LA LINGUA E LA CULTURA ITALIANE SONO UN BENE INESTIMABILE

Il rilancio del nostro paese passa inevitabilmente attraverso la valorizzazione culturale dei beni e del patrimonio materiale e immateriale presenti in ogni angolo della penisola e trasposti anche all’estero, grazie all’intelligente e vigoroso retaggio umano rappresentato dalla presenza di milioni di nostri connazionali, che ovunque nel mondo sono stati promotori e diffusori del costume, dell’arte, delle tradizioni e della naturalezza del vivere all’italiana. In questo difficile momento contrassegnato dall’incertezza temporale dovuta al senso della paura del contagio epidemiologico, vissuto con trepidazione e con l’ansia di un futuro da inventare, la cultura, lo studio e la conoscenza fungono da rifugio e porto sicuro per acquisire certezze o per rafforzare lo spirito e la volontà di guardare al domani con maggiore ottimismo.
Mai come negli ultimi 20 anni la settimana della lingua italiana nel mondo, questo interessante appuntamento culturale organizzato anche all’estero, che si ripete con successo e interessa milioni di italici o italofoni, ha assunto un significato sanifico e accattivante per la cura dell’anima e del sapere. Quest’anno la XX settimana della lingua italiana nel mondo, che si è svolta dal 19 al 25 ottobre 2020, aveva come titolo “L’italiano tra parola e immagine: graffiti, illustrazioni, fumetti”, una forma espressiva e comunicativa più diretta e immediata che riprendeva e declinava la novella e i racconti in chiave storico-linguistica ponendo l’accento su strumenti e forme espressive come il fumetto, la novella grafica e l’editoria per ragazzi. Come per le passate edizioni, ci aspettiamo che anche quella appena conclusa sarà stata coronata di successo, perché l’immensità contenuta nei linguaggi espressivi da molta libertà alla fantasia, all’immaginazione e alla semplificazione del messaggio, facilmente percepibile e trasmissibile nelle forme più divulgative. Chi non ha mai letto un fumetto e non si sia spinto col pensiero oltre l’immagine riportata nei disegni? Il mondo dei graffiti, dei fumetti e delle illustrazioni è ricco di storie di successo, ha le sue star, i propri aficionados e un folto pubblico di lettori, spettatori e seguaci.
Nonostante le condizioni date è bene ricordare che, al successo della XX edizione della settimana della lingua italiana, hanno concorso il ministero degli Affari esteri e della cooperazione internazionale, quello delle belle arti e della cultura, le numerose associazioni culturali nazionali e quelle presenti all’estero facendo leva sul gioco di squadra, valorizzando le risorse finanziarie, potenziando la comunicazione e veicolando in linguaggi e segni diversi i progetti e la narrazione di cui è intrisa la storia, la lirica e la prosa, che arricchiscono la nostra cultura.
Va da sè che tra i compiti dei nostri ministeri c’è quello di orientare e promuovere la cultura e la lingua italiane all’estero con programmi e progetti strutturali con l’ambizione di creare occasioni continue e durature di promozione e diffusione del sapere e della conoscenza attraverso cui rigenerare il “mercato” culturale e rafforzare l’immenso patrimonio dei legami circolari tra italiani all’estero, gli italici e la madre patria.
Oramai la diplomazia culturale è un bene quantificabile e può essere espresso in numeri, che concorrono a determinare il PIL di un paese tant’è che i Ministeri degli Affari esteri e dei Beni culturali italiani da tempo hanno coniato il progetto, un vero programma culturale denominato “ vivere all’italiana”, che si estrinseca in numerosi appuntamenti annuali dedicati al design, al cinema, al gusto, alla cucina e alla lingua italiani partoriti durante gli Stati Generali della lingua italiana, che si svolgono col ritmo biennale.
La spinta definitiva alla valorizzazione della diplomazia culturale è giunta quattro anni fa con l’istituzione del Fondo cultura dedicato all’internazionalizzazione del sistema culturale. Ciò ha rappresentato una forte innovazione, un’intuizione che ha impresso una vera svolta alla promozione culturale italiana rendendola fruibile a tutti. E’ di pochi giorni fa la notizia che questo fondo sarà alimentato anche per i prossimi tre anni, perché oramai c’è convinzione che gli investimenti nella cultura generano ricchezze, a differenza di chi in passato asseriva, che con la cultura non si mangia.
Questa scelta rafforzerà il ruolo e le attività delle cattedre di italianistica, degli Istituti Italiani di Cultura, degli Enti promotori e gestori, delle scuole pubbliche e paritarie all’estero e sosterrà il mondo dell’industria cinematografica, dei teatri, della musica e dell’editoria. I festeggiamenti organizzati in numerosi paesi per il centenario di due grandi figure del nostro secolo: Federico Fellini e Gianni Rodari, danno senso alla forza dei sogni e dell’immaginazione del nostro tempo, di quell’arte magica delle parole e delle fantasia che diventano cultura e segnano in maniera indelebile l’italianità.
Perciò occorrerà tener alta la guardia affinché la lingua e la cultura italiane possano continuare a esprimersi e a rigenerarsi nelle loro diversità. Servono luoghi per l’insegnamento, in Italia e all’estero, e norme semplici e flessibili, più accattivanti e agili a sostegno del messaggio universalistico che identifica la nostra lingua e la nostra cultura con il bello, la melodia e il gusto dell’arte.

Immagine dal sito www.italiachiamaitalia.it

di Michele Schiavone

 

Biografia Michele Schiavone
E’ un pugliese nel mondo il Segretario Generale del CGIEE’ Michele Schiavone, pugliese residente in Svizzera, il nuovo Segretario Generale del Consiglio Generale degli Italiani all’Estero (CGIE), l’organo di consulenza del Parlamento italiano sui temi di interesse per i nostri connazionali all’estero. L’elezione a Segretario Generale è avvenuta nella serata di lunedì 21 marzo, a Roma, presso la Farnesina, nel corso della prima di cinque giornate di lavori dell’assemblea plenaria del CGIE. Michele Schiavone, 56 anni ad aprile, pugliese di Fasano (BR), trasferitosi in Svizzera all’età di 18 anni, è da sempre impegnato in politica e nel mondo dell’associazionismo, organizzando e animando la grandissima comunità italiana nella Confederazione Elvetica. Non a caso è considerato un veterano del CGIE ma anche del Consiglio Generale dei Pugliesi nel Mondo (CGPM), l’omologo organo regionale consultivo e di garanzia delle comunità di pugliesi nel mondo, di cui è componente