QUALE FUTURO SENZA LA STORIA?
di Sabrina Corradi

Il 5 Ottobre è stata la “Giornata Mondiale degli Insegnanti”, istituita a Parigi il 5 Ottobre 1966 dall’UNESCO – Status sugli Insegnanti; la Gilda Degli Insegnanti e l’Associazione Art. 33 hanno promosso il Convegno “Quale Futuro Senza la Storia?”

Alla Conferenza tenutasi in Roma, presso il Centro “Carte Geografiche” sono intervenuti Andrea Giardina – professore di Storia Romana alla Scuola Normale Superiore di Pisa e Presidente della Giunta degli Studi Storici; Adriano Prosperi – professore emerito di Storia Moderna della Scuola Normale Superiore di Pisa; Giovanni De Luna – professore di Storia Contemporanea all’Università di Torino; Adolfo Scotto di Luzio – professore di Storia della Pedagogia all’Università di Bergamo; Rino Di Meglio – Coordinatore Nazionale Gilda degli Insegnanti; Andrea Scavo – Direttore di Ricerca SWG; Gianluigi Dotti – Responsabile Centro Studi Nazionale Gilda degli Insegnanti; Lorenzo Fioramonti – Ministro della Pubblica Istruzione.

Un osservatorio di esperti del settore, insegnanti, professori, universitari, ricercatori, che hanno voluto far sentire la propria voce e manifestare la loro “protesta” in merito anche all’abolizione del tema di storia già per l’esame di maturità 2019 e la riduzione delle ore di storia negli Istituti Professionali.

<< “Quale Futuro Senza la Storia?”“C’è Futuro Senza La Storia?” “Storia, Magistra Vitae per la Verità di Fatto”“La Storia Una Maestra Senza Allievi”“La Storia è un Bene Comune, Salviamola” – Slogan di studiosi, professori, pedagogisti, maestri di grande levatura intellettuale come Liliana Segre, Andrea Giardina, Adriano Prosperi, Giovanni De Luna, Andrea Camilleri e tanti altri… Famose Personalità dei nostri tempi uniti e mossi dall’indignazione di 20 anni di “Riforme della Scuola” con risultati fallimentari, promulgate dai vari governi che si sono succeduti e che hanno portato e stanno portando al declino del Sistema Scolastico Italiano.
Un Sistema Scolastico oramai dettato solo dalle leggi di mercato, basato solo sul risparmio, che riesce ad esprimere un’impalcatura scolastica, facendo diventare i Presidi come capi d’azienda, non mettendo al centro la funzione del docente.
La qualità del Sistema Scolastico lo fa l’insegnante!
Oggi, il punto di partenza sono i nostri ragazzi che stanno vivendo in un periodo di transizione, dove i sistemi digitali stanno trasformando il loro metodo di studio, il loro metodo di acquisizione delle nozioni, dello Studio della Storia e, per di più a differenza delle generazioni passate, dove i nostri nonni che potevano anche aver vissuto i Conflitti Mondiali, ci raccontavano la Storia; ai nostri giovani manca il pensiero critico; lo stimolo alla conoscenza del passato, delle nostre radici.
Con la digitalizzazione, gli studenti sono esposti alle insidie del web. La rete (come 30 anni fa per il Cinema, la Televisione, la Fotografia) ha una concezione dinamica delle fonti, per la conoscenza storica si devono organizzare le fonti; non esiste più la fisicità di andare in biblioteca e/o presso archivi e sfogliare pagine e pagine per effettuare la ricerca. Internet è piena di trappole, l’anonimità dei file, le fake news. Tali trappole sono molto diffuse e sono date dalla semplificazione. Si dovrebbe ripristinare il testo originale. Gli Archivi Nazionali dello Stato dovrebbero inserire i documenti originali per garantire la certezza della fonte.
È necessario rilanciare il concetto di asse-culturale della disciplina Storia, con la convinzione che nella Società dei consensi si abbia bisogno dell’Educazione al disinteresse, dell’Educazione alla Cooperazione e che possa essere presentata e connessa all’interno del passaggio della Storia.

Elementi fondamentali:

  • la Diffusione della Conoscenza della Storia. Lo Storico deve impegnarsi a diffondere la Storia. Le Università, l’Anvur e altre Istituzioni; comprendono la delicatezza della scarsa capacità di adeguare la comunicazione. Attualmente è tutto presentato in modo giuridico;
  • “La Morte delle Competenze” – la comunicazione semplificata dei Social Media è diffusa nel nostro Paese. L’autoflagellazione collettiva è tipica dell’Italia, il rifiuto delle competenze è un rifiuto mondiale ed è stato analizzato in modo più forte negli USA, in quanto è un fenomeno radicato nella Società Americana.

La Storia non ci deve consolare, il Sapere è più…, è ribellione; le persone non sono ottuse. Si deve dare la possibilità di sentire tutti. La Sfida e l’Esperienza sono un prodotto della Democrazia e richiede un dialogo ed essere ascoltati.
Il bisogno di Storia, di Sensibilizzazione, di Identità e Autonomie.
Oggi più di ieri si sente il bisogno della conoscenza della Storia, è più viva di allora la necessità di concepirsi nel tempo, ricostituire l’essere passato-presente con la trasmissione della Storia attraverso gli anziani.
Attualmente non è più in gioco la Costruzione dell’Identità Nazionale, passaggio tra Stato-Nazione. Il Progetto dell’Unità Europea si dovrebbe basare su un punto cardine il “Cosmopolitismo”.
Il degrado culturale della Scuola Italiana, sta creando emarginazione sociale ed il ritorno del divario delle classi sociali, soprattutto per la discriminazione di ridurre ore di Storia negli Istituti Professionali; la pretesa da parte della politica di dettare le regole di scrittura della Storia.
Il Sistema Scolastico Italiano sta creando una generazione di ignoranti, giovani abituati ed istruiti a non avere una loro opinione, mancanti di pensiero critico, immersi nel web senza alcune linee guida. In Italia rispetto agli altri Paesi del Mondo si ha il più basso numero di laureati.
Forse sarà la nostra classe politica che vuole cittadini sottomessi ai dictat del potere incentivando la non cultura dei popoli.
Ma il dato aberrante è che anche i nostri politici non sono preparati, non sono informati.
Ministro Lorenzo Fioramonti, le è stata posta una domanda durante il Convegno: “Cosa pensa della Riforma?! E Cosa Vuole fare?!” Lei ha risposto: “Non ho intenzione di modificare niente. Tutti i governi precedenti hanno fatto Riforme sulla Scuola, prenderei in giro, non ci sarebbero i tempi per poter far approvare le modifiche”.
Si ricordi la risposta unanime dalla platea: “E’ proprio adesso che sarebbe necessaria una vera e propria Riforma della Scuola!!!!!” >>

Immagine dal sito www.m.flcgil.it

 

di Sabrina Corradi