Aria condizionata a casa e in auto? Scopri il tuo tasso di inquinamento

Aria condizionata a casa e in auto? Scopri il tuo tasso di inquinamento

Ma l’aria condizionata inquina? Certo che sì, e neppure poco. Un ricercatore del Cnr ha calcolato il livello di anidride carbonica prodotta. Ecco il risultato

Ma l’aria condizionata inquina? Certo che sì, e neppure poco. Sembra paradossale, ma per rinfrescare le nostre stanze, contribuiamo a riscaldare il pianeta. Sì perché gli impianti di climatizzazione, quasi tutti, funzionano con potenza elettrica, nella stragrande maggioranza dei casi prodotta attraverso l’utilizzo di combustibili fossili, come petrolio e carbone. Un problema non di poco conto, considerando che l’aria condizionata, anche in virtù del riscaldamento globale, è diventata un optional a cui difficilmente si può rinunciare, sempre più utilizzato da milioni e milioni di persone che vivono nei Paesi in via di sviluppo, soprattutto asiatici, Cina e India in primis.

Attualmente il Paese dove si vendono più impianti di climatizzazione restano gli Stati Uniti, dove quasi il 90 per cento degli edifici è dotato di aria condizionata. Recenti studi prevedono che il consumo di energia per l’aria condizionata aumenterà di 33 volte entro il 2100 in tutto il mondo a causa dell’urbanizzazione e di un generale aumento dei redditi. Inoltre, entro il 2060 la quantità di energia consumata per il condizionamento potrebbe superare quella utilizzata per il riscaldamento. Insomma, tenere accesa l’aria condizionata in casa, magari in auto o magari in ufficio, ha un costo in termini di ambiente. Ma che tipo di costo?

Si può calcolare il proprio tasso di inquinamento? Una risposta arriva da Ettore Guerriero, ricercatore dell’Istituto sull’inquinamento atmosferico del Cnr. «Il consumo energetico necessario al raffrescamento della propria abitazione dipende da molti fattori tra cui la classe energetica dell’edificio, la temperatura impostata, il tempo di utilizzo del condizionatore, l’efficienza energetica del sistema di condizionamento». Tutto ciò premesso, Guerriero ipotizza una tabella molto dettagliata in cui sono indicati i consumi a partire dalla grandezza dell’ambiente domestico e dalla tipologia del condizionatore.

In una casa da 20 a 30 metri quadrati l’anidride carbonica prodotta è di 78 grammi ogni ora con condizionatore classe energetica A+++. Nella stessa casa, si producono 132 grammi di CO2 ogni ora con condizionatore classe energetica B, mentre se ne producono 220 con condizionatore classe energetica F. Il consumo sale se bisogna raffreddare una casa più grande. Ipotizzando una casa fra 30 e 40 metri quadrati, si producono 181 grammi di anidride carbonica ogni ora in classe energetica A+++, si producono 308 grammi all’ora in classe energetica B e se ne producono 513 in classe energetica F. Ipotizzando invece un appartamento da 40 a 75 metri quadrati, si consumano 259 grammi ogni ora di anidride carbonica con classe energetica A+++, se ne consumano 440 con classe energetica B, se ne consumano 733 con classe energetica F. Se invece la casa è compresa tra i 75 e i 100 metri quadrati e si vuole raffreddare tutta, si consumano 336 grammi ogni ora di CO2 in classe energetica A+++, se ne consumano 572 in classe energetica B e 953 in classe F.

E in macchina? «Mediamente il consumo di carburante con l’aria condizionata aumenta i consumi di anidride carbonica di circa 5-10%», dice Guerriero. Anche in questo caso è possibile fare una sorta di tabella. In contesti urbani, utilizzando il condizionatore al massimo, l’anidride carbonica emessa è di circa 138 grammi al chilometro, mentre utilizzandolo con parsimonia è di circa 126 grammi per chilometro. In autostrada il consumo per chilometro è più basso e si consumano circa 121 grammi per chilometro.

dal sito www.corriere.it