GLI ITALIANI ALL’ESTERO MERITANO DI PIÙ

 

Le limitazioni impresse dalla crisi sanitaria e la necessità di salvaguardare la salute dei singoli e delle famiglie hanno costretto il mondo intero a rivedere usanze, abitudini e stili di vita, che nella fase post-covid-19 vanno reinventate e costruite per garantire sicurezza e socialità. In meno di sei mesi sono mutati i ritmi di vita, i tempi del lavoro e si stanno scrivendo nuovi ordinamenti nazionali e transnazionali che mettono a confronto e in competizione economie, sostenibilità ambientali e la mobilità delle persone. Rispetto alla stagione invernale vissuta nel torpore domestico durante la quale abbiamo vissuto il lockdown facendo capatine nei negozi muniti di mascherine e ben protetti con un’attenzione al distanziamento sociale, l’estate sebbene infuocata da temperature altissime si manifesta spoglia di vacanzieri e di turisti stranieri, per lasciare spazio ai connazionali rientrati a casa sia per ritrovare gli affetti famigliari, sia per nostalgia dei patri amarcord custoditi nei ricordi del periodo di quarantene forzate.

Come nel passato l’Italia delle magiche notti estive fa affidamento sul turismo di ritorno cercando di compensare, almeno fino dove sarà possibile, le perdite che mettono in affanno il settore. Il tutto lascia pensare che il legame tra il nostro paese e gli italiani all’estero tenga botta nonostante le macroscopiche dimenticanze legislative, che con gli anni allargano le distanze degli interessi tra chi vive all’estero e la madre patria. Purtroppo con il passar del tempo nulla sarà più scontato e anche l’amarcord sarà rimpiazzato dal plateale realismo manifestatosi nel momento emergenziale: sono successi molti episodi, disattenzioni con manifeste frustrazioni per il rientro in Patria di migliaia di nostri connazionali lasciati in lista d’attesa in aeroporti e porti in giro per il mondo. La differenziazione fatta dalla Farnesina per le liste d’attesa, che ancora persiste per chi vuole rientrare dal Sud America e continua a chiedere rispetto dei diritti civili, tra i temporanei o transeunti e gli iscritti all’Aire ha lasciato una ferita profonda e difficilmente rimarginabile in tutti i nostri connazionali che hanno sempre visto il nostro paese come un porto sicuro e una madre protettiva attenta e disponibile.

In questo periodo, comunque, almeno tra gli italiani all’estero è rispuntato il senso della solidarietà, si è fatta largo la sensibilità caritevole che passa attraverso l’altruismo e l’autoaiuto, sussidiari alle pastoie amministrative della rete diplomatico-consolare a cui il governo ha messo a disposizione svariati milioni ancora da utilizzare. La spinta umanitaria è passata attraverso l’entusiasmo del Consiglio Generale degli Italiani all’Estero, dei Com.It.Es. e delle numerose associazioni italiane nel mondo, che hanno preso in mano la situazione ed hanno portato aiuto negli ospedali, nelle case di cura, tra le famiglie che da un giorno all’altro si sono trovate senza risorse finanziarie. Queste associazioni hanno raccolto fondi anche per la protezione civile italiana per i nostri ospedali e per le nostre popolazioni in Italia.

Perciò il ringraziamento del Presidente della Repubblica italiana, Sergio Mattarella, agli italiani all’estero della fine di luglio è stato accolto con grande emozione e con alto rispetto e, in parte, ha sanato le dimenticanze della politica nostrana che deve assolutamente recuperare la fiducia dei cittadini per meritarsi il rispetto di tutti coloro che dall’estero guardano all’Italia con occhi lucidi pieni di emozioni e sognano ad occhi aperti. Gli italiani all’estero meritano di più, chiedono riconoscimenti e rispetto propri di un paese civile che deve ritrovare se stesso. La ripartenza è l’occasione per rimettere al centro dell’impegno sociale, civile e politico un progetto nuovo per gli italiani all’estero: lo meritano e in tanti siamo in prima linea per favorirlo.

Immagine dal sito www.cremonawelfare.it

 

di Michele Schiavone
Segretario Generale del CGIE

 

Biografia Michele Schiavone
E’ un pugliese nel mondo il Segretario Generale del CGIEE’ Michele Schiavone, pugliese residente in Svizzera, il nuovo Segretario Generale del Consiglio Generale degli Italiani all’Estero (CGIE), l’organo di consulenza del Parlamento italiano sui temi di interesse per i nostri connazionali all’estero. L’elezione a Segretario Generale è avvenuta nella serata di lunedì 21 marzo, a Roma, presso la Farnesina, nel corso della prima di cinque giornate di lavori dell’assemblea plenaria del CGIE. Michele Schiavone, 56 anni ad aprile, pugliese di Fasano (BR), trasferitosi in Svizzera all’età di 18 anni, è da sempre impegnato in politica e nel mondo dell’associazionismo, organizzando e animando la grandissima comunità italiana nella Confederazione Elvetica. Non a caso è considerato un veterano del CGIE ma anche del Consiglio Generale dei Pugliesi nel Mondo (CGPM), l’omologo organo regionale consultivo e di garanzia delle comunità di pugliesi nel mondo, di cui è componente