Vaccini, “cosa c’è scritto davvero”. Contratti capestro, parla il testimone: così Pfizer e AstraZeneca ci hanno fregato

Vaccini, “cosa c’è scritto davvero”. Contratti capestro, parla il testimone: così Pfizer e AstraZeneca ci hanno fregato

Gli accordi sul vaccino tra la Commissione europea e le aziende produttrici puzzano di marci, non a caso non è possibile visionare alcun tipo di contratto. E quindi bisogna fidarsi di chi, come l’europarlamentare Marc Botenga, è riuscito a vederne almeno uno, quello con CureVac, mentre di quello con Pfizer non vi è traccia. “Che cosa mi ha colpito? Il prezzo non c’era – ha spiegato al Fatto Quotidiano – e c’erano omissis anche su quantità e tempistica delle consegne. Mi ha colpito leggere che, nonostante i Paesi europei abbiano finanziato la ricerca del vaccino, i brevetti restano di proprietà unica della compagnia e sarà la Commissione a doversi assumere il rischio finanziario in caso di vizi segreti e di reazioni avverse”.

Nel frattempo l’amministratore delegato di AstraZeneca ha dichiarato che nel contratto non c’è alcun obbligo verso l’Ue per quanto riguarda le consegne, ma c’è solamente scritto “faremo il meglio possibile”. Incredibile il pacco che si è fatta rifilare l’Europa, impossibile che sia stato casuale: “Penso che abbia avuto paura della reazione dell’opinione pubblica – è la teoria di Botenga – i contratti sono stati fatti velocemente, alcune clausole potevano scatenare critiche e complicazioni. Quella sui vizi segreti è nuova in Europa. E sul brevetto siamo stati più generosi persino degli Stati Uniti. Lì il brevetto del vaccino di Moderna è per metà pubblico, dato che è stato finanziato quasi totalmente dal governo. Da noi sono tutti privati”.

E quindi non resta che prendercelo in saccoccia grazie alla mirabolante Europa: AstraZeneca ha quindi tutto il diritto di tagliare le consegne, tra l’altro senza che l’Italia e gli altri Stati Ue possano avere uno sconto. Da questo punto di vista i contratti sono chiarissimi: i governi devono pagare un acconto sul totale delle dosi di vaccino loro assegnate indipendentemente dal fatto che nel primo trimestre l’azienda fornirà soltanto il 40% delle dosi pattuite. In pratica i Paesi sono obbligati ad acquistare il vaccino senza possibilità di rinegoziare, mentre AstraZeneca ha svelato di avere la possibilità di allungare i tempi di consegna, mentre quelli di pagamento da parte dei governi devono essere rispettati eccome.

dal sito www.liberoquotidiano.it