Cosa accadrà nel 2020: parleremo di Trump, dazi (e anche di nuovi televisori)

Cosa accadrà nel 2020: parleremo di Trump, dazi (e anche di nuovi televisori)

Le guerre commerciali condizioneranno l’economia, l’Italia proverà a tassare i giganti del web e introdurrà un nuovo sistema di trasmissione digitale. A luglio appuntamento a Tokyo per le Olimpiadi

Di cosa parleremo nel 2020
La fine dell’anno è tradizionalmente tempo di bilanci ma vale la pena anche di gettare un’occhio a cosa accadrà nel 2020 e a quali saranno i temi e gli eventi che terranno banco nei 12 mesi a venire (senza avventurarsi in previsioni astrologiche ma rimanendo con i piedi di per terra). Di sicuro Donald Trump farà parlare ancora molto di sè (e noi parleremo di lui) , la Brexit entrerà nel vivo e non sarà più solo un affare degli inglesi, le nostre vite quotidiane rischiano di essere condizionate dalle guerre commerciali. Grandi novità attese anche in campo tecnologico (e come vedremo molte famiglie italiane saranno forse costrette ad acquistare un nuovo televisore).

Le guerre commerciali: rischia la Ue
Occhi puntati innanzitutto sull’economia: il pil del pianeta dovrebbe crescere poco più o poco meno del 3% con l’Europa a chiudere la fila viste che gli esperti le attribuiscono solo un +1,2%. Il tema centrale del 2020 saranno però le guerre commerciali. Trump ha annunciato che nei prossimi giorni firmerà un accordo con il collega cinese Xi Jinping in grado di raffreddare le tensioni sui due lati dell’Oceano Pacifico. A questo punto il campo di battaglia potrebbe diventare il rapporto tra Usa e Ue. A breve il Wto dovrebbe autorizzare Bruxelles ad applicare sanzioni contro Washington per gli aiuti di Stato alla Boeing; Trump dal canto suo ha dimostrare di fare ricorso a dazi e tariffe come arma di pressione anche al di fuori della sfera strettamente commerciale ad esempio nei confronti di chi intavola rapporti con l’Iran, contro chi apre al 5G, contro chi vorrebbe tassare i giganti del web americano.

Elezioni Usa. referendum su Trump
Di fronte a questo scenario decisive diventano le elezioni presidenziali americane in calendario il 3 novembre.Il voto rischia di trasformarsi in un referendum pro o contro Trump e alla sua politica «America First». L’impeachment non dovrebbe impedire al presidente uscente di ricandidarsi per i repubblicani anche se il processo sta intaccando la sua popolarità. Molto dipenderà da quale rivale gli metteranno di fronte i democratici attraverso le primarie. Il fronte è al momento molto diviso, i sondaggi dicono che il candidato in grado di mettere maggiormente in difficoltà Trump (a anche di batterlo) sarebbe l’ex presidente Joe Biden, molto più dei «radicali» come Sanders. A ottobre un sondaggio segnalava che il 56% degli americani giudicava negativo l’operato di Trump. Decisivo sarà il voto di alcuni swinging states» ad esempio la Florida.

L’Italia contro i colossi del web
E l’Italia? Impossibile prevedere i rivolgimenti della politica, azzardata ogni prognosi sulla durata del governo e sulle elezioni regionali in Emilia di fine gennaio (che in ogni caso molto peseranno). Il 2020 potrebbe però essere ricordato per le novità in campo tecnologico. La legge di bilancio prevede ad esempio l’intriduzione di una prima forma di web tax, primo tentativo (dopo anni di rinvii) di regolare i conti tra il fisco e i colossi di internet che in Italia hanno pagato appena 64 milioni a fronte di un fatturato di 2,3 miliardi. La norma prevede un’aliquota del 3% su transazioni commerciali online da applicare a società con almeno 750 milioni di fatturato. Anche Francia, Gran Bretagna e altri paesi europei hanno annunciato la medesima intenzione, dall’altra parte dell’Oceano, come detto, trump minaccia sanzioni commerciali contro chi tasserà Google, Apple e gli altri colossi.

Chi deve cambiare il televisore?
Sempre per rimanere in Italia e sempre nel campo tecnologico, nei prossimi dodici mesi molte famiglia potrebbero vedersi costrette ad acquistare un nuovo televisore. Gradualmente (da qui al 2022) entrerà in funzione un nuovo sistema di diffusione dei segnali tv denominato MPEG-4: molti dei vecchi apparecchi non sono predisposti per questo sistema per cui occorrerà dotarsi di un decoder oppure «rottamare» il vecchio televisore. Campania, Lazio, Liguria, Toscana, Sardegna e Umbria saranno le prime regioni in cui scatterà lo «switch off». Per questo è stato predisposto un «bonus tv» di 50 euro per le famiglie con un reddito Isee fino a 20mila euro. Il nuovo sistema consentirà di ricevere i canali in alta definizione e di sfruttare anche la tecnologia 5G: riguardo a quest’ultima, in Italia nel 2020 terminerà la fase sperimentale e dovrebbe cominciare a diffondersi più capillarmente.

La rinascita del Ponte Morandi
Rimaniamo in Italia per segnalare che il 2020 sarà anche l’anno in cui verrà «sanata» la tragica ferita del Ponte Morandi di genova; proprio prima di Natale il sindaco del capoluogo ligure Bucci ha annunciato che a maggio dovrebbe transitare la prima auto sul nuovo viadotto attualmente in fase di costruzione. Un segno di ottimismo e di speranza per l’anno che va a cominciare.

E torneremo a occuparci di Brexit
Inevitabilmente nei mesi a venire terrà banco ancora la Brexit. Londra uscirà dall’Unione il 31 gennaio prossimo e contemporaneamente partiranno i negoziati per regolare i rapporti futuri tra Ue e Regno Unito a partire dai rapporti commerciali, dall’immigrazione per arrivare ai permessi di soggiorno per i lavoratori, gli studenti e i turisti che vogliono recarsi oltre Manica.

Olimpiadi: appuntamento a Tokyo il 24 luglio
Grande anno in arrivo per lo sport: si rinnova l’appuntamento con le Olimpiadi. L’edizione del 20202 si aprirà a Tokyo il 24 luglio e si chiuderà il 9 agosto. Attesa la partecipazione di 207 nazioni e oltre 11.000 atleti.

 

dal sito www.corriere.it