PERCHÈ VOTERÒ NO AL REFERENDUM

Cari Lettori,
molti di noi non sanno nemmeno che il 20 e 21 settembre imminenti voteremo per un si o no ad un Referendum assolutamente non pubblicizzato.
Già questo è molto grave se poi associamo la problematica apertura delle scuole il prossimo 14, per poi chiuderle per essere sedi elettorali da sanificare successivamente, siamo al paradosso.
Ecco, in una clima di profonde incertezze è importante andare a votare per questo singolare Referendum sulla riduzione dei Parlamentari. Se vincesse il SI gli attuali 630 Deputati passerebbero a 400 e i Senatori da 315 a 200.
Ma con il “sì”, oltre la diminuzione dei parlamentari, diminuirebbero anche il numero dei ministeri, dei dipartimenti,degli uffici di settore , delle authority, dei rami trasversali legali decisionali fra Stato ed enti locali?
Ma de che !? Come recitava la compianta Anna Marchesini.
Ma la democrazia, le garanzie, i diritti e la Costituzione, possono essere esercitati con un numero più basso di parlamentari?
Chiaro che no, infatti se così fosse si ridurrebbero le Camere ad una sorta di azienda pubblica guidata da un super manager, configurando così una scelta oligarchica in barba alla tradizione democratica costituzionale.
Negli altri stati democratici, a fronte di un numero minore di eletti, il bicameralismo non “perfetto”, ma la forma di Stato è diversa come pure Governo e Costituzione.
Con il complicato “sistema dei pesi e contrappesi” assieme alla rappresentanza democratica (indicata dagli Elettori) tali contrappesi devono essere espressi da legami costituzionali coerenti con la ormai indifferibile Riforma del sistema elettorale.
Principalmente per tali ragioni sono prevenuto negativamente ad un Referendum fuori dalla cornice della Riforma ,come da consolidata tradizione repubblicana.
Al contrario, votando “sì” al Referendum resterebbe tutto tale e quale, non cambierebbe nulla di quello che non va e che non funziona della nostra impostazione istituzionale.
L’effetto principale sarebbe la restrizione della rappresentanza parlamentare con una forte disuguaglianza fra Regioni. Non è un caso se centinaia di costituzionalisti sostengono che il referendum è mal posto ed è contro natura e andava rigettato nelle Sedi Giuste. Lo stesso meccanismo del voto numerico senza quorum ne dimostra tutta e per intera la fragilità di un quesito parziale .
Che il governo ascolti gli esperti per le mascherine, il lavoro remoto, i banchi a rotelle e faccia spallucce sui pareri vitali degli assetti democratici e costituzionali, è un insieme di ipocrisia e incoscienza politica pura.
Se il “Si” vincesse questi nostrani lancellotti della cosiddetta anti-politica rischieranno di trovarsi disoccupati, o dovranno cambiare registro e combattere le vere caste, quelle doc che comandano e che imperversano continuando indisturbate a gestire il tutto sulle nostre teste.
Quindi è riduttivo immaginare che un taglio numerico di parlamentari possa sopperire ai molti deficit delle nostra democrazia.
Le scorciatoie populiste sono sempre pericolose.

 

Immagine dal sito www.mondoallarovescia.com

 

di Luciano Tommaso Gerace