CESSATE OMAI, CESSATE …*

              Superbia, Mosaic Basilica of Notre-Dame de Fourvière

La giustizia ha tempi complessi e ridondanze contorsionistiche anche in Vaticano.
Voci e sicofanti “ specializzati” diffondono propalazioni precise, quasi messaggi a chi ne attende e a chi dovrà recapitarli.
Indiscrezioni giocate contro lo stesso Pontefice prefigurando nuovi equilibri all’interno della Chiesa, ma avendo come mira la stessa successione di Bergoglio.
In questa torbida visione si incornicia la vicenda del (l’ex?) Cardinale Becciu.
La sua difesa non ci pare molto convincente, anzi suscita gravosi dubbi.
Infatti Becciu non ci sta a ritirarsi a vita privata e informa pubblicamente di aver chiesto i danni al settimanale che nei mesi scorsi ha condotto un’inchiesta sui misteri vaticani (della cassa vaticana) che ruotava intorno a Becciu. “Alla luce dell’estrema gravità delle infondate accuse fa sapere l’ex prefetto della Congregazione per le Cause dei santi “ chi si è reso protagonista di queste propalazioni ne risponderà davanti ai giudici.
Risponderà, peraltro, di avermi fatto passare per ‘indagato’ senza che io abbia mai ricevuto alcuna comunicazione giudiziaria né dalla giustizia vaticana né da quella italiana; risponderà per avermi accusato di condotte deprecabili che ho, anche documentalmente, smontato una a una, a partire proprio da quella più dolorosa di aver distratto fondi, della chiesa e dei fedeli, in favore dei miei familiari”.
Spie, servizi segreti e “femmes fatales”, faccendieri e prelatoni “in grande spolvero” da una parte e dall’altra tribunali e procuratori, media e santi prelatoni in una complessiva terrificante entropia. Dov’era la Segreteria di Stato? Ci chiediamo ancora ma esiste una politica estera del Vaticano? Perché c’è stata una particolare attenzione alla Cina (Via della Seta e 5G)? Ci chiediamo chi è oggi l’interlocutore internazionale principale della Santa Sede, considerato il calo del suo peso specifico nella politica globale.
E considerato ancora che il minimo comune multiplo della vicenda sono proprio i santi prelatoni queruli, sarebbe opportuno che la Chiesa e i suoi organi li guardassero “da molto vicino”.
Purtroppo sono le tante “mascariate” ** utilizzate selvaggiamente da coloro che in ombra criticano il Papa per demolirne la figura descritta come prona alla filautìa. La sua velocità emotiva nel nominare e deporre i suoi collaboratori, senza una selezione adeguata e una storia adamantina, ha creato fatti controversi e personaggi opachi, oggi in discussione. Tanto da spacciare la riorganizzazione di Francesco come una sorta di disegno per sancire la fine del ruolo cardinalizio, riducendoli a funzionari esecutori e quelli “scelti “saranno idonei per il Conclave. Vero è che oggi alla guida di Diocesi importanti (pensiamo a Milano, Bologna, Genova etc…) ci sono porporati sconosciuti e senza esperienza. Inoltre Il continuo attingere a manager esterni alla Chiesa (e alla non competente conoscenza degli apparati ) ha aumentato i rischi corruttivi.
Perché dopo l’incontro tra Francesco e Becciu, con l’allontanamento di quest’ultimo dagli incarichi conferiti, il Papa si è recato nella cappella del porporato il Giovedì Santo per la Messa “in coena domini”?
L’eccezionalità dell’evento lo dimostra così come la reazione del diretto interessato, il quale dopo un giorno convocò una conferenza stampa in cui pronunciò proferendo la propria innocenza per il caso della vendita di un immobile in una delle zone più care di Londra – una frase sibillina: ” ieri ero amico del Papa”. Ed aggiunse: spero che nessuno l’abbia manipolato. Parole che, se riferite ad un Papa, sono proprio così tenere e rispettose.
Ad oggi non sono conosciute le ragioni che hanno spinto Francesco ad un “ passo di paternità”, certamente spiazzante per gli estranei alla vicenda.
Immaginabile, però, che la fine dell’inchiesta influirà sull’atteggiamento del Papa, forse meno intransigente di prima e lontano dalla superbia del ruolo.
E di recente Francesco ha aggiunto: “Noi non ci scandalizziamo perché non si è scandalizzato Gesù dovendo guarire malati e liberare prigionieri in mezzo alle discussioni e alle controversie moralistiche, legalistiche, clericali che suscitava ogni volta che faceva il bene”.
Non dovrebbe sorprendere che nella Chiesa, madre e maestra ma anche “santa e prostituta” fatta di uomini tutti peccatori ma aspiranti alla santità, accadano da sempre scandali e comportamenti riprovevoli. Già tempo si parlò del complotto ai danni del cardinale Pell poi Francesco lo recuperò.
Tutto si ripete secondo collaudate orologerie. E tra Ior ed altri enti non sono mancati certo torbiti spunti nella piena atarassia. Tuttavia anche in questa vicenda si evidenziano le manovre in atto, non solo all’interno della Chiesa, per delegittimare la vocazione messianica di una “Chiesa Missionaria” di Papa Francesco che si rivolge a tutti credenti e non credenti, per impegnarli a costruire un mondo più giusto e umano a cominciare dagli ultimi e dalle periferie.
Forse è questo che spaventa i tanti avventori in Vaticano mostrando l’incapacità e l’ignoranza di ogni distinzione tra la sfera spirituale e religiosa con quella politica e di potenza.
Si prende atto dell’assenza di una comunicazione efficace e non legata a schemi arcaici quanto ostici e quindi fumosi.
Papa Francesco immagina una Chiesa missionaria e sociale, visioni avversate dai neoconservatori che predicano un cristianesimo ‘cristianista’, tale da essere un conformismo totale al modello liberistico ed individualistico per un cristianesimo militante e borghese. Si è cercato di proporre una Chiesa di potere divisa In Italia, l’esaltazione di una presenza al Nord e parte del Centro, una dimenticata al Sud, in sintesi una Chiesa ricca ed una povera e reietta.
Costoro che si oppongono al Papa, vogliono ordine e idee forti. Isolando chi è debole e mite. Una Chiesa come una rocca blindata che respinge. Al contrario Francesco vuole una una Chiesa che confida in Cristo e non nel potere, tentando di valorizzare pastori capaci e funzionari all’altezza.

*testo della cantata di Antonio Vivaldi – Cessate omai, cessate, RV 684 per contralto, archi e basso continuo.

Cessate, ornai cessate,
rimembranze crudeli
d’un affetto tiranno;
già barbare e spietate
mi cangiaste i contenti
in un immenso affanno.
Cessate, ornai cessate,
di lacerarmi il petto,
di trafiggermi l’alma,
di toglier al mio cor riposo e calma.
Povero core afflitto e abbandonato,
se ti toglie la pace
un affetto tiranno,
perché un volto spietato, un’alma infida,
la sola crudeltà pasce ed annida.

** Termine siciliano per descrivere l’opera di delegittimazione ad opera della mafia di gettare fango sugli chi la contrasta. Oggi è usato anche in generale.

 

Immagine dal sito www.tgcom24.mediaset.it

 

di Luciano Tommaso Gerace