Coronavirus Italia: OMS svela cosa succederà da settembre

di | 1 Set 2020

Coronavirus Italia: OMS svela cosa succederà da settembre

Coronavirus in Italia: in autunno cosa succederà? Il direttore aggiunto dell’OMS Ranieri Guerra traccia 3 scenari possibili. Ecco cosa aspettarsi sul fronte contagi, scuola e ricoveri.

È difficile sapere quale sarà la situazione coronavirus in Italia da settembre, ma è comunque possibile fare delle stime.

Anche nel caso di una seconda ondata di contagi in autunno, un “nuovo lockdown globale è improponibile”. A dirlo è Ranieri Guerra, direttore aggiunto dell’Organizzazione Mondiale della Sanità e membro del Comitato Tecnico-scientifico.

Con la fine dell’estate, la riapertura delle scuole e l’inizio della temuta stagione influenzale, c’è grande preoccupazione su cosa succederà a settembre. Ad oggi l’unica via d’uscita dall’emergenza coronavirus appare, infatti, il vaccino.

Coronavirus Italia in autunno: le previsioni dell’OMS
Esclusa l’ipotesi di una nuova chiusura totale come quella di marzo perché, spiega Guerra, “causerebbe solo danni senza dare benefici”, l’esperto spiega che “oggi siamo in una posizione diversa, ci sono piani ospedalieri aggiornati e sono aumentate le strutture di terapia intensiva e subintensiva. Inoltre non ci troviamo più di fronte a un virus del tutto sconosciuto”.

Aumento lento e controllato dei contagi
Stando a quanto riportato da Ranieri Guerra, il sistema sanitario può sostenere una nuova impennata di contagi senza riportare troppi danni. Nella più ottimistica delle ipotesi avanzate dal funzionario OMS, in Italia avremo un aumento molto lento e costante dei casi, non necessariamente collegato a un aumento dei malati. In pratica, potrebbero contagiarsi più persone ma, grazie anche al fatto che si sta abbassando l’età media dei positivi, potrebbero essere asintomatiche o riportate sintomi lievi che non richiederanno l’ospedalizzazione.

Corto circuito tra scuola e famiglia
Da settembre, con la riapertura delle scuole e l’uso maggiore dei mezzi pubblici, si potrebbe creare una “sorta di corto circuito tra scuola e famiglie”, dice Guerra. Questo secondo scenario, meno ottimistico e più plausibile del precedente, prevede un ulteriore aumento dei casi dovuto proprio al rientro in classe e al ritorno alla normalità.

Sarà quindi essenziale “identificare i focolai tempestivamente tracciando i contagi e proteggendosi in modo adeguato”. Impossibile pensare a una chiusura continuata delle scuole: “devono riaprire, perché i danni su una generazione privata dell’educazione potrebbero essere incolmabili”, dice Guerra, che aggiunge quanto sia importante adottare misure diverse in base all’età degli studenti.

Boom di contagi e di ricoveri
Il terzo scenario dipinto dall’esperto è il più cupo, anche se l’esperto lascia un messaggio di speranza. In questo caso si prevede un boom di malati tale da complicare la situazione. “Sul territorio non si riuscirebbe più a fare diagnosi e tracciamento adeguati a causa di un aumento dei ricoveri”, che comunque potrebbero essere meno gravi grazie a una migliore organizzazione delle strutture ospedaliere e una gestione più preparata dell’emergenza.

dal sito www.money.it