IL BASTONE DI SAN ROCCO*
**Il “solipsismo” ** del Premier e ***“la sindrome da rassegnazione”della gente

                            Cerusico col bastone di San Rocco

La politica italiana oggi si presenta come una struttura favolistica di intenzioni di miglioramento della società civile, rimanendo purtroppo, nella completa astrazione per la realizzazione di quanto promesso. Eppure siamo precipitati in una tragedia sanitaria, sociale ed economica.
Palla al balzo per Matteo Renzi contro tutti a rotazione, poi tutti contro Renzi, la sua sfida avrà per forza un vincitore e uno sconfitto.
Qualcuno la faccia la perderà (anche se per molti la faccia è posizionata altrove …).
La Renzi – bufera si abbatte soprattutto contro il suo nemico di ruolo: il Prof. Giuseppe Conte, Presidente del Consiglio italiano in “ I am working for myself”.
Il quale, mai come prima, usa la maschera che gli consente di nascondere l’autentica passione per la sopravvivenza alle soglie del parossismo, un lisciato “solipsista”.
Il Governo cerca di rottamare perfino l’ironia dietro la pandemia con le schiere di virologi sono diventati il “bau-bau” del popolo. L’incursione di tg poi stressa talmente da evitare perfino di fare l’amore per non contagiarsi. Basta pensare a certe terribili “facce da virologo” che spengono ogni recondito e irrecondito desiderio o pulsioni … e loro scrivono libri e passerellano nei social e in tv. Lo slogan governativo è non parliamo di niente, c’è la pandemia ! Allora non bisognerebbe fare nomine e conferire incarichi …
Per definire scientificamente il degrado cui siamo sottoposti ricorrerò all‘ “Ibu” (International Bitterness Unit), unità utilizzata dai fabbricanti di birra per misurare l’amarezza del loro prodotto, e non parlo certo della birra, bensì del disagio totale che il Paese vive.
Intanto le città italiane sono diventate spettrali e l’incapacità di molti sindaci, come quello di Firenze, fanno poco e niente, per cercare con cautela di risollevarle.

                                             Il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte

Imperterrita irrompe “la sindrome da rassegnazione” che surclassa di gran lunga la resilienza di noi tutti.
Conte riveste una funzione costituzionale di primus inter pares (nulla a che vedere con la  figura del premier all’inglese, il quale in qualsiasi momento rimpiazza ministri senza rendicontare al Parlamento), dirige un Governo atipico che è l’insieme di gruppi che fanno “gli affari di maria cazzetta”.
Gruppi che abbaiano soprattutto a chi cerca di lasciare la gabbia mezz’aperta per mandarli ramengo.
Poi, però, basta che qualcuno parli di elezioni e scatta la paura del “il piatto vuoto” così tutto si acquieta per debito di pancia.
Elezioni che terrorizzano talmente il Prof. Conte che inesorabilmente perderebbe “pane e companatico”, vale a dire ben retribuite schiere di “clientes”, affollate quanto inutili task force (vedi Caio) per smistare le succulente poltrone nei consigli di amministrazione in enti pubblici nonché la nomina di commissari per fare tutto, il bucato compreso.
Le “invenzioncine” sulle quali il Premier danza sul precipizio sono: l’architettura posticcia del suo Recovery Plan e l’inesistente controllo della pandemia nonostante l’eccessivo potere conferito al prode calabro Dott. Arcuri che in quanto a efficienza e ”pronto intervento” lascia assai a desiderare.
Per la prima invenzioncina si può celebrare una crisi di Governo, per la seconda il Premier si sta giocando il suo già attenuato consenso popolare.
In questo terribile e interminabile periodo di pandemia, è emersa, tra le tante cose che non vanno, una verità inquietante come la riforma del Titolo V della Costituzione che, con l’articolo 117, ha affidato allo Stato la “determinazione dei livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali che devono essere garantiti su tutto il territorio nazionale”.
Forse non si rendono conto che così facendo ci s’imbatte nel demenziale sistema di 21 sistemi regionali sanitari, che gestiscono la loro quota del Fondo sanitario nazionale, pagato dallo Stato per garantire i Livelli essenziali di assistenza (Lea). Il che implica tutta una serie di servizi aggiuntivi e di scelte di fondo a vantaggio dei Governi, in essere al momento, per ingraziarsi fondi religiosi e assicurativi.
Povera sanità pubblica!
Non a caso, anche da queste aberrazioni derivano le grandi preoccupazioni e i dubbi del Presidente della Repubblica, il quale nutre molte perplessità.
Un dubbio di carattere costituzionale, l’altro economico, considerando che per Bruxelles il riparto del Recovery Fund realmente utilizzabile sono circa 110 miliardi di euro e non 209.
E ancora gli interrogativi che vagano nei corridoi del Quirinale sono principalmente su quanto può continuare questo arlecchinato Governo.
Poi, dal momento che i numeri messi sul tavolo dal Mef (Ministero Economia e Finanza) non sono veri, l’Ue boccerà clamorosamente la manovra italiana e ci manderà la troika? E il Governo liquidato? In Europa il terzetto Conte, Gualtieri, Di Maio, viene ormai considerato inattendibile dalle Cancellerie europee, Merkel in testa.
L’Europa confida nella permanenza di Sergio Mattarella e in un ruolo di premier per Mario Draghi o Vincenzo Visco per traghettarci da questa disastrosa navigazione. Il punto di forza delle strategie di Biden e Merkel punteranno, come da loro stessi annunciato, a distinguere il progresso dall’innovazione per evitare il perpetuarsi del disastro ambientale e il conseguente insorgere di malattie pandemiche.

