SCENARI INQUIETANTI…

                          Winston Smith, Collage

“In pace i figli seppelliscono i padri, mentre in guerra sono i padri a seppellire i figli.” (Erodoto)

Da tempo l’economia dell’Occidente ha subito gravi ripercussioni a seguito di mercati emergenti che per anni sono stati addormentati nelle dittature comuniste, o per problemi interni di sviluppo ed incapacità di produrre usando risorse interne, in quanto le grandi multinazionali occidentali, avevano in qualche modo “colonizzato” i Paesi, bloccandone così il proprio sviluppo.
Dopo la caduta del Muro di Berlino e la fine della Guerra Fredda, l’Occidente ha dovuto cercare ed individuare un “nuovo nemico” da combattere. Nasce il terrorismo islamista, rimane per certi aspetti il blocco comunista cinese a fare da nemico silente con una ex Unione Sovietica in alcuni periodi addirittura paciere dei conflitti e delle tensioni. La Unione Europea nasce con i limiti di una Europa da sempre disgregata e con la tendenza di Francia e soprattutto Germania di egemonia sulle decisioni e gli orientamenti dell’economia, e soprattutto degli orientamenti dello sviluppo degli altri Paesi facenti parte, quindi una moneta unica di medesimo valore verso l’esterno, ma con potere d’acquisto molto differente nei singoli Paesi. Lo sviluppo di alcuni Paesi emergenti, come l’India e la Corea del Sud, sbilanciano ancora e in modo determinante l’economia, già traballante di tutto l’Occidente, e il terrorismo islamista, oramai fuori controllo, appare in qualche modo inutile e deleterio per un incremento economico. La Cina si apre a mercati con incentivi e con uno notevole sviluppo interno, oramai già da tempo, estremamente aggressivo considerando le risorse interne sia naturali, sia umane. L’India vola staccata dalla colonizzazione imposta dalle Multinazionali, così come accadde nel periodo di apertura a mercati stranieri tra il ’97 ed il 2003 alla Corea del Sud.
Gli USA hanno cercato di mantenere il predominio, attraverso la solita politica dei “garanti della democrazia”, ma iniziando a imporre dazi e cercare alternative per tornare ad essere leader dello sviluppo. Ma la UE, unita e smembrata, non è un buon interlocutore, forse solo l’Italia lo sarebbe, da sempre sotto la mano protettrice americana. Dall’altra parte la Cina, riscontrando una apertura contrattuale commerciale in Italia, non cede a ricatti Occidentali, in particolare quelli USA e della UE. L’America non è capace di essere seconda nella economia, e deve essere il vero unico garante della democrazia. Ma una Terza Guerra Mondiale sarebbe una catastrofe, utile sì alla ripresa economica, con la successiva ricostruzione e l’investimento negli armamenti, ma sarebbe opportuno valutare alcune altre ipotesi per ristabilire o meglio provare a dare nuovi impulsi per far comprendere che i veri affidabili sono sempre loro: gli USA. Una epidemia da una gran mano a tutto ciò. E se ben studiata ci si rende conto degli enormi vantaggi che ne derivano da essa. Prima di tutto le infrastrutture rimangono intatte, si colpisce la popolazione, e poi, osservando attentamente ciò che si ottiene è una riqualificazione della qualità dei cittadini. Si eliminano quelli improduttivi, costosi, malati e necessitanti di spese, in pratica una pulizia sociale dei più deboli, e qualche elemento efficiente si perde, ma irrilevante rispetto ad una vera Guerra.
E poi se ben congegnata questa strategia, la speculazione, a parte la cinica teoria, ma i morti sono sempre solo “effetto collaterale” c’è modo, anticipatamente, di investire in ciò che sappiamo saranno ben in crescita durante l’epidemia: case farmaceutiche magari che prima non valgono molto, oro, e industrie che durante e nell’immediato successivo del manifestarsi dell’epidemia sono in ovvia crescita. Altro vantaggio è il calo del petrolio, ovvia conseguenza del fermo del commercio, vengono meno di parecchio le necessità di acquisto del petrolio per trasporti, vacanze, eccetera, ed il suo conseguente calo di prezzo.
Se teniamo poi conto di “Le dieci regole della manipolazione mediatica” di Noam Chomsky, si può manipolare far sì che quello che conta sia oscurato dalla paura, dalla preoccupazione, dai numeri che spaventano, mentre ciò che interessa, oscurato dalla paura, procede tranquillamente.
Cambiano gli scenari geopolitici e geoeconomici. La UE, unita a parole, ma disgregata nei fatti, appare come un gruppo disomogeneo di egoisti che pensano a sé stessi e che lasciano i compagni dell’Unione alla loro triste sorte. Gli aiuti arrivano dall’esterno e le perplessità di chi è l’alleato con cui andare avanti o chi è il nemico si comincia a far fatica a comprenderlo. La solidarietà della Unione Europea è offuscata da negazione di trattative future sulla ripresa, e non si intravedono soluzioni.
Ecco spuntare un altro candidato alla soluzione dei problemi. Proprio oggi gli USA consigliano una Italexit, che già secondo Stiglitz non sarebbe male, e lo diceva nel 2017 più o meno, proponendosi partner commerciale con accordi commerciali e trattamento di favore. Tutto ad un tratto la UE ci abbandona e dall’altra la Cina ci invia aiuti e medici, la Russia altrettanto, e addirittura Cuba con invio di specialisti. E gli USA una trattativa, buttata lì nella confusione della paura, di uscire dalla UE e dalla Moneta Unica, per essere i suoi referenti economici.
Anni fa qualcuno aveva ipotizzato, e non a torto probabilmente, che l’Italia fosse una sorta di terra di mezzo, un paradiso fiscale, un Paese in cui, visti i doni che Madre Natura ci ha dato, e che la Nostra Cultura ci ha completato con l’arte e i monumenti, si potrebbe vivere di Gastronomia, Turismo, Arte, lasciando da parte il resto. Ma di fatto al momento siamo sotto attacco, e pare l’unico in Europa a stare peggio, sarà così o noi diciamo la verità e gli altri nascondono qualcosa? Fatto sta che la UE ci ha abbandonato, e si sono fatti avanti soggetti forse interessati alla capacità italica della mediazione perché tra di loro non si accordano? Tutte ipotesi? Tutto stranamente che sembra coincidere con alcune osservazioni di ampio respiro? Fantapolitica? Delirio da Teoria del Complotto?
Certo che dubbi e incertezze di troppe incongruenze e superficialità ce ne sono in abbondanza. I numeri dei decessi sono confusi e non specificati, i titoli di alcune aziende e dei prezzi dell’oro e del petrolio, sono reali.
Una Terza Guerra Mondiale selettiva ed intelligente, e necessaria ad una futura ripresa di una economia traballante e insicura, e non solo italiana, ma mondiale sembra un’ipotesi plausibile. Oppure no? Ma la frase di Erodoto, in questo caso contrasta con il concetto di Guerra consueta.

di Pietro Bergamaschini