Maturità vicina, sicurezza lontana

Maturità vicina, sicurezza lontana

“Purtroppo scontiamo un forte ritardo organizzativo: siamo in lockdown da due mesi e la discussione sul protocollo di sicurezza, considerata anche la complessità della macchina scolastica, sarebbe dovuta cominciare molto prima. Oltre alla ripresa di settembre, è in ballo anche l’esame di Maturità che il ministero ha disposto avvenga in presenza e per il quale è indispensabile garantire condizioni di assoluta sicurezza per studenti, insegnanti e personale scolastico. Consentire lo svolgimento dell’esame con questa modalità significa, di fatto, aprire le scuole e il 17 giugno è dietro l’angolo”. Ad affermarlo è Rino di Meglio, coordinatore nazionale della Gilda degli Insegnanti, in vista della pubblicazione dell’ordinanza ministeriale e alla luce delle osservazioni sul protocollo di sicurezza inviate oggi al ministero dell’Istruzione dopo l’incontro di ieri con la ministra Azzolina.
Fondamentale per garantire la sicurezza è, secondo la Gilda degli Insegnanti, che le disposizioni impartite alle scuole siano certe e chiare e che non lascino spazio a libere interpretazioni da parte delle dirigenze scolastiche. “Alcune prassi – afferma Di Meglio – non devono essere facoltative ma obbligatorie, così da garantire la certezza del diritto per tutti. Penso, per esempio, alla misurazione della temperatura corporea, alla consultazione dei rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza e al coinvolgimento degli organi collegiali. In ogni caso, per mettere in campo tutti i provvedimenti necessari a garantire la sicurezza degli insegnanti, di tutto il personale scolastico e degli studenti, occorrono stanziamenti economici cospicui legati, tra l’altro, a tempi burocratici piuttosto lunghi. La sanificazione degli ambienti, solo per citare uno dei tanti fronti che richiedono interventi economici importanti, deve essere eseguita a livello professionale e, dunque, affidata a ditte esterne specializzate e certificate. Discorso analogo riguarda le apparecchiature utilizzate per la rivelazione della temperatura, perché installare un termo scanner in ognuno dei 42.500 plessi scolastici presenti in Italia comporta una spesa ingente”.

da Ufficio Stampa Gilda Insegnanti