STRATEGIE INCERTE DI DIFESA EUROPEA
di Pietro Bergamaschini

Si è svolto in videoconferenza il terzo appuntamento degli Strategic Dialogues, a cura della Fondazione Konrad Adenauer Italia, del Centro Studi Americani e di Formiche. Dopo una breve, ma esauriente, introduzione della Dottoressa Flavia Giacobbe, Direttore delle riviste Formiche e AirPress, che sottolinea il significato di questi incontri “una collaborazione che punta a favorire il dialogo e la cooperazione tra Italia e Germania in una chiave strategica, evidenziando cioè il nostro ruolo sia in ambito europeo sia transatlantico.” Questo “si svolge in un momento certamente positivo e proficuo dal punto di vista di relazione bilaterali tra Germania e in Italia.” Ed è la “prima volta che questo dialogo avviene pubblicamente”. È un periodo in cui “dobbiamo fronteggiare minacce tradizionali e altre nuove” che devono essere affrontate “senza egoismi nazionali e pretese sovraniste.” Ricorda che il prossimo 14 giugno, il Presidente Joe Biden, parteciperà al Summit della NATO, ricco di argomenti, sia militari sia industriali. Continua il Presidente della Fondazione Konrad-Adenauer, Nino Galletti, che ringrazia i partecipanti, e subito dopo la moderatrice, Vicepresidente del C.S.A., Marta Dassù, introduce la Ministro della Difesa, tedesco, l’Onorevole Annegret Kramp-Karrenbauer, ricordando un Suo articolo, sul Financial Times, in cui descriveva l’importanza della resilienza sia per la Covid e sia per la NATO. L’Onorevole Kramp-Karrenbauer, dichiara che “stiamo vivendo in una fase decisiva in Europa” con molteplici campi politici, e che “la politica di sicurezza e di difesa” è in “un momento cruciale” per cui la collaborazione Germania-Italia è determinante per la sicurezza Europea, ma anche per la presenza nella NATO, visto che “condividiamo la visione di un ampio spettro di rischi, di sfide e di minacce per la nostra sicurezza” non vissute da tutti i Paesi allo stesso modo, ma che comunque ogni “minaccia che riguarda uno è sempre una minaccia anche per l’altro.” Molte le sfide, “la più sistemica e più a lungo termine, è la Cina che svolge un ruolo ambivalente. È un partner economico fondamentale”, ma si deve affrontare con anche i temi del “cambiamento climatico e diritti dell’uomo.” Inoltre “ha fatto capire molto chiaramente che è disposta a difendere i propri interessi in maniera molto ampia, molto aggressiva” ed influenza l’Africa e l’Europa. Un’altra sfida è la Russia, “che si sta trasformando in un polo antidemocratico, un contro-polo all’Occidente”. Altro punto delicato il Sud del Mediterraneo, la forte e crescente instabilità dei Paesi del Nord Africa, l’aumento del terrorismo islamico. Ricorda che gli USA sono da sempre il maggior garante della nostra sicurezza nella NATO. Ci sono nuove sfide strategiche nel Pacifico indiano, la minaccia nel Cyber Space, l’intelligenza artificiale e le nuove tecnologie degli armamenti. E l’Europa deve affrontarle, solo dopo essersi chiesta “dove ci troviamo noi” europei, in questo contesto. Vari i progetti da avviare, il primo “la Bussola Strategica”, portato avanti dai francesi, però ricorda che per realizzarli devono essere garantiti equilibri tra i partner per un’Europa più forte, una efficace collaborazione nel Mediterraneo, valutando il problema dei migranti, le possibilità economiche, e la resilienza sarà la forza dell’Europa e dalla capacità di agire, di una forte coesione della UE, perché la strategia dei nostri avversari è indebolire il nucleo europeo. E la poca coesione si è vista col Covid, il dibattito sulle mascherine, quello sui vaccini. “Viviamo in un momento di grande cambiamento a livello mondiale” occorre formare un Mondo che difenderà valori e strutture, e che dobbiamo “affrontare tutti coloro che rappresentano una minaccia a questi valori, questo significa resilienza”, e l’impegno nella UE e nella NATO, dipende “dal partenariato dell’amicizia tra Germania e Italia.” La dottoressa Dassù ricordando l’importanza del fronte sud del Mediterraneo, teatro assolutamente cruciale, in cui l’Italia guiderà una missione in Iraq, con un aumento delle truppe a 5000 unità. Prosegue poi il Ministro italiano, che si ritiene in accordo con tutto quanto espresso dalla collega tedesca. Afferma che il documento NATO 2030 è la base concettuale per individuare le soluzioni e per un assestamento dell’Alleanza Atlantica nello scenario di sicurezza internazionale, ma anche in quello futuro, e l’esigenza di “rafforzare la dimensione politica dell’alleanza.” Abbiamo minacce “multidimensionali, non solamente in termini di domini dello strumento militare, ma anche per le sfide concomitanti, siano esse di natura diplomatica, tecnologico, economica e anche di comunicazione strategica” condivide lo scenario di sicurezza di NATO 2030, ricordato dalla Annegret, e ritiene