Cile, ancora proteste: a Santiago la marcia più grande dall’inizio della crisi

Cile, ancora proteste: a Santiago la marcia più grande dall’inizio della crisi

Decine di migliaia di persone si sono riversate nelle strade per una mobilitazione di 2 giorni. È la più vasta dall’inizio della crisi cominciata per il rincaro dei trasporti pubblici. Disuguaglianze e militarizzazione delle strade nel mirino dei manifestanti – VIDEO

La più grande marcia dall’inizio delle proteste. Ieri pomeriggio (23 ottobre) a Santiago del Cile decine di migliaia di persone si sono nuovamente riversate nelle strade del centro, durante una mobilitazione sociale convocata per due giorni, da una ventina di organizzazioni sociali e sindacati

La principale richiesta dei manifestanti riguarda l’esigenza che il governo disponga il ritiro dei militari dalla strade cilene, cosa che per il momento non è stata fatta, nonostante il “perdono” chiesto dal presidente Sebastian Pinera per la cattiva interpretazione dei motivi della rivolta. Fra gli slogan più gridati, uno dice “Si è svegliato si è svegliato, il Cile si è svegliato!”

I manifestanti si sono concentrati in Piazza Italia, mettendosi in cammino verso il quartiere di Santa Rosa. Quella di ieri è stata una protesta pacifica, con qualche piccolo incidente con le forze dell’ordine. La mobilitazione era cominciata venerdì scorso, per protestare contro l’aumento delle tariffe della metropolitana di Santiago del Cile, ma è poi sfociata in una vera e propria ribellione contro il carovita e le disuguaglianze socio-economiche

In tutto, durante questi giorni di mobilitazione, si sono registrati 18 morti. Il sottosegretario agli Interni, Rodrigo Ubilla, ha fatto sapere ieri che gli arrestati per atti violenti sono diminuiti, mentre sono aumentati quelli dovuti a violazioni del coprifuoco, da 438 a 592. Anche la partecipazione alle manifestazioni è aumentata, raggiungendo 220.000 persone in tutta la nazione. Per quanto riguarda i feriti, Ubilla ha parlato di “95 appartenenti alle forze armate e 102 civili”

Il 22 ottobre, il presidente cileno Sebastián Pinera ha chiesto “perdono” per non aver compreso la drammaticità della situazione sociale esistente in Cile e ha poi annunciato una serie di proposte per “un’agenda sociale di unità nazionale”

Sulla situazione cilena è poi intervenuto anche Papa Francesco: ”Seguo con preoccupazione quanto sta accadendo in Cile – ha detto il Pontefice il 23 ottobre -. Mi auguro che, ponendo fine alle violente manifestazioni, attraverso il dialogo ci si adoperi per trovare soluzioni alla crisi e far fronte alle difficoltà che l’hanno generata, per il bene dell’intera popolazione”

 

dal sito www.tg24.sky.it