AVANTI UN ALTRO PREMIER (FORSE LO STESSO)?
SCIOCCHEZZAIO ESTIVO DI INCERTE LEVATRICI

                          Opera di Patrizia Piccinini

Gli Italiani non stanno più capendo nulla di questa crisi governativa, ammesso sia tale.
Si capisce solo che Conte, Presidente in carica e incaricato, ha guadagnato credibilità dopo aver attaccato Salvini, come se lui non fosse stato in Italia.
Questo attacco ha attratto le simpatie franco-tedesche e Usa sempre contro l’arrogante Salvini.
La storiella dei “due forni “* paventata dagli “strateghi” grillini è ritornata in auge dopo l’ennesima offerta della ripresa di riannamoramento da parte di Matteo Salvini.
Suvvia “l’amore non è bello se non è litigarello…”. Salvini ha agito d’impeto dopo avere appreso che da tempo stava aleggiando “una manovra di palazzo” per isolare la Lega e lui in particolare ed arrivare ad un’ intesa tra Cinque Stelle e Pd. Infatti la dinamica del proclama del Papeete a Milano Marittima che ha dato il via alla crisi matrimoniale e al vellutato divorzio da Cinque Stelle. Atteggiamento istintivo e autolesionista privo di vista lunga.
Salvini dopo aver metabolizzato lo sbaglio offre all’ex coniuge ricchi premi e cotillon pur di ricongiungersi. troppe uscite ed eccesiva esposizione mediatica da alla testa.
Dai, proviamo con un Governo da costruire tipo Ikea, attenti a saperlo fare senza trascurare un minimo bullone, magari Carlo De Benedetti ne capisce visto che è ingegnere coadiuvando un “ giovane talento” come Bettini a eseguire il montaggio…
Mi chiedo Cari Lettori come farà il Pd a collaborare con un Premier che ha gestito un Governo con una maggioranza così diversa a cambiare facilmente pelle?
Sarà proprio il Pd che nel ridare fiato a Di Maio e company per poi perdere reciprocamente alle prossime elezioni.
Forse il Pd finirà con l’amebizzare CinqueStelle già abbastanza debole, ma questa alleanza pittoresca farà perdere il consenso di molti cattolici ormai insofferenti a campioni voltagabbana, cercatori ossessivi di poltrone.
Gentiloni, Franceschini, Renzi etc… che giurarono fino a ieri di non voler andare mai e poi mai al governo con i Pentastellati . Misteri camaleontici …
La crisi, quella reale è quella dentro il Partito Democratico , tra Renzi e il Segretario Pd e all’interno del Movimento Cinque Stelle ,dove Grillo ha preferito Conte a Di Maio.
Con Renzi che non ha nascosto di aver lanciato la proposta del governo ad ogni costo con i Cinque Stelle, per avere il tempo di riconquista del partito o la formazione di un Pd a sua immagine inseguendo una spaccatura convincente. Dal canto suo il Matteo Pd controlla i gruppi parlamentai,grande sofferenza dello Zingaretti “senza terra”.
Il quale, ben conoscendo le mire strategiche renziane, deve cercare di contrastarlo invocando elezioni anticipate per bruciare sul tempo il suo avversario intestino senza compromettere la già inesistente unità del partito.
Fare una previsione di chi vincerà questa contesa è difficile.
Del resto il disperato attaccamento alle poltrone parlamentari di tutti gli eletti, di quei tanti senatori e deputati di tutti i partiti, sicuri di non avere alcuna possibilità di essere rieletti in caso di elezioni anticipate, è decisivo nella formazione di un esecutivo.
La consapevolezza della paura di rimanere in mezzo ad una strada di buona parte degli eletti può essere sufficiente per protrarre il più possibile le trattative con i Cinque Stelle, puntando sulla volontà del Presidente della Repubblica di chiudere la crisi velocemente e valutare un Governo sulla presenza di una maggioranza parlamentare.
In questo caldo clima di incertezze e litigiosità emerge comunque un dato: ancora una volta le questioni interne ai Partiti e Movimenti si scaricano sulla società italiana, rea di non essersi mai ribellata alle pretese di questa becera politica.
Qualunque “parto” possibile sarà comunque caratterizzato dalle pesanti contraddizioni di prolificatori di seconda o terza mano (da qui l’immagine).
Insulti , denigrazioni e offese non fanno parte del lessico di chi vuole costruire.
Pd e Grillini , due debolezze appaiate dove possono portare ?
Ma al bene del Paese chi ci pensa ? Per ora si pensa solo alle succulente nomine pubbliche…
E via con lo slogan divenuto per forza di cose fisso nei miei editoriali: per fortuna che c’è Sergio Mattarella.

*A coniare l’espressione fu Giulio Andreotti negli anni sessanta , quando si teneva aperta sia la porta di un’alleanza con i liberali che quella di un’intesa con i socialisti .Tale filosofia gli si ritorse contro quando a Palazzo Chigi salì Bettino Craxi

 

di Francesco Petrucci