Bomba Bce: alto rischio prelievo forzoso su conto corrente!

Bomba Bce: alto rischio prelievo forzoso su conto corrente!

Patrimoniale alto rischio prelievo forzoso su conto corrente! I risparmi degli italiani finiti nell’occhio del ciclone. Nelle intenzioni della Bce una patrimoniale da subito. L’Europa batte cassa mettendo le mani sui nostri risparmi e questa non è una novità. Viene il dubbio che per i risparmi degli italiani non ci sia pace. In troppi vogliono mettere le mani nelle tasche o sul patrimonio. Lo shock della pandemia non ha intaccato i risparmi.

Patrimoniale alto rischio prelievo forzoso su conto corrente! I risparmi degli italiani finiti nell’occhio del ciclone. Nelle intenzioni della Bce una patrimoniale da subito. L’Europa batte cassa mettendo le mani sui nostri risparmi e questa non è una novità. Viene il dubbio che per i risparmi degli italiani non ci sia pace. In troppi vogliono mettere le mani nelle tasche o sul patrimonio.

Lo shock della pandemia non ha intaccato i risparmi. Conti e depositi viaggiano sfiorando all’incirca i 2.000 miliardi euro. D’altra parte, il paradosso della pandemia è la crescita esponenziale della liquidità, gran parte degli italiani hanno preferito lasciare i soldi “disponibili” per le emergenze sul conto corrente. Alla fin fine la patrimoniale sul conto corrente viene spalmata senza che nessuno se ne nessuno se ne dia pensiero.

La crisi economica non ha intaccato la buona abitudine degli italiani rivolta al risparmio che ha consentito un accumulo di denaro. Ecco, perché, ben presto i correntisti potrebbero ricevere una bella botta. A dire il vero, ci si aspettava una mossa strategica del Governo Draghi, che per colmare il deficit pubblico spremesse i risparmi.

Del resto la matematica non è un’opinione e prima o poi i conti andranno pagati. Negli ultimi mesi diversi deputati hanno invocato l’introduzione di una patrimoniale spalmata sui redditi alti. Proposte non andate a buon fine. A fare lo sgambetto agli italiani ci ha pensato la Bce, in modo semplice ha portato i tassi in negativo ponendo le banche nella condizione di aumentare i costi.

Le strategie della politica monetaria sono capaci di agire in modo da genare un’elasticità economica, pesando come un macigno sul conto corrente. La Banca centrale europea ha ridimensionato in negativo i tassi d’interessi, una manovra atta ad agevolare il traffico del denaro e dei prestiti. Una mossa per spingere verso lo sviluppo economico.

Cosa faranno le banche con i soldi che restano o meglio con la liquidità in eccesso? Semplice li rispediscono all’istituto di Francoforte applicando un tasso del -0,50%. Il punto? Nel caso in cui l’istituto di credito assicura ai clienti l’accesso a un mutuo agevolato a tasso zero ci perderebbe una barca di soldi. Inconcepibile pensare che le banche perdano denaro su un affare, oppure, che lavorano gratis. E, qui, scatta la strategia politica della Bce di rifarsi sul denaro presente sul conto corrente.

La mossa della Bce sul conto corrente: arriva la patrimoniale occulta
Pensare a un conto corrente a costo zero non è nemmeno più una fantasia. Gli istituti di credito applicano sul conto corrente sempre più tasse. Tanto che la notizia di una patrimoniale occulta non angoscia più. La Banca centra Europea (Bce) ha adotto una politica economica che introduce una patrimoniale mascherata da spese che penzola sui clienti delle banche. Il corto circuito innescato dalla Bce sui tassi d’interessi in negativo per spingere a una maggiore circolazione di denaro al fine di stimolare l’economia, manda in tilt il sistema. Non si può mettere spalle a muro le banche. Ma, i titolari dei conti correnti sì.

Un’indagine promossa dalla Bankitalia realizzata nel 2020, ha rilevato il maggior incremento dei costi di un conto. In media un conto corrente è aumentato di circa 88,5 euro annui in considerazione ai costi del 2019. Nello specifico, è lievitata la voce “spese fisse”, ossia quella riferita a prelievi bancomat, canoni annui, assegni e così via. Solo all’incirca un terzo degli aumenti giunge dalla voce “spese variabili”.

A chi tocca pagare la nuova patrimoniale sul conto corrente?
Avere un conto corrente attivo non è un’opportunità. Una bella fetta di liquidità può rappresentare uno svantaggio si espone il denaro a un maggiore attecchimento dei costi. Un cliente con un conto corrente corposo, bello “ricco” rapportato ai costi attuali rischia di perdere solo denaro. D’altra parte se nel conto non è presente un bel gruzzoletto o viene depositato poco, il titolare del conto corrente rischia di andare in “rosso”, in gergo comune rischia di andare sotto con il conto corrente.

