Acqua alta a Venezia: due morti, emergenza fino a venerdì | Brugnaro: “A rischio il futuro della città”

Acqua alta a Venezia: due morti, emergenza fino a venerdì | Brugnaro: “A rischio il futuro della città”

Telefoni in tilt e situazione critica in tutta la Laguna. Zaia: “Situazione apocalittica” E il sindaco parla di “centinaia di milioni di euro di danni”

Venezia è ancora sotto una super-marea, vicina al metro e 50, e potrebbe restare per giorni “ostaggio” delle alte maree eccezionali previste fino a venerdì. Due le persone che risultano morte a Pellestrina. Il sindaco Brugnaro parla di “danni per centinaia di milioni di euro” e il governatore Zaia avverte: “Situazione apocalittica”. Al Cdm sarà discussa l’emergenza in Laguna.

Brugnaro: “Centinaia di milioni di euro di danni, futuro della città a rischio” – “Venezia è in ginocchio. La Basilica di San Marco ha subito gravi danni come l’intera città e le isole. Siamo qui con il Patriarca Moraglia per portare il nostro sostegno ma c’è bisogno dell’aiuto di tutti per superare queste giornate che ci stanno mettendo a dura prova”, ha scritto su Twitter il sindaco di Venezia Luigi Brugnaro. “Dentro le case è come stare in piscina – ha continuato -. Le stime dei danni sono molto ingenti. Parliamo di centinaia di milioni di euro. Qui non si tratta solo di quantificare i danni, ma del futuro stesso della città. Lo spopolamento di Venezia nasce anche da questo”. E ancora: “Se un giovane vede che stiamo dando delle soluzioni pensa di vivere in centro storico, altrimenti pensa solo ad andare via, perché non si riesce più a vivere in questo modo”.

Zaia: “E’ una devastazione apocalittica e totale” – “Abbiamo davanti una devastazione apocalittica e totale, ma non esagero con le parole, l’80% delle città è sott’acqua, danni inimmaginabili, paurosi”. Lo ha detto il Presidente del Veneto della Lega, Luca Zaia, in collegamento con Mattino 5. L’acqua alta non ha risparmiato il Teatro La Fenice: invase le aree di servizio rendendo inutilizzabile il sistema elettrico e quello anti incendio.

“Chiederemo lo stato di calamità” – “Questo è un disastro”, ha detto ancora Brugnaro, ricordando che “Venezia continua a essere angustiata dalle acque alte eccezionali. L’anno scorso, quest’anno uguale. Chiediamo al governo di partecipare e di capire a che livello è l’organizzazione del Mose, perché qui si rischia veramente di non farcela più”. Il primo cittadino ha infine annunciato che chiederà lo stato di calamità naturale per la città.

Barche nelle calli, segni devastazione in città – Barche spinte dal vento nelle calli, pontili degli imbarcaderi distrutti, ovunque nella luce del primo mattino i segni di devastazione causati dalla marea eccezionale. Si presenta così Venezia il giorno dopo l”acqua granda – cosi’ fu definita quella record dell’alluvione 1966 – di questo 2019. In Calle delle Razze, vicino a piazza San Marco, è ancora incastrato un motoscafo spinto a terra da una tromba d’aria che si è abbattuta sull’area marciana mentre infuriava la mareggiata. E’ stato proprio il vortice di vento a 100 km orari a fare una strage di gondole e altre imbarcazioni.

Scuole chiuse in città – Tutte le scuole in città oggi restano chiuse. Sono però regolarmente in funzione i vaporetti dell’Actv, che possono essere fermati per motivi di sicurezza solo quando la marea supera il metro e 50. Anche la sede municipale di Ca’ Farsetti, affacciata sul Canal Grande, è rimasta isolata a causa dell’alta marea.

Direttore Albergatori: è una devastazione – “E’ una devastazione: i danni sono ingentissimi e purtroppo non è finita qui. Stanno continuando le alte maree ed essendo saltati i quadri elettrici gli hotel non hanno nemmeno più le pompe disponibili per far uscire l’acqua”. Lo racconta Claudio Scarpa, direttore dell’Associazione veneziana albergatori. Molte le strutture che si sono trovate in gravi difficoltà nella notte, con il picco di marea di 187 centimetri. “Uno dei nostri associati – spiega Scarpa – aveva dei turisti nelle camere a piano terra che sono letteralmente dovuti fuggire con le loro cose ai piani più alti”.

A Venezia acqua alta ai massimi dal 1966 – A Venezia l’acqua alta ha toccato i 187 centimetri alle 22:50 di martedì: è la seconda misura storica più alta dopo i 194 cm dell’alluvione del 1966. L’amministrazione comunale ha deciso la chiusura di nidi e scuole d’infanzia in città e nelle isole della Laguna. Tre vaporetti sono affondati mentre erano attraccati a Sant’Elena, gondole staccate dagli ormeggi e spinte sopra Riva degli Schiavoni, un incendio ha colpito una cabina elettrica accanto al museo di Ca’ Pesaro.

Allagata la Basilica, sommersa la cripta – L’acqua alta ha invaso anche la Basilica di San Marco dove i danni potrebbero essere ingenti: nel momento di picco di marea, 110 centimetri d’acqua sono stati misurati nella Basilica, mentre tutta la cripta è stata sommersa. Sott’acqua sono finiti anche i marmi recentemente sostituiti, a rischio mattoni e colonne dell’edificio.

Danni sulla costiera veneta – I danni sulla costiera veneta, preoccupano il governatore Zaia, ha attivato l’unità di crisi della Protezione civile regionale, dove sono operativi l’assessore regionale Gianpaolo Bottacin e il direttore della Protezione civile regionale, Luca Soppelsa. Si stanno monitorando i danni provocati dall’eccezionale acqua alta a Venezia, con gravissime ripercussioni sull’intera laguna, ma si segnalano anche condizioni di allarme sull’intera costiera veneta, mentre preoccupa la situazione di alcuni fiumi, in particolare il Piave, perché il mare non riceve.

Due le persone morte a Pellestrina – Un anziano di 78 anni è morto fulminato nell’isola di Pellestrina, una delle lingue di terra che dividono Venezia dal mare. E’ successo mentre sulla laguna si stava scaricando la tempesta di vento e pioggia che ha causato l’acqua alta eccezionale nella città. A provocare la morte dell’anziano sarebbe stato un corto circuito elettrico innescato dalla marea che gli era entrata in casa. Un secondo abitante dell’isola è stato trovato morto in casa, forse per cause naturali

dal sito www.tgcom24.mediaset.it