che evidenzi una situazione estremamente fluida, ancora “più esasperata dalla pandemia” con ripercussioni nei settori sociali, economici, sanitari. E che sulla sicurezza ci troviamo in un “ambiente caratterizzato da una forte rivalità sistemica” condivide quanto rammentato dalla collega tedesca dei problemi provenienti dal sud del Mediterraneo, dal Sahel, dal Corno d’Africa, oltre al terrorismo, e l’instabilità delle istituzioni locali. “Abbiamo bisogno di procedere insieme, di rafforzare sempre di più la capacità di confronto” e “Fondamentale, inoltre, sincronizzare e armonizzare le varie iniziative in corso” come PESCO, CARD, EDIDP e EDF, e che “la cooperazione, l’amicizia, la collaborazione e la visione comune di Germania e Italia possono e debbono dare un contributo importante.” Procede la Dassù ponendo una domanda a riguardo della cooperazione industriale, in materia di difesa, visti i recenti sviluppi sull’asse Italia-Germania, dopo l’acquisizione da parte di Leonardo del 25% dell’azienda tedesca Hensoldt. Replica la Ministro tedesca, che siamo di fronte alla stessa sfida. E ricorda che “ottenere i finanziamenti necessari anche per il bilancio della difesa ci saranno sicuramente delle lacune da riempire” e che “dobbiamo collaborare in maniera più stretta possibile” utilizzando il fondo per la Difesa della UE. Rievoca poi la “lunga tradizione di ottima collaborazione con l’Italia,” in progetti come l’Eurodrone, l’Eurofighter, e che la sinergia Leonardo-Hensoldt, è fondamentale per il futuro oltre che “utilizzare questo know-how per rafforzare la posizione dell’Europa anche a livello globale”. D’accordo il Ministro Guerini che ciò sia un passo importante e citando la Annegret, ricorda che “siamo chiamati a confrontarci” anche “con previsioni di budget che sono rese più complesse dalle emergenze economiche che i nostri Paesi stanno affrontando, per fronteggiare la pandemia, per rilanciare l’economia, per rafforzare le reti sociali” occorre, aggiunge, costruire una base tecnologica industriale della difesa europea, solida, competitiva. “Le sfide, anche tecnologiche, sono più difficile se affrontate da soli” e la cooperazione sulle tecnologie all’avanguardia rafforzano l’Europa, e i singoli stati membri. Si devono effettuare sforzi per il programma per il velivolo di sesta generazione. Prosegue la Dassù ponendo alcune domande rivolte dai partecipanti la videoconferenza, dalla possibile realizzazione di un esercito europeo, e sulla Cina, un importante partner commerciale, con una crescita del 18%, ma che è anche un rivale sistemico, e quindi come si affronterà tale problema sistemico. Un’altra domanda riguarda la Russia, che ha strategie con minacce di tipo non convenzionale, ibride, cyber, per cui quali sono i modi per affrontarle. Altre domande sul Mediterraneo orientale, la questione energetica, la rivalità fra Turchia e Grecia, e la conclusione della missione NATO in Afghanistan. Risponde la Ministro Kramp-Karrenbauer affermando che la difesa europea già la si effettua con l’esercito nazionale, che interviene a nome dell’Europa e per l’Europa, si augura invece più che si formi un comando europeo, primo passo verso un vero esercito europeo. La questione Cina si un “rivale sistemico, ma che un successo, anche economico, senza dover condividere la nostra visione dello Stato di diritto, della democrazia” aggiunge che “dobbiamo lavorare secondo il metodo delle reciprocità, quindi, così come noi abbiamo un accesso al mercato cinese, anche la Cina avrà le stesse possibilità e per il mercato europeo”. Sulla Russia si esprime affermando che “è una sfida, è vero” che ha modernizzato le forze armate, ed effettuato investimenti nel nucleare. Risponde poi il Ministro Guerini che conferma la presenza di “una politica estera e di sicurezza europea”, ma occorre concentrarsi su alcuni punti come la “Bussola Strategica”, e su un rafforzamento della base industriale tecnologica. A riguardo del Mediterraneo orientale asserisce che “la NATO, ha svolto un’azione importante di mediazione”, e l’Italia ha dato un notevole contributo. Per l’Afghanistan, oltre alla modulazione della nostra presenza con un impegno di 20 anni, con obiettivi condivisi, “e noi abbiamo sempre detto che saremmo che siamo arrivati insieme, ce ne saremmo andati insieme. Conclude la Ministro tedesca sul discorso Afghanistan, che “Abbiamo delle vittime da lamentare, ma ci dobbiamo chiedere come sarebbe il Paese se per vent’anni non ci fosse stata la NATO” sicuramente non sarebbe una situazione migliore e tutto quello che abbiamo raggiunto è solo da esserne fieri.

 

Immagine dal sito www.mediasfera.it

di Pietro Bergamaschini

 

Pietro Bergamaschini
Già dipendente della Camera dei Deputati, esperto d’informatica.
Attualmente Direttore Editoriale del Giornale Online “Italianitalianinelmondo.com”