CON TE PERDUTAMENTE…….
di Fulvio Biocca

Dopo oltre 60 giorni di prigionia imposta ai Cittadini con far da caserma, terrorizzandoli con continui bollettini di morte e dando sfogo a forme repressive ingiustificate fino al ridicolo spingendo brava gente in divisa, a fare il mestiere di boia ( professione ancora in auge solo ove democrazia è ignota ), lo STATO è costretto a liberare i sudditi imprigionati nei domicili.

L’inettitudine dei dirigenti di questo, è arrivata fino alla “comica” di chiedere ai funzionari di banca di “concedere” prestiti rischiando legalmente in proprio sulla sicurezza del prestito, a venditori di mascherine a cederle sotto-costo dopo averle pagate…… ad un prezzo di Stato di € 0,50 € non avendo neanche il coraggio di dichiarare il reale costo da pagare di € 0,61 nascondendo cioè l’aliquota IVA per i beni di lusso applicata ai cittadini per l’acquisto di queste, del 22% pari cioè a quella imposta per l’acquisto di BENI DI LUSSO (gioielli, orologi, tabacchi, superalcoolici etcc). E comunque, lo STATO non riuscendo neanche a garantire la fornitura di mascherine ne impone l’acquisto ai sudditi con un guadagno di € 0.11 ( ex 220 lire) a mascherina. Ma, essendo incapace anche di farle giungere sul mercato (le ordinate da imprenditori vengono metodicamente requisite dallo Stato e quelle non a norma distrutte) lo Stato decreta che sono impiegabili anche mascherine non a norma ma aut-costruite e cucite per uso personale dai sudditi (certamente comunque inferiori alle industriali non a norma sequestrate) denominate pomposamente “MASCHERINE DI COMUNITA” DPCM 26/4-2020, art3 comma II°………. Che vergogna!………..

Quello che NON può essere “perdonato loro” perché “non sanno quello che fanno” è l’essere giunti, alla liberazione dei sequestrati, senza nessuna strategia operativa pregnante e d’applicazione semplice, senza alcuna forma per spiegare e quindi addestrare il CITTADINO a comportarsi come tale scientemente e coscientemente in maniera difforme in funzione dei luoghi in cui si opera e delle persone con le quali si opera.

Dunque è importante conoscere – come in guerra – bene il nemico per combatterlo con buone probabilità di “vittoria” coscienti che è molto pericoloso e che con lui, dovremo convivere “appassionatamente” in futuro perché non ci lascerà più.

Appartengono alla famiglia CORONAVIRIDAE i corona della SARS noti dal 2002 e della MERS dal 2015. Tutti corona provenienti da pipistrelli orientali portatori di tanti tipi di corona che forse ci daranno sorprese con altre mutazioni nei prossimi anni. Questi mammiferi sono un serbatoio ideale per i corona perchè vivono in colonie numerosissime in ambienti caldi fortemente umidi indispensabili alla loro esistenza, caratteristiche molto apprezzate dai corona per vivere e riprodursi nei loro corpi come ospiti non letali.

Per combattere le infezioni da corona, non si è riusciti a scoprire vaccini per la loro alta mutabilità. Per questo motivo, anche se dovuti a virus non corona, non esiste vaccino anti HIV mentre e stato trovato un vaccini per EBOLA perche il suo virus è più stabile.

I corona sono virus a fortissima riproducibilità all’interno delle nostre cellule con velocità molto più rapida della risposta immunitaria, che possono portare a cariche virali nel sangue notevoli, pur partendo da una carica virale (dose infettiva) mediocre, presente nell’ambiente ove transitiamo o sostiamo o presente sulle superfici dalle quali possiamo ingerire una carica batterica capace di infettarci.

Il virus è costituito essenzialmente da una cortex con estroflessioni (corona) munite di una proteina capace di forare la cortex di una cellula umana per iniettarvi il proprio DNA e moltiplicarvisi.

Il corona 19 non ha organismi scudo per resistere all’irraggiamento e all’essiccazione. La sua vitalità non protetto dall’ organismo ospite in ambiente esterno normale, resiste al massimo per 3 giorni sulla plastica, 2 sull’acciaio inox, 1 sul cartone ma la sua carica virale cioè la capacità d’infettiva precipita col trascorrere delle ore tanto che non è più capace di infettare in ambiente normale, dopo un massimo di 6 ore se sulla plastica meno sugli altri materiali; molto, molto meno se la superficie d’ancoraggio è irraggiata dal sole.

Per non ammalarsi occorre che la dose infettiva virale sia assente o insufficiente.

La dose scatenante non è uguale da individuo ad individuo, in funzione della sua costituzione genetica e del suo stato di salute.

Questi dati sperimentali sull’emivita virale spiegano perché sono inutili – se non per far teatro politico – le costose “sanizzazioni” delle aree aperte e quelle chiuse in occasione della loro riapertura, come Chiese, uffici, esercizi pubblici etcc…… Indiscutibilmente utile invece il personale addetto alla sanificazione “a giro” cioè applicata ininterrottamente, quanto può essere toccato dal pubblico durante la fruizione di aree aperte al pubblico (uffici, ambulatori, centri commerciali, bar etcc).

