Lettera del nostro Ambasciatore d’Italia in Cile, Mauro Battocchi.

Care Amiche e cari Amici italiani del Cile,
nelle ultime settimane abbiamo tutti seguito con apprensione lo sviluppo del contagio nel nostro amato Paese. Ognuno di noi ha desiderato poter essere utile alla lotta dei nostri concittadini, del nostro personale medico e delle nostre Istituzioni … con il pensiero, una donazione o magari esponendo alla finestra il nostro splendido Tricolore.
A noi che viviamo e lavoriamo all’altro capo del pianeta, l’Italia ha insegnato che questa battaglia non ha confini. E che non si vince da soli.
Ora che anche il Cile affronta una situazione di emergenza, come Comunità Italiana dobbiamo stare più uniti che mai: con le intenzioni e con i cuori. Dobbiamo essere lungimiranti e responsabili nel nostro comportamento quotidiano per tenere lontano questo nemico invisibile.
Tristemente abbiamo imparato a conoscere le sofferenze che il nostro Paese sta vivendo.
Chi di noi non si commuove leggendo della lotta che negli ospedali italiani medici e infermieri portano avanti senza tregua, mettendo a repentaglio la propria incolumità per la salute della collettività?
Chi di noi non si inorgoglisce ascoltando l’Inno di Mameli cantato da decine e centinaia di persone dai balconi delle nostre splendide città; esempio di forza e consapevolezza della cittadinanza costretta alla quarantena?
Chi di noi, infine, non sente una profonda preoccupazione per i propri cari lontani, in particolare per quelli anziani, i più esposti ai rischi del contagio?
Facciamoci forza, care Amiche e cari Amici, con la consapevolezza che l’esperienza acquisita in Italia dev’essere la nostra prima difesa qui. La nostra trincea.
In Cile, in questo splendido paese che è per molti di noi “casa”, il nostro esempio dev’essere immediato, costante e rigoroso. Facciamoci fin d’ora promotori attivi di una campagna di prevenzione imprescindibile se vogliamo arginare l’espandersi del contagio.

   Mauro Battocchi, Ambasciatore Italiano in Cile

Vi invito dunque a rispettare alla lettera le indicazioni date dalle Autorità Sanitarie del Cile. Vi esorto a seguire scrupolosamente le norme di comportamento segnalate dal Ministero della Salute italiano che, se eseguite con rigore, garantiscono una minor diffusione del contagio.
Vorrei soffermarmi in particolare su una regola che implica un enorme sacrifico per chi, come tutti noi, ama la compagnia e la socialità: quello che gli esperti chiamano il “distanziamento sociale” e che in pratica significa ridurre i contatti interpersonali al minimo che é strettamente necessario.
Poco a poco in tutto il mondo ci si sta rendendo conto che stare distanti e ridurre le interazioni è infatti lo strumento per fermare la crescita esponenziale della contagio.
Manteniamo una distanza di almeno un metro (meglio due) a da chi ci circonda in situazioni sociali inevitabili come la spesa o la coda per la farmacia.
Questo articolo del Washington Post (in inglese) presenta delle animazioni che piú di ogni altra spiegazione a parole possono far capire perché dobbiamo praticare il distanziamento sociale.
Rinviamo baci e abbracci ai momenti migliori, che (stiamone certi) torneranno.
Questa misura é particolarmente importante per proteggere le persone anziane. I nostri nonni sono coloro che oggi hanno più bisogno del nostro impegno. Aiutiamoli rimanendo loro distanti fisicamente (e comunicando magari per via digitale).
Care Amiche e Cari Amici,
l’Italia sta dando prova in questi giorni di uno straordinario spirito di unitá e di responsabilitá personale. Come italiani all’estero, cerchiamo di essere all’altezza della nostra Patria in questo momento cosí cruciale. Distanti fisicamente ma uniti moralmente, #andratuttobene.
Quando avremo superato e vinto questa sfida, ci guarderemo indietro e saremo orgogliosi dello sforzo fatto insieme.

Un caloroso saluto
Mauro Battocchi