Coronavirus Istat: nel 2020 in Italia record di decessi, 75.891 per Covid

di | 8 Mar 2021

CORONAVIRUS Istat: nel 2020 in Italia record di decessi, 75.891 per Covid

Tra febbraio 2020 e il 31 dicembre 2020 sono stati registrati 75.891 decessi nel Sistema di Sorveglianza Nazionale integrata Covid-19 dell’Iss. Nel 2020 il totale dei decessi per il complesso delle cause è stato il più alto mai registrato nel nostro Paese dal secondo dopoguerra: 746.146 decessi, 100.526 decessi in più rispetto alla media 2015-2019 (15,6% di eccesso). Tra marzo e dicembre 2020 si sono osservati 108.178 decessi in più rispetto alla media dello stesso periodo degli anni 2015-2019 (21% di eccesso). E’ quanto emerge dal quinto Rapporto di Istituto nazionale di statistica (Istat) e Istituto Superiore di Sanità (Iss) sull’analisi della mortalità dell’anno 2020 per il complesso dei decessi e per il sottoinsieme dei soggetti positivi al Covid-19 deceduti. Meno decessi tra 0-49 anni Nella classe di età 0-49 anni, considerando l’intero anno 2020, i decessi totali sono inferiori a quelli medi degli anni 2015-2019 dell’8,5%. Per le donne la diminuzione è ancora più pronunciata e riguarda tutto l’anno e tutte le ripartizioni, mentre per gli uomini si registra al Nord un lieve incremento dei decessi durante la prima ondata epidemica (+2,9% nei mesi da marzo a maggio) e nel Mezzogiorno nei mesi di ottobre-dicembre (+1,5%). Il fatto che la mortalità della popolazione più giovane nel 2020 risulti generalmente inferiore alla media del 2015-2019 è spiegata con la minore letalità dell’epidemia al di sotto dei cinquanta anni e con la riduzione della mortalità per alcune delle principali cause che interessano questo segmento di popolazione come quelle accidentali, per effetto del lockdown e del conseguente blocco della mobilità e di molte attività produttive. Il confronto con l’Europa Secondo i dati Eurostat, a partire dal mese di marzo 2020 in Italia l’eccesso di mortalità – rispetto al quadriennio 2016-2019 – è stato in Italia del 20,4%, inferiore a quello della Spagna (23,6%), del Belgio (20,8%) e della Polonia (23,2%) ma superiore a quello della Francia (13,2%), della Germania (7%), dell’Olanda (14,7%) e del Portogallo (13,9%), secondo il Rapporto prodotto congiuntamente dall’Istituto nazionale di statistica e dall’Istituto superiore di sanità. L’Italia e la Spagna hanno condiviso per prime il drammatico incremento dei decessi già a partire dal mese di marzo, ma mentre in Italia la tendenza all’aumento si arresta dal mese di aprile, per la Spagna l’incremento procede ancora per alcune settimane fino a far registrare l’aumento più consistente della prima ondata epidemica (80% dei decessi in più). Francia e Germania hanno sperimentato un eccesso di decessi più contenuto durante la prima ondata, con il picco di incremento nel mese di aprile prossimo a quello dell’Italia nel caso del dato francese (41,7% e 36,4% rispettivamente). La Germania presenta invece durante la prima ondata un aumento dei decessi inferiore al 10%. A partire da luglio i decessi iniziano di nuovo ad aumentare, soprattutto in Spagna. Negli altri Paesi, inclusa l’Italia, il ritmo di incremento è più lento fino al mese di ottobre quando si verifica una nuova fase di rapida crescita dei decessi rispetto alla media del 2016-2019.

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