Ergo, senza esagerare e Cum grano salis :

  • Mani. Tener costantemente presente che le mani, difese egregiamente dalla pelle, sono le trasportatrici di virus per la loro ingestione. Dunque non portare mai le mani alla bocca o agli occhi, punti d’accesso del virus oltre al naso o per trasportare cariche virali tra materiali dai quali possono poi, essere attinte cariche virali sufficienti a scatenare l’infezione. Ad es. non inumidire assolutamente dita con la saliva per sfogliare pagine o molto peggio, per contare denaro; toccare il meno possibile materiali d’uso comune (appoggi d’ancoraggio su mezzi pubblici (pericolosissimi), poggia-mani di scale mobili o fisse; maniglie; aree d’appoggio per mani ( pericolosissime) presso sportelli bancari, postali, farmacie, casse di esercizi commerciali, tavoli d’appoggio per colloqui, posate non protette, superfici esterne di confezioni per cibi, ortaggi e frutta non lavati accuratamente, denaro sia cartaceo che metallico (pericolosissimo) cibi non protetti quali pane, dolci freschi etcc Con la stagione calda sarà impossibile sopportare per più di qualche minuto i guanti. Sarà sufficiente in merito sanare quando si reputa opportuno le mani con un disinfettante da portare sempre in tasca.
  • Bocca e naso Sono le vie principali d’entrata per il contagio. Questo avviene per l’entrata di goccioline di Flugge (studiate dall’omonimo batteriologo tedesco a fine 1800) sotto forma di macro-goccioline di secreti orofaringei durante la fonazione al pronunciare delle consonanti o all’atto del tossire o dello starnutire e micro-goccioline dette aerosol (vapore) emesse durante l’espirazione.
    In ambiente privo di correnti d’aria le goccioline atterrano per gravità avanti al soggetto emettitore e si depositano, ad un metro circa nella fonazione, 2 nello starnuto, 8 al massimo per quelle in forma aerosol. Poi la diluizione nell’aria e l’esposizione, abbassano fortemente la carica infettante dell’aerosol. In ambienti chiusi specialmente se ad alto affollamento o ad aria condizionata non a totale rinnovo (ambienti a pressione non negativa) la presenza di un soggetto infettante, alza notevolmente il rischio d’infezione anche in funzione della lunghezza del periodo di presenza che permetta l’ingestione fino all’accumulo di una carica virale sufficiente per il contagio.
  • Occhi. Sono il punto d’entrata della carica virale meno probabile. La mucosa oculare difesa egregiamente da umori presenti nelle lacrime. In particolare dal lisozima potente antibatterico e dalla Lactoferrina mediocre antivirale. In condizioni normali la mucosa si difende bene. In ambienti fortemente infettanti o se colpiti da gocce di flugge il contagio avviene e la replicazione virale si attiva addirittura, anche nella congiuntiva. In ambienti normali sono sufficienti alla prevenzione, occhiali da vista o da sole, in quelli ad alto rischio meglio gli occhiali avvolgenti ( astanterie di medici, pronto-soccorsi, locali affollati, mezzi di trasporto pubblici etcc ).

Distanze interpersonali all’esterno : 2 metri all’aperto senza mascherina; almeno 1 metro con mascherina.

Impiego motivato della mascherina. Questa deve essere indossata correttamente in modo da coprire naso e bocca e piegando l’ adattatore sul naso per renderla maggiormente aderente. All’interno di locali aperti al pubblico deve essere impiegata costantemente comprese le maestranze addette (negozi, caserme, ospedali, uffici, ristoranti-cuochi, camerieri, maestranze ospedaliere etcc ). Per la permanenza in locali chiusi (se frequentati da persone non conviventi), oltre all’uso della mascherina deve essere garantito il massimo ricambio d’aria possibile e l’esclusione assoluta dell’uso di aria condizionata specialmente se con impianto di condizionamento centralizzato perché i filtri ai diffusori non fermano assolutamente i virus e l’aereazione condivisa dei locali favorisce fortemente la diffusione del virus presente in forma aerosol (nave Diamond Princess docet).

Con l’estate ormai alle porte, come per gli altri corona, il maggior irraggiamento, il caldo e la minor umidità, comporterà una naturale riduzione delle probabilità di contagio.
D’altro canto essendo assolutamente sconsigliabile l’uso del condizionamento centralizzato a non totale ricambio d’aria, renderà inutilizzabili : gli uffici in palazzi ad ampia vetratura perchè l’uso di ventilatori sarebbe insufficiente; i locali aperti al pubblico quali discoteche, teatri, cinema, ristoranti; i veicoli pubblici quali autobus, metropolitane, treni (Per i mezzi di superficie ci si potrà salvare reimpiegando quelli all’ antica, con finestrini apribili) etcc
Per migliorare comunque la difesa del proprio organismo tenuto conto che dovrà combattere da solo, evitare forti esposizioni debilitanti o lunghe attività stressanti e fare in modo che il fisico non sia carente principalmente di vitamine E e D utili alla formazione di una buona difesa immunitaria.

Dunque, queste note aggiornate ad oggi, siano d’addestramento e, tenuto conto che dovremo affrontare ogni giorno il corona 19 solo con le risorse personali e l’intelligenza individuale…… prendiamo…..”gusto perdutamente a duellare per tenerlo sicuramente a distanza………. Sursum corda !

 

Immagine dal sito www.dailymuslim.it

 

di Fulvio Biocca
Biologo