LA VOLPE IN CARRIERA NEL PAESE DELLA FAME

  Elaborazione Immagine di Pietro Bergamaschini

Forse l’Italia si avvicina alla fase della ripartenza.
Nessuno però sa in quale direzione .
Pare che la principale responsabilità sia del Presidente del Consiglio Conte, ma così non è.
Finora ha deliberatamente svolto il ruolo di mistagogo di decretini mai completi.
Se ancora non conosciamo la direzione di marcia di chi ci governa si perpetua un danno, come da oltre 25 anni a questa parte, non solo per chi gestisce ma per l’intero Paese.
Scaricare solo su Conte la responsabilità di non conoscere la via maestra è sicuramente comodo quanto ingeneroso .
Anche se Giuseppe Conte viene rappresentato come “uomo della provvidenza” egli non ha attitudine alla forza di guida politica perché non avendo una sua storia personale è diventato espressione di un non meglio litigioso coacervo politico, prima Movimento con Grillo poi diventato un partito come gli altri, per paura di perdere spazi di potere. Non ci si può improvvisare!
Una cinquecento scassata e senza sterzo non può diventare un bolide solo per le agevolazioni dell’Europa, ricordiamoci sempre che avremo solo soldi in prestito…
Individuare obiettivi e perseguire progetti per il futuro non è cosa facile.
I tempi degli ultimi grandi statisti come Moro, Berlinguer e Craxi (con diverse limitazioni) sono finiti, veramente finiti …Giganti dimenticati.
Poi con l’inchiesta “Mani pulite” degli anni 90 fu ideata un’operazione di macelleria che travolse definitivamente la politica, creando una terribile ingerenza di una certa politicizzata magistratura ed oggi, con gli sfasci in atto, la paghiamo amaramente.
Per fortuna gran parte dei Magistrati invece si battono per l’attuazione e organizzazione di una giustizia giusta, effettiva e certa.
Se si pensa che oggi abbiamo a che fare con “la compagnia dei nani della terra di mezzo” di Tolkien, i quali stanno riducendo il Paese ad un ‘arida terra di mezzo appunto, senza speranze.
Occorre una mappa della ricostruzione della post – pandemia, per muoversi e raggiungere gli obiettivi da realizzare ma ancora oggi sconosciuti.
Conte brancola nel buio, sperando di indovinare per caso la via d’uscita.
Il Presidente della Repubblica è preoccupato per i non lusinghieri giudizi su Conte dalle più importanti Cancellerie europee.
Dunque proprio da Bruxelles parte il siluro a Conte con la possibilità di un cambio di guardia, assicurando contestualmente il Presidente Mattarella e Mario Draghi che la tempesta italiana del tracollo finanziario sui mercati sarà limitata e contemperata.
L’idea di un nuovo governo con una maggioranza allargata piace molto a Mattarella, per potere preparare il futuro Inquilino del Colle. E non a caso le recentissime parole del Governatore Visco: “un patto per la ripresa tra Governo, imprese e società” si incorniciano nel disegno più generale tratteggiato da Mattarella. Come ebbi modo di scrivere nei precedenti articoli, potrebbe essere affidato alla Presidente della Corte Costituzionale Cartabia il tentativo sondare le forze politiche per dare corpo e consistenza ad un Governo istituzionale di salute pubblica per cercare di riappacificare il Paese per la ripresa con una forte assistenza di Mario Draghi e Ignazio Visco..
Si sussurra che la colpa di questo incedere zoppo dell’Esecutivo coincide con quelli paralitici sia del Movimento Cinque Stelle che del Partito democratico, in perenne stato confusionale per incompetenza e strutturale mancanza di cultura di conoscenza dell’apparato burocratico e governativo . Questi partiti e prima ancora la Lega sono ormai consapevoli che il sostanziale fallimento della sua esperienza alla guida del Paese sarà inevitabilmente pagato con un inarrestabile tracollo di consensi.