*Il bastone di San Rocco era uno strumento, usato soprattutto dai cerusici, per tenere lontani gli altri durante la peste che colpì la Francia meridionale nel 1720.
In particolare,” il bastone di San Rocco rappresenta il faticoso cammino del pellegrino…”
Amicidisanrocco.it
Chiama il faticoso cammino del pellegrino.
E’ simbolo del pellegrinaggio della vita, un cammino verso l’eterno.

**solipsismo s. m. nell’uso letterale. o elevato, soggettivismo, individualismo estremo, per cui ogni interesse è accentrato su di sé, ignorando o trascurando i problemi e gli interessi degli altri.
Treccani.it

***Sindrome da rassegnazione – In Svezia una misteriosa malattia si è sviluppata tra bambini e ragazzi migranti, tra i 9 e 15 anni. Colpisce quelli ben integrati quando vengono a sapere che saranno espulsi presto verso il paese d’origine: si ritirano diventando completamente apatici, cadendo in uno stato simile al coma. Ne ha parlato in aprile The New Yorker dedicando al tema un inchiesta di ben 20 pagine «The trauma of facing deportation». (Reportage quanto mai attuale ripreso da vari media in Germania e Austria, paesi in cui sono iniziate, come in Svezia le espulsioni di massa in Afganistan dei richiedenti asilo respinti, con tanto di voli charter e manifestazioni di protesta di cittadini e ong).La malattia è stata riconosciuta ufficialmente dalle autorità sanitarie svedesi nel 2014 come Uppgivenhetsssyndrom o resignation syndrom (RS), sindrome della rassegnazione.
Il Manifesto.it

Immagine dal sito www.ilpopoloveneto.it; www.cuoreeconomico.com; www.isentieridellaragione.weebly.com

di Francesco Petrucci

 

Francesco Petrucci
Sociologo. Si è laureato presso l’Università di Roma la Sapienza.
Osservatore nei corsi economici presso L’Unione delle Camere di Commercio.
Esercitatore presso la Cattedra di Filosofia Moderna con il prof Franco Bianco.
Assistente presso la cattedra di Metodologia e Tecniche della ricerca sociale con il prof.Gianni Statera.
Ha lavorato presso la Group Italia Spa; la Confederazione della Uil nazionale e della Cisl nazionale distaccato da Società Autostrade Spa.
Assistente dell’Amministratore Delegato OLIVETTI EUROCOMPUTERS.
Presidente del Comitato Culturale del Giornale online “ITALIANITALIANINELMONDO.COM”.
Direttore delle Ricerche del CEFRASM Centro Francescano di Studi sul Mediterraneo