TESTE DI TABLET
Alla ricerca dei “sapienti”

      Elaborazione Immagine di Pietro Bergamaschini

Alla fine degli anni Trenta il sociologo statunitense C.Wright Mills, studioso della struttura del potere, scrisse che le democrazie prevarrano sempre sui sistemi politici dittatoriali o militari proprio perché caratterizzate da una larga distribuzione di poteri dei quali loro stesse erano in grado di esprimere. Ci chiediamo se oggi questa analisi è ancora valida in considerazione che si stanno verificando fatti che riportano alla situazione opposta, magari non in termini esasperati ma sicuramente inquietanti.
Infatti la mole di questioni aperte e la mancanza dei sostegni economici necessari stanno portando verso la strada della concentrazione del potere con i soli argini della Costituzione e del Presidente della Repubblica. Le precisazioni sulla imprescindibilità dal Dettato costituzionale pronunciate dalla Presidente della Corte Costituzionale Cartabia sono il segno di allarme verso taluni attacchi di camuffato revisionismo da parte di gruppi di potere.

Così come ci spiega anche l’avvocato Stefano Mele, socio dello Studio legale associato Carnelutti: «L’utilizzo dei dati personali dei cittadini, soprattutto quelli sul loro stato di salute, anche se utilizzati per risolvere una gravissima crisi come quella Covid-19, deve obbligatoriamente sottostare ad alcune imprescindibili garanzie che impattano proprio sul piano politico e della sicurezza nazionale».

E registro tra l’altro una strana quanto pericolosa anomalia: nel decreto-legge del 17 marzo scorso denominato “Cura Italia”si è stabilito che la Pubblica Amministrazione è tenuta a sospendere le risposte a richieste di accesso documentale L.241/90 e civico generalizzato d.lgs. 33/2013 che non hanno carattere di “indifferibilità e urgenza”fino al 31 maggio 2020, poi la data è stata anticipata al 15 aprile.

Che significa tutto questo?

E il Parlamento cosa fa ? E la giostra dei Garanti?

A mio avviso una limitazione di documentazione per tutto, in modo particolare per le ricerche e le confutazioni giornalistiche.

Tutto accade mentre incombe la vicenda del potere di decisione dei tecnici “virologi con la bava alla bocca”, discordanti tra loro consigliando sempre con un ritardo letale.

Un merito va loro riconosciuto: con i loro consigli al Governo hanno provocato diverse e riluttanti posizioni di Presidenti di Regioni e di molti Sindaci di grandi città e in contrasto con le decisioni dell’Esecutivo, mettendo in luce tutte le pesanti contraddizioni dell’eccessivo potere territoriale stabilito dalla Legge Tatarella. Prove di questo cortocircuito politico sono la Fase 2 della ripresa e i tracolli economici dovuti a iniziative personalistiche ed elettoralistiche e clientelari di Sindaci e Presidenti di Regione, a Destra quanto a Sinistra.

Per non parlare dello stato confusionale dell’informazione e della Chiesa che soggiace ai diktat cosiddetti scientifici. Ma i “sapienti” dove sono?

E’ pur vero che vengono spacciati per tali, personaggi con un ego smisurato e di gratuito buonismo, appaiono dappertutto, pontificano e dimenticano quanto in passato hanno combinato. L’elenco è voluminoso. Per fortuna esistono molti scienziati autentici in grado di aiutarci con grande e discreta competenza.

Ormai siamo dominati da frasi fatte di un maldestro inglese informatico e da autentiche “teste di tablet” che vanno a corrente e in qualche caso a batteria, in grado di ripetere al mondo il “lo slogan del restare a casa” . Perché si pagano costoro? Per blaterare ciò?

Sanno da dove è venuto il coronavirus (forse da un laboratorio cinese che stava producendo cosa?).
Suvvia siamo seri!
Questo è comunque un periodo di lotte e trambusti con alti gradi di tossicità.
Pensiamo solo al conflitto tra salute ed economia, tra scienza e religione, tra regioni e Stato, tra tentazioni di scelta tra Cina e Usa. Contese avvincenti e politici scadenti. Ecco perché vi è la necessità di una ridefinizione del potere democratico: chi deciderà? Il consenso democratico o la causa di forza maggiore?
Infatti comincia a maturare la consapevolezza che la ripresa non sia solamente un problema  di rilancio del lavoro e dell’economia ma soprattutto una concezione di libertà che viene disattesa con incredibile la leggerezza dell’incapacità.
La consapevolezza è che un grande Paese non può essere ingabbiato in uno stato quasi detentivo con controlli di minacce di sanzioni qualora goda dell’ora d’aria …
Siamo difronte ad un problema di libertà, di riaffermazione dei valori della Costituzione Repubblicana. Ci siamo resi conto di un fatto sconcertante : è la crisi generale a governare il Governo e non il contrario!
Si, siamo davanti ad una nemesi della democrazia nella storia repubblicana.

di Francesco Petrucci