AMMARAMACCICOCO…..

                         Opera di Otto Griebel

«Ambarabà ciccì coccò tre civette sul comò
che facevano l’amore con la figlia del dottore;
il dottore si ammalò ambarabà ciccì coccò!»
(Filastrocca popolare)

Tre variabili impazzite formano un governo a scadenza.
La scelta di Salvini di tirarsi indietro, più sbagliata che giusta, dovuta all’avventatezza e a “cattivi consiglieri” non c’è rimedio facile se non quello di contare fino a mille prima di decidere.
Le giravolte del Grillo, teatrante incallito, hanno portato al ridimensionamento del Di Maio, all’auge del Conte “uomo di stagione “ e alla nascita di un governo assieme al Pd che era stato offeso e vilipeso fino all’ultimo. Del resto per chi vive per ricevere l’applauso come unica meta di un certo percorso, far fare un governo con Lega o Pd o … (vedremo in futuro) è indifferente pur di tenere in vita un movimento ormai alla sua ultima possibilità di governo.
In termini più idonei: pur di mettere il nome di Cinque Stelle in cartellone, Grillo li farebbe travestire da Greta Thumberg nelle performances dell’avanspettacolo più becero.
Terza variabile il partito di Renzi Italia Viva condizionerà tutte le scelte del governo e non certo in chiave collaborativa, nonostante le martellanti rassicurazioni.
Del resto ormai è chiaro che di grandi Riforme non se ne parlerà, nonostante tante ipocrite rassicurazioni, nonostante sarebbero un fortissimo segnale di cambiamento.
Che il sistema maggioritario assicuri la stabilità dei governi e il proporzionale la rappresentatività del corpo elettorale è tutto da vedere.
I partiti che fino ad ora hanno votato a favore della modifica costituzionale propugnata, con molte suggestioni e poche certezze, dal Movimento CinqueStelle subendone la pressione con la scusa che non sarebbe stato popolare opporsi, un’ ennesima trovata demagogica.
Di chi sarà la responsabilità di un così pesante attacco alla democrazia rappresentativa?
Si deve alla logora demagogia dei grillini o all’insipienza delle altre forze politiche e in particolare del Partito democratico, dove impera la “new generation” di Franceschini, caposala della premiata nursery che va da Bindi a Marini, attraversando Prodi e Veltroni …
In poche parole una sorta di techetechetè del già visto in televisione.
Ma del vero ruolo dei cattolici dissidenti nel Pd nessuno ne parla.
Cosa ricorderemo della prima parte del governo di Conte?
I cioccolatini Pernigotti distribuiti dal Ministro allo Sviluppo Economico Di Maio per festeggiarne il salvataggio e oggi dopo pochi mesi i salvatori turchi si sono tirati indietro e le maestranze rischiano di essere mandati a casa.
O dovremmo ricordare le sparate da ruspa di un Salvini onnipresente?
O le bizzarrie del Ministri impreparati e bramosi di visibilità?
Mi si consenti l’uso del termine “teste di ca…. sontuose” per definire coloro che fregandosene della gente si fingono sostenitori e paladini di giustizia incassando lauti proventi parlamentari.
Oggi abbiamo un governo ormai ricordato come “governo giallo-rosso”, formato dai grillini e democratici e seconda parte del precedente nell’immaginario collettivo fa pensare più ai colori delle squadre di una partita di pallone che ad un esecutivo.
Ciò mi fa pensare ad una maglietta bicolore di due squadre che si affrontano e non per collaborare.
Scimmiottano di giocare per vincere con in palio una poltroncina sminuendo il ruolo dell’arbitro.

 

di Francesco Petrucci