Prendersela con Conte e Cinque Stelle significa difendere d’ufficio quel Partito Democratico che doveva essere provvisto di consolidata cultura di governo essendo la forza politica dei consigli di amministrazione pubblici pur provenendo dal sistema Italia del Secondo Dopoguerra. Oggi il Pd è in esercizio per l’occupazione del potere e per contenere il condominiale partitino Italia Viva di Renzi, che da solo ha occupato più potere di tutti per capacità spregiudicate e condizionanti di Renzi stesso.
In base ad una corretta logica politica il Pd doveva sopperire ai vuoti politici e culturali del M5S, assicurando una direzione indispensabile per Giuseppe Conte.
E’ successo invece che la sua antica egemonia culturale e politica si coniugasse con la inesistente cultura dello Stato dei Grillini, favorendo solo una lottizzazione selvaggia del potere .In poche parole il Pd sta vivendo una vuota esperienza di potere senza futuro, finalizzata alla esclusiva prosecuzione dello stesso potere.
Tuttavia non va sottovalutato l’attivo protagonismo del Premier per la sua nuova vita.
I suoi due alleati, Movimento 5 Stelle e il PD, lo considerano come un impedimento per la ripresa economica.
Del resto, come ampiamente dimostrato con rari fatti, questo non è un governo di sinistra. La continuità governativa su immigrazione, carceri ed economia con il Governo Conte 1 è eclatante (come scrive Sofia Ventura).
Il populismo e il paternalismo sono i medesimi, non ci dobbiamo meravigliare di prossime evoluzioni genetiche del potere .
Un progetto di annessione per formare un partito del premier (rifacendosi al modesto esperimento di Mario Monti) si fa strada nella testa capelluta di Giuseppi . Andiamo ad analizzare.
Infatti, nell’idea del Premier, farebbero parte sia un pezzo di 5Stelle capeggiati da Roberto Fico, attuale Presidente della Camera, con l’appoggio dei ministri D’Incà e Patuanelli, sia del sindaco di Napoli Luigi De Magistris e di taluni “insospettabili” dei Dem ( a partire da Boccia Ministro intraprendente e sostitutivo di Conte). Vanno fatti i conti però con Di Maio e Di Battista insieme a Franceschini che starebbero per far saltare il progetto di nuova fazione.
La questione della giustizia è diventato il cilicio di Conte.
Le incapacità e gli sbagli del ministro Bonafede sono palesi.
Le gravi vicende collegate al giudice Palamara e la singolare improntitudine del Dottor Davigo rappresentano una gragnola tossica sulla testa di Conte.
E pensare che Giuseppi , Premier tele-ossessionato, va avanti spacciandosi per intoccabile e beandosi di un presunto appoggio non solo di Mattarella ma anche di Papa Francesco.
Conte sta giocandosi una partita su tavoli e contest diversi.
La sua minaccia di un partito personale neocattolico, che possa attrarre l’interesse di Prodi , Letta e Sala Sindaco di Milano e altri del Pd non basterà per guidare il Paese, anche per la vacuità di una strategia suicida di annunci politico-mediatici suicida.
Intanto Di Maio, che ha capito l’antifona, si sta concentrando proprio sull’Europa pare grazie agli interessati buoni consigli degli Uffici del Quirinale e di Elisabetta Belloni Segretario generale della Farnesina (sempre prona a schierarsi col potere ), raccogliendo i consensi di Francia, Germania e Spagna nonché della Presidente Von der Leyen per aver fatto digerire a 5Stelle il Mes, acronimo impronunciabile una volta.
Sta nei fatti lavorando per un diverso contenitore al posto del M5Stelle.
All’interno del Partito popolare europeo, mettendo in crisi il Pd (non ci vuole molto) e isolando le Destre di Meloni e Salvini.
E all’Italia ridotta alla fame non ci pensa nessuno?
La Democrazia rischia sotto la spinta della paura di rimanere al buio.

di Francesco Petrucci