Non è un caso che dal 2022 entrano in vigore nuove norme sui contanti. In particolare, dal prossimo anno il problema potrebbe addirittura peggiorare, in quanto, non saranno più ammessi i pagamenti in contanti, quindi viene fermata la circolazione del denaro per un valore massimo di non oltre 999,99 euro. Cosa cambia per i correntisti? Un aumento sproporzionato di spese fisse, in particolare quelle legate ai prelievi presso lo sportello, Bancomat, canoni annui e così via. C’è poco da stare allegri, dal prossimo anno i correntisti potrebbero affrontare nuovi costi sul conto corrente.

E, chi non usa il denaro per le operazioni bancarie? Non viene graziato dalla patrimoniale. Se aumentano i costi lievitano anche le commissioni sui bonifici, assegni e così via.

E, per chi paga ad esempio le tasse come Tari, bollo auto e così via, cosa cambia? Verrebbe applicata una commissione allo sportello del valore che oscilla tra 1,50 e sino a 3,50.

Dalla patrimoniale sul conto corrente all’investimento in titoli
Insomma, vengono introdotte nuove tasse per supportare la Banca centrale europea. È possibile, che in questa strategia politica economica venga introdotto un nuovo orientamento per il correntista.

Per incoraggiare la crescita degli strumenti finanziari, il cliente viene convogliato a girare i propri risparmi dal conto corrente per un favorire un investimento in titoli. Una mossa che andrebbe immediatamente a ridurre la liquidità in deposito alle banche un valore di circa 1.745 miliardi di euro, che in termini di denaro non frutta o rende poco e nulla.

Una patrimoniale sul conto corrente bella è servita alla voce maggiori “costi”.
Una patrimoniale insidiosa che si nasconde nelle voci delle spese del conto corrente. Da Bankitalia è giunto lo studio sull’aumento costi medi dei conti correnti lievitati sino a toccare il valore di 88,5 euro paragonato all’anno 2019.

In altre parole, secondo la ricerca condotta dalla Banca d’Italia senza che nessuno si sia almeno indispettito, in meno di due anni sono aumentate le spese del conto corrente. La strategia politica economica della Bce rischia di far perdere solo denaro ai correntisti.

Se sul conto corrente vengono lasciati i risparmi viene applicata la patrimoniale occulta, in sostanza, va a incrementare le spese giù esistenti. Nel caso in cui non si lasciano soldi sul conto corrente si rischia di andare sotto per colpa delle spese. In entrambi i casi i correntisti perdono denaro.

Ad esempio, dal 1 °gennaio 2022 con l’entrata in vigore della norma sul blocco dei pagamenti del valore di oltre 999,99 euro potrebbero aumentare i costi delle operazioni bancarie. Chi preleva piccole somme di denaro dal proprio conto corrente per i bisogni giornalieri, rischia di pagare più spese di commissione. Nello stesso momento, chi non usa il denaro contante non viene graziato, in quanto, se aumentano le spese delle operazioni bancarie, si paga di più per bonifici, assegni e così via.

La patrimoniale sul conto corrente camuffata da spese
Parlare dell’ingresso di una patrimoniale sul conto corrente non è semplice. Anzi, si rischia inevitabilmente di scatenare l’ira dei lettori e non solo. D’altra parte, se non ne facessimo alcun cenno tutto passerebbe sottobanco. La questione è molto delicata, la Bce si muove in un modo tale che la banca non può fare altro che applicare ulteriori costi.

Di cosa parliamo realmente di patrimoniale o spese? Si, fondamentalmente, si tratta dell’aumento delle spese sul conto corrente. Gli istituti di credito vengono costretti ad aumentare i costi del conto corrente, perché la Bce non può perdere denaro.

Altro punto da non sottovalutare, riguarda il correntista che viene stuzzicato nel girare i soldi dal conto corrente per un favorire un investimento in titoli. Una strategia diretta a falciare la liquidità nei depositi. Le banche dispongono di una riserva del valore di circa 1.745 miliardi di euro che in termini di denaro non produce nulla.

In particolare, con quest’ultima strategia i correntisti con i propri risparmi sono costretti a promuovere investimenti. Quanto basterebbe un’operazione opposta, ossia incrementare i tassi d’interesse al minimo di un punto percentuale. La Banca centrale europea non ha interesse di perseguire quest’ultima opzione.

A dirla tutta, delle due strade una porta al Paradiso e l’altra all’Inferno. Di conseguenza, difficile prevede se la Bce opererà su un cambio di rotta. Non impossibile che decida di aumentare il denaro in circolazione facendo slittare la norma sui pagamenti del 1° gennaio 2022.

È più fattibile che la Banca centrale europea persegua la sua strategia politica economica riducendo in negativo i tassi d’interessi, per permettere una maggiore circolazione di denaro, per dare una spinta all’economia. Con la liquidità in eccesso o che resta le banche applicano un tasso del -0,50% e la rimandano a Francoforte. Il che si traduce in un aumento di spese sul conto corrente, ossia la patrimoniale truccata sotto forma di costi.

dal sito www.trend-online.com