L’ALTRA TAVOLOZZA
di Giuseppe Civati

I pennarelli appassionano l’Italia, all’insegna di misure tardive, parziali, non risolutive, basate su provvedimenti che spesso confondono e che falsano la percezione del problema.
Mi giunge proprio ora il messaggio di un imprenditore lombardo che denuncia come il ricorso allo smartworking sia di molto inferiore a ciò che accadeva in primavera.
Il tracciamento è impazzito o non è nemmeno iniziato. Più di duecento sistemi diversi, come ha scritto Marco Vassalotti. Nessuna gestione dei dati. Nessuna valutazione dei provvedimenti. Si procede per congetture e soprattutto confutazioni, di cui non si tiene alcun conto. La tanto annunciata svolta tecnologica è fallita completamente. L’altro giorno in tv una parlamentare di maggioranza dava la colpa alle opposizioni. A tanto siamo arrivati.
E l’elenco di bizzarrie, anche senza citare libri inopportunamente pubblicati e precipitosamente ritirati, commissari calabresi, pendoli non di Foucault che guarirebbero magicamente, prosegue, come se non fosse già un disastro così.
Pessime notizie giungono anche dal Recovery Fund: nelle intenzioni di chi deve gestirlo per l’Italia, guarda un po’, sparisce il clima, come documentato da Francesca Druetti. Siate tutti maledetti.
Nel frattempo, vale la pena di tornare a ricordare che esiste un’altra tavolozza. Perché il problema non è soltanto geografico, o “di categoria”, ma sociale. E varrebbe la pena di rispolverare il concetto di classe, vista la situazione, dal momento che ci sono quelli dorati, aurei proprio, che ci stanno addirittura guadagnando, quelli argentei a cui tutto sommato cambia poco, e quelli bronzei, che invece sprofondano.
Con Davide Serafin abbiamo deciso di mettere in ordine tutto ciò che in questi anni abbiamo scritto sull’argomento, tra progressività, patrimoniale, successione, evasione e elusione internazionale, in un’unica soluzione e in un’unica pubblicazione.
Trattandosi di progressività il lavoro è in progress, e chi vuole contribuire, a qualsiasi titolo, può farlo scrivendo alla email che conoscete (civati gmail com).
Perché il Titanic affonda e festeggiare di trovarsi sul ponte colorato di giallo e nella categoria di passeggeri meno colpiti, non ci aiuta per niente. Spero lo si capisca, perché avremmo dovuto capirlo già.

Immagine dal sito www.ilsole24ore.com

 

di Giuseppe Civati

Biografia di Giuseppe Civati

Giuseppe Civati nasce a Monza il 4 agosto 1975. Laureato in Filosofia, dopo aver conseguito un diploma in “Civiltà dell’Umanesimo e del Rinascimento” presso l’Istituto di Studi sul Rinascimento di Firenze, ha conseguito il dottorato di ricerca in Filosofia presso l’Università Statale di Milano, dove ha collaborato con la cattedra di Storia della filosofia, oltre che con l’Istituto di Studi sul Rinascimento e con l’Universitat de Barcelona…

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