SI BATTONO PER L’IDEA, NON AVENDONE
(Ennio Flaiano)

di | 1 Ott 2020

                         Giuseppe Alletto, Stupor Naturae

Sicuramente vi è capitato di fare uno zapping su tutti i canali, considerando la inesistente e pessima offerta televisiva (quella pubblica perfino strapagata dal canone), per disperazione vediamo dei telefilm “pam pam – pum pum” con sparatorie, azioni militari e non, apparentemente strabilianti e altre grossolane finzioni, animazioni senza una trama chiara e con attori imbarazzanti. Ebbene queste perle del nulla, prive di storie, somigliano alla situazione politica italiana.
Non potremmo mai trascurare comunque le gioie televisive “in esclusiva”, dai grandi fratelli ai contenitori con politico-conduttori, pure loro pum pum –pam pam, con uso strapersonale dei mezzi televisivi, ormai diventati circhi equestri personali: Fazio, Gruber, Floris, Del Debbio, Vespa, Berlinguer, Porro, Giordano, la Merlino (Merlina per Toninelli) e compagnia cantante…. comprese le D’Urso, Venier e la scaltra De Filippi.
Alcuni e alcune di loro sono talmente schierati da proporre impunemente giudizi estremi e disinvolti.
Lontani dalla presunta virtuosa imparzialità di conduttore, anzi per certi versi sono istericamente testati. Prova ne è l’atteggiamento verso il Governo, in chiaro e in profondo scuro. Davanti a tali spettacoli si fugge per trovare il riparo in sequel (serie televisive) schizofrenici senza storia, tutti ispirati al ciclo Matrix che aveva invece una ragione di trama onirica comprensibile. Ecco, la confusione e lo smarrimento prevalgono quando la semplicità della ragione viene disattesa.
Con licenza di tali nobilomini e nobildonne, di registi “disturbati” già da tempo.
Ho utilizzato questa narrazione di prodezze televisive per sottolineare come la televisione è un degno specchio dei tempi in cui viviamo e profondamente legata al potere del momento e quindi al manifesto disorientamento generale.
Il Governo Conte e il Parlamento avrebbero dovuto affrontare, in modo chiaro e concreto, i drammi del nostro Paese (soprattutto alla luce e all’accanimento della covid con quasi un milione di vittime nel mondo), fornendo le linee di buon governo e plausibile richiesta di fiducia sulla base di iniziative partecipate anche dall’Opposizione. Finora solo artifici del rimandare.
Purtroppo i risultati elettorali in parte e quelli del Referendum hanno dato ulteriore acqua calda a Conte per allungare il brodo.
Ricorriamo ad un illuminante quanto profetico aforisma del grande Ennio Flaiano per descrivere le gesta di questo Esecutivo:

Le invasioni dei barbari essendo oggi improbabili, La Natura vi supplisce con le invasioni interne e legali: i Vandali sono all’Edilizia, Attila dirige la riforma agraria, i Goti aspettano di andare al potere. Tutti mirano a distruggere qualcosa perché il barbaro, sempre stupido ed impaziente, deve muoversi e fare altrimenti si annoia.

