Albania, dichiarato lo stato di emergenza per il terremoto: 31 morti | Nuova forte scossa vicino a Tirana

Albania, dichiarato lo stato di emergenza per il terremoto: 31 morti | Nuova forte scossa vicino a Tirana

Nelle città di Durazzo e di Thumane molte persone sono rimaste intrappolate sotto le macerie. Centinaia i feriti. Il sisma è stato scatenato da una faglia lunga 85 chilometri

L’Albania ha proclamato lo stato di emergenza per un mese nelle aree più colpite dal terremoto, le città di Durazzo e di Thumane, nelle quali molte persone sono rimaste intrappolate sotto le macerie degli edifici crollati. Finora si contano 31 morti, mentre 45 persone sono state salvate; altre 650 sono state curate per lesioni. Proclamata anche una giornata di lutto nazionale. Il sisma ha sollevato il suolo di circa dieci centimetri vicino a Durazzo.

Nuova forte scossa di magnitudo 5.6 vicino a Tirana – Una nuova forte scossa di magnitudo 5.6 è stata registrata nel pomeriggio di mercoledì a una quarantina di chilometri da Tirana, con epicentro nel mare Adriatico. In seguito al sisma il ministero della Difesa ha annunciato una momentanea sospensione delle operazioni di soccorso.

Italiani scavano per trovare sei dispersi – Le squadre di pompieri italiani “stanno lavorando oramai interrottamente da martedì sera. E’ una situazione molto, molto difficile”. E’ quanto ha affermato il responsabile comunicazione dei vigili del fuoco, Luca Cari, nei pressi di una palazzina di quattro piani a Durazzo sbriciolata dal terremoto. “Qui ci sarebbero sei dispersi: tre bambini, due donne e un uomo”, ha precisato. Intanto, decine di familiari e conoscenti si affollano intorno alle macerie, nella drammatica attesa di buone notizie.

Il premier Rama: “Toccato dalla solidarietà italiana” – “La priorità è salvare la vita delle persone”, ha detto il primo ministro Edi Rama. Il premier Conte “è stato il primo leader internazionale a telefonarmi e offrirmi tutta la sua disponibilità ad aiutarci. L’Italia è la più naturale vicina e una grande sorella con una lunga, incredibile storia di continuo sostegno all’Albania”. Visitando una tendopoli allestita a Durazzo per i senzatetto, il premier albanese ha dichiarato ancora: “Sono rimasto toccato anche dai media italiani che mi hanno contattato non per chiedermi interviste, ma per chiedere come potevano esserci d’aiuto”.

Faglia lunga 85 chilometri – Dalle analisi dell’Ingv è emerso che a scatenare il terremoto del 26 novembre è stata una faglia lunga 85 chilometri che si estende da Nord-Ovest e Sud-Est, fra le città di Durazzo e Lushnje, e che non si è completamente attivata. La faglia “appartiene alle strutture responsabili della deformazione e accavallamento dei sedimenti che costituiscono il nucleo della catena delle Albanidi”. Si ritiene che una struttura tettonica simile abbia causato, sempre in Albania, il terremoto di magnitudo 5.8 del 21 settembre.

Effetti amplificati – Secondo i sismologi gli effetti del terremoto “potrebbero essere stati amplificati dalle condizioni geologiche della regione”. Qui si trovano infatti bacini di sedimenti non consolidati, nei quali l’ampiezza delle onde sismiche può aumentare anche di quattro o cinque volte rispetto a quella che si avrebbe in un suolo roccioso e consolidato.

Le scosse successive alla principale, la cui magnitudo è stata ricalcolata in 6,2, risultano al momento almeno 70. Di queste sono state circa 50 di magnitudo compresa fra 3 e 4, dieci di magnitudo fra 4 e 5 e restano ferme alle tre registrate martedì quelle di magnitudo superiore a 5. Si aggiungono inoltre il terremoto di magnitudo 5,3 avvenuto ieri in Bosnia-Erzegovina e quello di magnitudo 6 con epicentro non lontano dall’isola di Creta (Grecia) avvenuto alle ore 8:23 di mercoledì.

 

dal sito www.tgcom24.mediaset.it