Ora solare 2020, come è nato il cambio dell’ora (che sta per scattare). La storia

Ora solare 2020, come è nato il cambio dell’ora (che sta per scattare). La storia

A ottobre ritorna l’ora solare, forse per l’ultima volta. Ecco come nasce la consuetudine di spostare le lancette dell’orologio

Nella notte tra sabato 24 e domenica 25 ottobre 2020, alle ore 3:00 in punto, gli orologi dovranno fare un salto indietro di 60 minuti, per il ritorno dell’ora solare. Domenica si dormirà quindi un’ora in più, mentre sul lungo periodo si “guadagnerà” un’ora di luce al mattino, con il buio che viceversa arriverà più presto al pomeriggio. L’ora solare ci accompagnerà per il resto dell’autunno e tutto l’inverno, fino all’ultimo weekend di marzo del 2021: tra sabato 27 e domenica 28 verrà infatti ripristinata l’ora legale, che potrebbe poi essere mantenuta in via definitiva.

Ora solare, ora legale
In breve, l’ora solare è quella scandita dal proprio fuso orario di riferimento ed è in un certo senso l’ora “normale”, che si usa come detto d’autunno e d’inverno. Si differenzia dall’ora legale, che al contrario è un “trucco” che viene impiegato in primavera ed estate, quando l’abbondanza di luce suggerisce l’opportunità di spostare le lancette degli orologi avanti di un’ora, per risparmiare sul consumo di energia.

Benjamin Franklin
Leggenda vuole che il primo a ideare il cambio dell’ora sia stato Benjamin Franklin, uno dei padri fondatori degli Stati Uniti. Ma si tratta appunto di un mezza “bufala”. Franklin, che tra i vari talenti vantava anche un fine senso dell’umorismo, nel 1784 si trovava a Parigi in qualità di ambasciatore del proprio Paese. Qui scrisse una lettera al quotidiano Journal de Paris, in cui, ironizzando sulle presunte abitudini poco mattiniere dei cittadini francesi, calcolava quante candele si sarebbero potute risparmiare se i parigini avessero usato tutta la luce del sole disponibile durante la giornata, invece di alzarsi tardi. La missiva si concludeva con alcuni consigli scherzosi, come far suonare tutte le campane della città o esplodere dei colpi di cannone per aiutare la gente a svegliarsi presto. Nessun reale accenno dunque al fatto di cambiare l’ora e spostare le lancette dell’orologio per massimizzare la luce disponibile.

La prima volta
Di certo si sa che nel 1895, l’entomologo neozelandese George Vernon Hudson propose di far avanzare gli orologi di due ore per sfruttare l’irradiazione solare durante la bella stagione. Non se ne fece nulla, ma qualche anno dopo l’intuizione fu ripresa dal costruttore britannico William Willett, trovando questa volta l’appoggio della Camera di Comuni del Regno Unito, che nel 1916 approvò il British Summer Time, ossia lo slittamento in avanti dell’ora nel corso dell’estate. La soluzione sposava le esigenze economiche imposte dalla Prima guerra mondiale, e in particolare il bisogno di risparmiare energia. A ruota, la regola fu adottata da diversi altri Paesi coinvolti nel conflitto bellico, tra i quali anche l’Italia.

Cambio dell’ora in Italia
In Italia il cambio dell’ora venne introdotto con il decreto legislativo 631 del 25 maggio 1916, che rimase in vigore fino al 1920. L’alternanza tra ora solare e ora legale venne rispolverata (a dire il vero in modo discontinuo) nel corso della Seconda guerra mondiale, salvo subire una nuovo stop nel 1948. La pratica di risincronizzare gli orologi due volte all’anno divenne definitivamente legge a partire dal 1966; negli anni ’80 la durata dell’ora legale, che era di quattro mesi, fu allungata a sei mesi (fine marzo-settembre); nel 1996 un accordo a livello europeo fissò infine il ripristino dell’ora solare alle 3:00 del mattino dell’ultima domenica di ottobre.

Il prossimo anno, al pari di altri Stati dell’Unione Europea, il nostro Paese dovrà scegliere se mantenere o abolire l’ora solare. L’ipotesi più probabile è che per scongiurare un mosaico di fusi orari diversi, i Paesi del Sud Europa decidano di andare a braccetto verso l’adozione dell’ora legale per 365 giorni all’anno, ma al momento solo la Francia ha già deliberato in tal senso.

 

dal sito www.quotidiano.net