso particolare: Zingaretti “scialorreico nostro malgrado” si muove sempre con accortezza andreottiana, in quanto con la scusa della delega fa firmare sempre gli altri…
Questa è una vera gestione “partecipata” del potere…
Il proliferare di uffici inutili in Giunta e in Consiglio regionale dimostrano la chiara politica della “fuffa”, non a caso infatti vengono inglobati giovani energie (con parenti eccellenti), ma se fate caso il coordinamento è affidato a soliti noti dirigenti pro Zinga d’ultima ora (vedi il caso di Cinzia Felci e Marafini tutt’oggi in carica). Esilarante la spesa per le creazioni di inutili costose startup, molte finanziate poi svanite.
Del resto Zinga è il Segretario giusto per il Pd per essere (ancora in carica) Presidente della Regione Lazio, dove si finanziano le startup e si chiudono gli ospedali!
Dove si blatera di abolizione dei ticket sanitari ma si pagano comunque!
Dove si proclama trasparenza mantenendo tutte le opacità!
E in un momento di dubbi esistenziali di una Sinistra in crisi, lui regge un governo locale con i Grillini e a livello nazionale fa loro la guerra… .
Il bello della coerente fermezza.

Per la stesura del presente articolo oltre alle fonti pubbliche ringrazio per la serietà informativa AffariItaliani.it .

 

di Luciano Tommaso Gerace