Comprare casa all’estero: da Lisbona a Stoccolma, i quartieri su cui puntare

Comprare casa all’estero: da Lisbona a Stoccolma, i quartieri su cui puntare

Il Covid-19 non ha risparmiato nessun Paese europeo. Tutti dovranno fare i conti con l’impatto pesante della pandemia, anche sul mercato immobiliare. Alcune Nazioni dovranno sommare gli effetti negativi del coronavirus a una situazione già precaria sul fronte degli immobili residenziali, altre invece riusciranno a contenere i danni. Ci sono quindi realtà nelle quali vale la pena investire nei prossimi anni in un appartamento da mettere a reddito o da comprare per i figli che vogliono studiare all’estero. O ancora per passarci vacanze e weekend, se la città in questione è vivace e risponde alle nostre esigenze in tempi di offerta per il tempo libero?

Sono mercati che possono offrire anche occasioni di acquisto in questo momento in cui il segmento abitativo si è fermato un po’ ovunque. Anche gli acquisti degli italiani all’estero hanno subìto uno stop in questi mesi tanto da crollare a 7mila unità compravendute dalle 43mila del 2019 e dalle 48mila del 2018.

L’estero preferito all’Italia per la seconda casa
Negli ultimi 20 anni, secondo le analisi di Scenari Immobiliari, gli italiani hanno comprato più seconde case all’estero che in Italia. Una tendenza che ha invertito la rotta in questo 2020. Secondo le rilevazioni annuali di Scenari Immobiliari dal 2000 a oggi sono state comprate oltrefrontiera circa 650mila case, contro il mezzo milione comprato nel nostro Paese.

Francia, Spagna e Grecia con limitazioni di spostamento
«Il 2020 è ovviamente un anno anomalo con gli acquisti bloccati dal Covid-19 – dicono dalla società -. Molti Paesi dove gli italiani compravano (come Stati Uniti e sud America) sono chiusi. Altri come Francia, Spagna e Grecia presentano forti limitazioni di spostamento. La nostra stima per fine anno è di non più di 7mila acquisti». La quota della Spagna che è andata crescendo negli ultimi anni (era il 15% nel 2010) salirà al 60 per cento. Bene anche le isole greche che concentrano un quinto degli acquisti di italiani. Quote marginali per gli altri Paese e alcuni , come la Gran Bretagna o l’Oriente, praticamente assenti. Scomparsi già da diversi anni, i Paesi a sud del Mediterraneo. A causa delle turbolenze politiche anche la Tunisia vede un controesodo di italiani.

Capitali, margini di trattativa più ampi
Torniamo alle grandi città europee meta di investimento. Per quanto riguarda le varie città non ci sono cali delle quotazioni, mentre quasi ovunque si ampliano i margini di trattativa in sede di acquisto. Per chi ama il vento dell’Oceano Lisbona offre due quartieri su cui puntare: Estrela, zona residenziale ricca di verde – qui si trova uno dei parchi più eleganti della città -, dove i prezzi vanno da 3.750 a 6.300 euro al metro quadro, e il più economico Marvilla, con valori al mq che partono da 2mila euro per arrivare a 3.400 euro. Prezzi simili a Barcellona nel quartiere El Poblenou, più alti a Madrid dove nella zona di Salamanca bisogna spendere da 4.350 a 8.500 euro al metro.

Parigi e Londra, prezzi fermi ma più offerta
A Parigi nel 2019 i prezzi delle case hanno superato i valori di Londra (nella Ville Lumiére il prezzo medio è ormai sopra i 10mila euro al mq e supera Londra di circa 1.300 euro) e oggi chi vuole uno «studio», un monolocale come lo chiamano i francesi, nel suggestivo quartiere del Marais deve essere pronto a spendere fino a 17mila euro al metro. A Londra si possono valutare le zone di Lambeth e Hounslow. Per chi volesse comprare in queste città si aprono occasioni interessanti, non tanto per i prezzi (appunto fermi) ma per un considerevole aumento dell’offerta a causa del blocco del mercato della locazione breve. Il tornado Airbnb ha interessato negli ultimi anni tutte le città europee e ha tolto un numero enorme di appartamenti dalla vendita o dalla locazione normale. Ora molti di questi appartamenti sono sul mercato e quindi si apre una finestra interessante per gli acquisti.

Berlino, gli effetti della legge sugli affitti
A Berlino la zona preferita dagli italiani resta Charlottenburg, con i suoi edifici degli inizi del secolo scorso e l’allure di quartiere dall’eleganza prussiana a ovest del Tiergarten. In questa area i valori delle case sono saliti negli anni fino ad aggirarsi oggi tra 3.300 e 8mila euro al metro, mentre nel distretto periferico di Treptow si possono trovare soluzioni più economiche, tra 2.500 e 6.700 euro al metro. A Berlino è stata approvata a gennaio 2020 una legge per calmierare i prezzi degli affitti fino al 2025, entrata in vigore ad aprile. Una manovra, epocale, che ha di fatto messo un tetto all’impennata delle locazioni, tale da poter provocare una frenata del mercato per investimento (di cui però ancora non si vedono gli effetti).

A Stoccolma i prezzi sono cresciuti del 36% negli ultimi sei anni, con uno stop nel 2018, secondo Global properties, e nel 2019 hanno messo a segno un rialzo del 3% circa. Le zone consigliate per un investimento sono Ian e Vallentuna.

dal sito www.ilsole24ore.com