Coronavirus, dal primo caso ai contagi: le tappe

Coronavirus, dal primo caso ai contagi: le tappe

Il virus compare a Wuhan a dicembre: l’11 gennaio è confermata la prima vittima nel Paese e il 13 il primo decesso fuori confine, in Thailandia. Poi si registrano casi in Usa ed Europa. Il 30 gennaio l’Oms dichiara l’emergenza globale e l’11 marzo la pandemia

I morti con Coronavirus nel mondo sono oltre 369mila, più di 6 milioni e 60mila i contagi. In Italia il numero complessivo dei contagiati – compresi vittime e guariti – ha raggiunto quota 232.664. Le vittime sono 33.340, soprattutto anziani e con patologie pregresse. Questi gli ultimi aggiornamenti dell’epidemia globale. Ecco le tappe del virus, dal primo caso a oggi

Dicembre 2019, il coronavirus cinese fa la sua prima comparsa a Wuhan (in foto), metropoli da 11 milioni di abitanti, capoluogo della provincia di Hubei, dando il via a quella che nel giro di poche settimane è diventata un’epidemia in grado di varcare i confini nazionali

Il 31 dicembre 2019 le autorità cinesi informano l’Organizzazione mondiale della Sanità che nella metropoli si è verificata una serie di casi di simil polmonite, la cui causa è però sconosciuta: il virus non corrisponde a nessun altro noto. Si comincia a indagare sull’origine della malattia

L’epicentro della diffusione del virus sconosciuto viene individuata nel mercato del pesce di Huanan (in foto), a Wuhan, dove negli stessi spazi si mescolavano persone e animali, anche selvatici, vivi e morti, in scarse condizioni di igiene. Dal primo gennaio il mercato viene chiuso

Il 7 gennaio le autorità cinesi confermano di aver identificato un nuovo tipo di virus, precisamente un coronavirus, la stessa famiglia di cui fanno parte, tra gli altri, l’influenza, la Sars e la Mers. Il nuovo coronavirus viene rinominato “2019-nCoV”

Successivamente, a metà febbraio, la rivista del Partito comunista cinese scriverà che Xi Jinping proprio dal 7 gennaio era a conoscenza dell’emergenza coronavirus e che proprio da quel giorno il presidente iniziò a dare istruzioni sulle misure da adottare. Il primo intervento ufficiale di XI però è datato sola 20 gennaio. Ora è polemica per quei 13 giorni di “silenzio”

L’11 gennaio viene confermata la prima vittima del coronavirus: si tratta di un uomo di 61 anni, morto di polmonite. A quel punto sono una quarantina i contagiati nel Paese, secondo le cifre diffuse dalla Cina

Il 13 gennaio il coronavirus provoca il primo decesso fuori dalla Cina: in Thailandia muore una donna cinese che era appena tornata da Wuhan

20 gennaio, prima dichiarazione ufficiale e globale di XI Jinping. Il presidente sollecita uno “sforzo totale” per frenare la diffusione del coronavirus e il Partito comunista minaccia di perseguire i funzionari locali colpevoli di omissioni. Sembra un’inversione di tendenza rispetto a quanto accadde nel 2003, quando la Cina tentò di insabbiare le proporzioni dell’epidemia di Sars

Il coronavirus fa il suo ingresso in altri Paesi vicini: casi di contagio vengono confermati, oltre che in Thailandia, anche in Corea del Sud, Giappone e Australia. Il 21 gennaio le autorità sanitarie statunitensi confermano il primo caso negli Usa: si tratta di un trentenne ricoverato a Everett, nello Stato di Washington. Anche lui era di ritorno da Wuhan

Il 23 gennaio l’Organizzazione mondiale della Sanità decide di non dichiarare un’emergenza di salute pubblica internazionale relativamente al coronavirus, spiegando che “è troppo presto” per farlo (in foto, il direttore generale dell’Oms, Tedros Adhanom Ghebreyesus). I morti sono 17

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