Ma Governo e forze politiche sembrano presi da interessi di bottega, ciascuno per il proprio elettorato, cercando di accrescere i consensi dei voti causando solo la crescita irresponsabile dei populismi e l’aggravamento della crisi e delle difficoltà nazionali.
Al tutto si aggiunga un Pd sonnecchiante appiattito su Conte e grillini.
Il nostro Presidente del Consiglio ha invece scelto la strada peggiore per accodarsi al peggior populismo dei 5stelle usando allusioni verso un montante populismo. Il populismo della Lega invece è salvinismo, quello della Meloni è sovranismo occhiuto e quello di Forza Italia è “volemose bene”, ancora e nonostante acciacchi, inchieste ed anni è Berlusconi il leader carismatico della Destra.
Allora che ne sarà del Governo Conte jolly bis?
In attesa del’elezione del Capo dello Stato praticamente non avremo ulteriori trasformismi. Intravedrei una possibilità di rilancio effettivo dell’economia se il Pd provocasse una crisi di governo e i pretesti non mancherebbero a cominciare dal concorsone sulla scuola previsto secondo quanto deciso dalla Ministra dell’Istruzione contro il Pd che voleva si facesse a fine anno. La crisi servirebbe a riapparecchiare il tavolo in disuso delle Riforme. All’interno dei democratici si verifica sempre un fenomeno endemico quello delle “lumache “ che escono allo scoperto quando piove così come Prodi , Veltroni , Violante etc… i quali dopo lunghi letarghi imperversano nell’agone quirinalizio. Certo il Pd dovrebbe uscire dal suo stato di narcolessia e non prendere le gocce di lexotan che gli vengono somministrate da Conte e 5Stelle,
riprendendo l’iniziativa contrapponendosi al Premier Conte che tenterà di andare per la sua strada con il partito che lo sostiene.
Come suol dirsi “finché dura fa verdura” e che verdura: il caso dell’aumento di emolumenti al presidente dell’Inps, l’affidamento ad Arcuri per altri due incarichi di gestione fondi pubblici e delle donazioni per curare la pandemia.
Ma la chicca concordata con la casa madre (5Stelle) è l’assegnazione del fondamentale incarico di vigilare sulla gestione dei fondi del Recovery Fund al 37enne deputato grillino Battelli (tesoriere con terza media del Movimento) con grandi competenza di rock e di zoofilia, infatti fa il “canaro”, ha un negozio di animali ed è tosatore. Qualifiche degne di un economista!
La competenza è un mistero inaccessibile per i grillini: da Grillo a Di Maio solo estremismi dialettici, battute e “vaffa”.
Ad oggi si constata un avvenimento politico tangibile di cui nessuno parla apertamente ma a pensarlo sono tutti gli italiani, mi riferisco al ruolo che svolge in punta di piedi il Presidente della Repubblica Mattarella. Con puntuale efficacia tesse i rapporti interni e internazionali per il rispetto di tutti, anche di coloro come i 5Stelle che ne avevano chiesto l’impeachment.
La sua tessitura diplomatica di altissimo livello è inappuntabile, riservatissima, preziosa, consigliando agli Italiani di osservare la Costituzione Repubblicana. Pare che il Presidente auspichi l’attuazione del Recovery Fund per affrontare seriamente le emergenze sanitarie e starebbe chiedendo anche l’accelerazione,dopo la vittoria del Sì al Referendum sul taglio dei parlamentari, che sia applicata dalla prossima legislatura, la ridefinizione, entro due mesi, dei collegi elettorali.
Altro merito riconducibile al Presidente Mattarella è il suggerimento ad alcuni della Lega di promuovere in sede di Parlamento europeo l’avvicinamento alla compagine di partito della Merkel. Un avvenimento che aiuterebbe una crescita democratica della Lega per arginare derive populiste.
Un quadro democratico che potrebbe compattarsi con il funzionamento dei ruoli parlamentari e di condivisione di progetti di rilancio del Paese, auspichiamo coordinati da Draghi e Visco.

 

di Francesco Petrucci

 

Francesco Petrucci
Sociologo. Si è laureato presso l’Università di Roma la Sapienza.
Osservatore nei corsi economici presso L’Unione delle Camere di Commercio.
Esercitatore presso la Cattedra di Filosofia Moderna con il prof Franco Bianco.
Assistente presso la cattedra di Metodologia e Tecniche della ricerca sociale con il prof.Gianni Statera.
Ha lavorato presso la Group Italia Spa; la Confederazione della Uil nazionale e della Cisl nazionale distaccato da Società Autostrade Spa.
Assistente dell’Amministratore Delegato OLIVETTI EUROCOMPUTERS.
Presidente del Comitato Culturale del Giornale online “ITALIANITALIANINELMONDO.COM”.
Direttore delle Ricerche del CEFRASM Centro Francescano di Studi sul Mediterraneo