Il futuro incerto di Hong Kong preoccupa investitori e aziende con sede nell’isola

Il futuro incerto di Hong Kong preoccupa investitori e aziende con sede nell’isola

La legge sulla sicurezza nazionale proposta dalla Cina potrebbe mettere in pericolo lo status di Hong Kong, uno dei principali hub finanziari del mondo

Pechino non ha fornito dettagli sulla legge sulla sicurezza nazionale approvata dal Congresso, che mira a sopprimere l’attività secessionista e sovversiva nell’ex colonia britannica e gli Usa hanno già avvertito che per loro l’isola “non è più autonoma dalla Cina”, il che implica la fine dello lo status speciale di cui gode Hong Kong e che le consente di intrattenere rapporti commerciali privilegiati con gli Usa rispetto al resto della Cina. In pratica, le tecnologie Usa sensibili e dunque protette, non potranno più essere importate a Hong Kong e le esportazioni della città potrebbero essere colpite con le stesse tariffe applicate al commercio cinese. Tutto ciò rischia di trasformarsi in una fortissima perdita di affari per Hong Kong, il cui sistema legale è attualmente favorevole alle imprese e la cui rete di servizi finanziari, logistici e professionali, è imperniato su due punti di forza, la libertà di parola in stile occidentale e la facilità di movimento, che il provvedimento di Pechino potrebbe minare. Da qualche tempo le aziende globali con sede nell’isola stavano già spostando alcune operazioni a causa dell’aumento dei costi e dell’incertezza dopo scontri prolungati, a volte violenti tra polizia e manifestanti democratici. Questa fuga delle aziende da Hong Kong potrebbe intensificarsi nei prossimi mesi. “Quando diciamo che siamo una società con sede a Hong Kong quando parliamo con gli investitori, non è così attraente come lo era un anno fa”, ha spiegato Salandy-Defour, la cui azienda fornisce servizi di noleggio e ricarica sostenibili delle batterie per i paesi in via di sviluppo. “Siamo potenzialmente tagliati fuori da molte diverse strade di finanziamento, come le sovvenzioni da parte del governo degli Stati Uniti”, ha aggiunto. Il leader di Hong Kong Carrie Lam ha cercato di rassicurare le aziende e l’opinione pubblica sul fatto che le sue libertà civili non saranno toccate. Ma la legge mostra che il presidente cinese Xi Jinping è determinato a rafforzare i controlli. “Hong Kong è più rischiosa di una volta”, ha dichiarato Tara Joseph, presidente di AmCham Hong Kong. “C’è una grande preoccupazione che ci siano due autobus che si accalcano l’uno verso l’altro, e che sono gli Stati Uniti e la Cina, e che ciò potrebbe avere un profondo impatto a Hong Kong”, ha detto ancora. Gli analisti sostengono che la legge mina “l’alto grado di autonomia” promesso quando la Gran Bretagna ha consegnato il controllo alla Cina nel 1997. Tale autonomia ha significato che Washington e altri governi hanno trattato la città come un territorio separato per il commercio, i viaggi e altri affari. Il settore finanziario potrebbe subire un grave colpo se società come Msci riclassificassero Hong Kong come un mercato emergente, alla pari di Shenzhen e Shanghai, anzichè come un mercato sviluppato: “Una grande quota di capitale investito nel mercato di Hong Kong dovrà partire”, spiegano gli analisti. Il futuro incerto di Hong Kong sta mettendo la città in una posizione di svantaggio rispetto ad altre destinazioni asiatiche rivali sul mercato dei capitali, come Singapore e Tokyo.

 

dal sito www.rainews.it