ONORCADUTI HA CLEBRATO I 100 ANNI DALLA SUA ISTITUZIONE
di Fulvio Biocca

Un popolo vero, non dimentica mai coloro per difendere la sua identità, il suo territorio, la sua tradizione e storia, hanno donato la vita.
Negarne l’oblio e curarne la memoria è forza per il popolo stesso ed indice della sua cultura.
Con questo spirito di Patria, alla fine della seconda guerra mondiale generatrice di migliaia di lutti fra tutte le forze combattenti, presso l’allora Ministero della Guerra – oggi difesa – fu istituita la divisione ONORCADUTI per la custodia delle spoglie di soldati morti in battaglia. Questa significativa istituzione del ”CULTO DELLA  MEMORIA” ha provveduto nel tempo, non solo alla custodia dei cimiteri di guerra sorti ai piedi dei campi di lotta spesso ospitanti anche le spoglie di soldati nemici nel rispetto della STORIA, della CIVILTA’ e della CULTURA CATTOLICA a cui gli eserciti belligeranti comunque appartenevano, ma anche a promuovere iniziative piene di significati per la restituzione alle famiglie delle spoglie dei congiunti o la raccolta di queste in importanti Sacrari monumentali: REDIPUGLIA, ASIAGO, CIMAGRAPPA, MONTELUNGO, EL ALAMEIN, CADUTI D’OLTREMARE, ARDEATINE, VERANO.

Quest’ umana riconoscenza fu esaltata con la mirabile intuizione, dalla intitolazione del monumento costruito
a Roma con il contributo significativo di tutti i Comuni d’Italia per il raggiungimento della sua unità, il VITTORIANO, ad un MILITE IGNOTO a simbolo di tutti i Caduti per la Patria, per non dimenticarli ed onorarli ogni giorno nelle spoglie di un di un compagno che lì riposa. Dal momento della tumulazione di quel Corpo, il Vittoriano, acquisì il titolo di ALTARE DELLA PATRIA.
Memorabile e pregno di ”pietas” fu la scelta da parte di una madre di un caduto disperso, di una bara tra altre di caduti ignoti per farne assurgere uno a simbolo di tutti. Questo corpo fu traslato – da Aquileia, nelle Alpi, a Roma. Il treno speciale che lo trasportava procedette quasi a passo d’uomo perché lungo tutto il percorso, italiani in ginocchio, in silenzio salutavano e rendevano onore a quelle spoglie di un compatriota che incarnava il lutto che ogni famiglia aveva patito in quella sanguinosa guerra.
Tutte le nazioni culturalmente emancipate, hanno un monumento alla memoria dei propri caduti ma nessuna di queste ha un culto della memoria così ricco di significati e monumenti a garanzia del ricordo, come il nostro.
Le celebrazioni per il centenario si sono concluse con un convegno interessante organizzato dalla Divisione ONORCADUTI.
Il convegno si è svolto durante tutta la giornata del 9 u.s. presso il Centro Alti Studi Militari, con importanti e pregnanti interventi da parte del generale di Divisione VIESTI commissario generale per le onoranze ai Caduti, organizzatore delle manifestazioni, del Ministro della Difesa ed altre importanti Autorità delle quaIi si riportano i titoli degli interventi:
– Mons. MARCIANO’ ordinario militare ”sacralità del corpo e concetto di sacrificio”
– Sig. Luca Iorio testimone storico ”Emozioni e sentimenti per la perdita di un familiare in atti bellici”
– Prof. Marco MONDINI università di Padova ”Progetto El Alamein”
– Dott. Paolo Formiconi storico ”Nascita del culto dei Caduti”
– Col. MASI ”La missione del Commissariato Generale per le onoranze ai Caduti”
– Avv. Franco BOFFA ”Testimonianza storica”
– Dott. Antonio VERDONE Sindaco di Montelungo ” Collaborazione con gli Enti locali per la conservazione dei Sacrari”
– Interventi dei Presidenti ANA,UNIR,ANFIM ” L’associazionismo per la valorizzazione del culto dei Caduti”
– Ten. Col. M.O.V.M. Gianfranco PAGLIA ”Caduti nelle missioni di pace”
– Dott. E. GUASTALLA giornalista RAI” I mass media nella diffusione del culto dei Caduti”
– Ten. Col. A.BERTI Com.te sez. Biologia RIS ”L’identificazione dei Caduti ignoti attraverso I’ esame del DNA”
– Dott. F. GRILLO ”Informatica per la gestione delle informazioni e dati sui Caduti”
– Dott. R. De Martin Pres. Fondazione Cassa Risparmio Gorizia” Progetto Monte S.Michele”
– Dott. F. Nicolis Sopraintendenza Beni Culturali di Trento” il recente ritrovamento del caduto Beretta”
– Col. G.FRANCHI ” il restauro conservativo dei Sacrari militari”
Da segnalare in fine, l’apporto offerto ad Onordife dai Volontari dall’Associazione Nazionale Alpini che collabora per l’apertura al pubblico dei Sacrari alpini nei giorni festivi e prefestivi, iniziativa analoga a quella dell’Associazione “Alamari onlus” dei Carabinieri in congedo, che dal 2005 per prima, offrì detta collaborazione e tutt’ora puntualmente opera, nel mausoleo delle Fosse Ardeatine e presso il Sacrario militare del Verano a Roma.

 

di Fulvio Biocca