CATTOLICESIMO SOTTO ATTACCO
di Fulvio Biocca

            Masaccio, Il Pagamento del Tributo, Affresco 1425

Che il cattolicesimo sia sotto attacco non è una novità: lo è sempre stato.
Questa volta l’attacco è in un crescendo più subdolo. Gli attaccanti formano un’ assortita consorteria di fatto,  che opera direttamente dall’interno della Chiesa con il buonismo ed il modernismo, cercando di intaccare progressivamente la disciplina dell’obbedienza.
Le chiese hanno riaperto………obbedendo a prescrizioni igieniche tanto discutibili da far pensare che coloro che le hanno redatte non siano frequentatori di queste.
Che pena grande…….. vedere il Corpo di Cristo tanto umiliato durante la distribuzione dell’Eucaristia: Gesù passato di mano in mano con guanti di gomma usa e getta, preso con pinze e spesso fratturato non avendo pienezza del tatto dovuta alla gomma, i cui frammenti cadono a terra nel rimettere giù le mani dopo il compimento frettoloso dell’operazione. Mentre tutt’ora, il Sacerdote per rispetto di Dio lava le dita nel Calice e beve quell’acqua in cui possa essere rimasto un granello di Ostia e poi, purifica i guanti. Che contradizione!
Gesù lasciò a noi il dono più grande di qualsiasi altro: se stesso e, dunque, la sua interezza nella Trinità….
Si è accettato cioè, lo smembramento sistematico dell’essenza del cattolicesimo non resistendo neanche a sollecitazioni pseudo-scientifiche tutte da ri-discutere con conoscenza e coscienza costruttive, sul ritornello del contagio per assenza igienica di malattie attraverso l’Ostia consacrata e la sua distribuzione ai fedeli. Il terrore generato con l’occasione della pandemia, ha dato forza e spinta a queste iniziative da tempo presenti, permettendo una prima vittoria operativa con la chiusura delle Chiese ed ora con una ri-apetura con norme partigiane per ridurre ulteriormente la frequenza dei fedeli e la dissacrazione del Corpus Domini.
Purtroppo questi indulti non hanno portato un rifiorire del rito come qualche propugnatore diceva di sperare, ma solo un grosso indebolimento dell’adorazione e rispetto del CORPUS DOMINI attraverso l’assunzione della Particola come partecipazione ad un banchetto sociale preceduto e ben introdotto dall’altrettanto invito sociale “scambiatevi un segno di pace” fra i partecipanti all’Assemblea. Il gregge guidato da pastori fragili esegue. Sacerdoti colti, anche in forza della “redentionis sacramentum” che sottolinea sempre valido il diritto universale della Chiesa della somministrazione in maniera canonica della comunione, resistono.
Ma oggi in nome di un virus cinese il comunicarsi deve essere eseguito secondo un editto politico civile alla cinese della pubblica amministrazione e con disciplina da corsia d’ospedale. Questo impongono i nemici della Chiesa.
Altro attacco proposto subito dopo la conclusione dell’ultimo Concilio per “battere il ferro finché caldo” fu l’operazione glutine, che nel tempo, ha parzialmente cantato vittoria. Anche questo un colpo a quanto i cattolici e gli ortodossi hanno di più prezioso : il Corpus Domini.
Forze ostili, avvalendosi di argomenti scientifici, anche questi tutti da ri-discutere con scienza e coscienza, propugnarono che il glutine contenuto nella Particola poteva rappresentare un pericolosissimo accidente per i cattolici celiaci. Quindi le Particole non devono essere preparate come il pane che spezzo Gesù azzimo e impastato con farina di frumento e come tale, contenente glutine. Ma questa composizione non può essere che tale perché avvenga la Transustanziazione come il vino deve essere d’uva, integro e non acetificato, altrimenti la consacrazione è nulla. Le Autorità ecclesiastiche sottovalutarono l’argomento, non promuovendo una seria indagine scientifica. Molti preti progressisti modernisti o ignorantemente scrupolosi, già dal 1995, ritennero di dover acquistare Particole prive di glutine prontamente messe in commercio e tutt’ora presenti anche sul mercato Amazon, così tante Messe e comunioni non sono state valide. Al montare del fenomeno, il Vaticano ha ceduto consentendo l’uso di ostie a glutine ridotto, consigliando comunque saggiamente ai realmente celiaci di assumere l’eucaristia nella sola essenza del vino a fine assemblea.
La scientificità oggettiva reale di quanto forzatamente imposto sia per le norme da osservare per la frequenza delle Chiese, sia per l’assunzione della Comunione, che del Corpus Domini per celiaci, sarà, per l’importanza che rappresenta, oggetto di un prossimo articolo.
(Quanta mancanza di cultura cattolica sul perché della confessione, sulle ferree regole che ne tutelano la segretezza e dell’eroicità dei Sacerdoti nel difenderla anche a costo della vita …..)
Speriamo che sull’esempio sciagurato dell’ Eucarestia in mano, tenuto conto di quanto ormai consuetudinariamente accade per il Sacramento della Riconciliazione, Roma non ordisca iniziative di avallo nella speranza di frenare lo svuotamento delle Chiese invece di serie campagne missionarie di indottrinamento dei fedeli e pali tutori per preti.
