Covid-19: per l’Oms il ritorno alla normalità non significa aver vinto

Covid-19: per l’Oms il ritorno alla normalità non significa aver vinto

“L’allentamento graduale del blocco non corrisponde alla fine della pandemia”. Lo ha detto il responsabile dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, Tedros Adhanom Ghebreyesus, in una conferenza stampa a Ginevra: “Ribadiamo che l’alleggerimento delle restrizioni non significa che la pandemia sia rientrata in qualche paese. Fermare la pandemia richiede sforzi congiunti di individui, comunità e governi per continuare a contenere e controllare la diffusione di questo virus mortale”.

In Gran Bretagna sono 449 i decessi registrati nelle ultime 24 ore, il che porta a un totale di 16.509 vittime. In un clima da blocco persistente, il governo ha promesso di contribuire a pagare i salari di oltre un milione di lavoratori, rimasti disoccupati a causa della crisi.

Superato il picco dei 20.000 morti in Francia, dove in 24 ore si sono registrati 550 decessi. Inoltre, si contano oltre 30.000 ricoverati, dei quali 5600 in terapia intensiva, settore per cui nel paese si dispongono 5000 letti.

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In Italia, dove per la prima volta si assiste a un calo del numero dei malati e i posti occupati in terapia intensiva sono scesi al minimo dall’inizio della crisi, ieri si sono comunque registrati 454 decessi e 2256 nuovi casi. Ma non solo, l’appuntamento giornaliero alle 18 con la Protezione civile, diventerà d’ora in avanti bisettimanale. La prossima conferenza stampa sarà giovedì, anche se sul sito ci saranno tutti gli aggiornamenti.

Nei Paesi del nord Europa ci sono i primi timidi tentativi di un ritorno alla normalità, scuole riaperte in Danimarca e Norvegia, esami di maturità e negozi riaperti in Germania. Eppure tutti gli scienziati sono d’accordo nel dire che oggi più che mai dobbiamo stare attenti e non derogare alle misure di sicurezza per evitare una seconda ondata di infezione. Che per alcuni è quasi sicura in autunno.

dal sito www.it.euronews.com