In itinere un nuovo colpo di maglietto che disorienterebbe i poveri Fedeli, è in via d’impostazione frettolosa da parte ecclesiastica: il pan-ecumenismo che dovrebbe “far sorgere amore ove c’è odio e perdono ove c’è offesa” fra le tre religione monoteiste. Questo intento squisitamente cattolico, non può assolutamente essere promosso con l’affermazione semplicistica “ il Dio è lo stesso…..” I rappresentanti cattolici poi, che si recano a pregare in luoghi di culto non cristiani, generano confusone e disorientamento nei fedeli che conoscono l’enorme differenza tra questi. Come confondere altri credi monoteisti che non hanno nulla in comune con il Dio spirituale e trascendente, predicato da Gesù nei Vangeli, al credo dei cristiani?
A questo se ne aggiungono altri profondamente subdoli, già inseriti nel rito dell’assemblea, nei momenti cardini della consacrazione, mirati a svilire il cattolicesimo appiattendolo a favore dell’ecumenismo :
• …………”in attesa della tua venuta” che correttamente dovrebbe essere del tuo ”ritorno” altrimenti si genera il tarlo della non esistenza di Gesù Messia.
• ……..….alla Transustanziazione… “prendete e mangiate questo è il mio Corpo dato per voi” più corretto sarebbe “offerto” dalla Messa in latino “offerietur ”perché il Sacrificio si rinnova ad ogni Messa e questo la rende immanente.
• …………”prendete e bevete questo è il Calice del mio Sangue versato per voi e per tutti in remissione dei peccati”.
• Per questi motivi il Corpo ed il Sangue di Cristo non può esser dato in cibo che da mani consacrate ed essere assunto in ginocchio in segno di adorazione come raccomandava S. Agostino e prescrive il canone cattolico vigente. Ma Roma in un cupio dissolvi, si è prostrata alla subdola volontà politica come avviene in Cina e così il Santissimo Sacramento può esser preso con guanti e tenaglie ed eventuali suoi pezzi dispersi per caso, non costituiscono sacrilegio.
Dunque come reagire se ancor “spirito cattolico c’infiamma” ?
Innanzitutto restituire la dignità all’Eucarestia: che i Sacerdoti parlino e parlino a lungo dell’Eucarestia anche sacrificando ad Essa il loro discorrere solo di socialità e calcio; si torni a far capire che la Comunione non è una semplice commemorazione della “ coena Domini “ .
Peccato che nei Vangeli, dei quali si dicono molto ossequienti, stia scritto “chi non mangia il mio Corpo e non beve il mio sangue non vivrà in eterno” Questa è la differenza incolmabile che la loro malafede vuole demolire per una rifusione e su questo in particolare si promuovono azioni confusive nei confronti del cattolicesimo.
Molti non riflettono che quel Santissimo Sacramento a cui ci prostriamo in adorazione quando è esposto nell’ostensorio, e che ri-porteremo in processione solennemente nella festa del Corpus Domini (speriamo di non dover dire “portavamo” per il permanere delle disposizioni vigenti) è lo stesso che in assemblea, manipoliamo con tanta dissacrazione con guanti di gomma che poi gettiamo quale rifiuto perché “potrebbero essere infetti” in un fare con ripetitività monotona, frettolosa, poco vissuta e priva, di forme e tempi di adorazione e misticismo.
Varrebbe la pena ricordare che per i cattolici anche nell’ “assemblea al corona 19”, pane e vino divengono con la transustanziazione corpo e sangue di Dio quindi da quel momento non dovrebbero entrare più in contatto se non con mani ed oggetti consacrati o con il comunicando mondo da peccati gravi. Sono consacrate le mani del Sacerdote, è consacrato il calice che deve contenere il sangue di Cristo, è consacrata la patena che deve raccogliere frammenti dell’Eucarestia, è consacrato il Ciborio che deve contenere il Santissimo Sacramento.
A questo punto, non sarebbe meglio fare ordine comunicandosi solo spiritualmente come la Chiesa ci ha insegnato in tempi di tribolazione, per non toccare il Santissimo Sacramento con guanti che poi si gettano nei rifiuti e con questi qualche infinitesima particola dell’Eucaristia rimasta attaccata? Quanti sacrilegi si risparmierebbero………non sarebbe meglio una seria Adorazione mistica in assoluto silenzio, dopo la Transustanzazione e la comunione dell’Officiante seguita da una comunione spirituale dei partecipanti all’assemblea guidata dal Sacerdote in attesa di una solenne comunione nelle due specie da celebrare a decadenza dell’editto politico con una vera e propria festa di fine tribolazione?
Nella cultura sindacale che oggi pervade la nostra civiltà, una posizione del genere suonerebbe anche come continua protesta reiterata ogni domenica con una preghierina a fine assemblea per un ritorno celere alla normalità anche per scongiurare, in contrapposizione agli auspici degli “pseudo-igienisti” che gradirebbero con questo accidente d’occasione, far divenire l’ordinanza permanente e imporre così
un altro tassello allo sgretolamento del Cattolicesimo.

 

di Fulvio Biocca