Quel cavo doveva reggere altri otto anni

di | 24 Mag 2021

Quel cavo doveva reggere altri otto anni

Incidente alla funivia Stresa-Mottarone, si indaga su fune e freno d’emergenza. L’azienda Leitner: “Ultimo check a novembre, senza criticità”

La sostituzione dei cavi della funivia Stresa-Mottarone era prevista nel 2029, fra otto anni. “Sarà tutto oggetto di verifiche di carattere tecnico nei prossimi giorni, stiamo facendo accertamenti”, sottolinea Olimpia Bossi, procuratore della Repubblica a Verbania. L’ipotesi di reato, per ora senza indagati, è omicidio colposo plurimo e lesioni colpose. Si potrebbe profilare un altro reato: l’attentato alla sicurezza dei trasporti.

Sono 14 le vittime, mentre sono gravi e stabili le condizioni del bimbo di 5 anni rimasto ferito nello schianto. È stato sottoposto a un lungo intervento chirurgico per ridurre le fratture agli arti inferiori ed è ricoverato in rianimazione, intubato e sedato, all’ospedale pediatrico Regina Margherita di Torino, in prognosi riservata. Con le restrizioni Covid la capienza a bordo è dimezzata e non è prevista la presenza del conduttore.

L’incidente sarebbe il frutto di un doppio problema: la fune traente (quella che materialmente porta a monte la cabina) si è strappata e su quella portante non è scattato l’impianto di sicurezza. La fune d’acciaio traente si è spezzata quando mancava pochissimo all’arrivo e tutti stavano preparandosi a uscire dalla cabina a circa 1.400 metri di altitudine, proprio sotto la cima del monte Mottarone. La cabina è andata all’indietro fuori controllo, fa 200-300 metri, si è sganciata dalla fune portante ed è precipitata a terra. Ma come può succedere? “Non esiste un perché – prova a ricostruire alla Stampa uno storico gestore di impianti a fune, Giovanni Bertolo – La fune non si rompe, quella volta sul Monte Bianco era sembrato un caso eccezionale”.

L’azienda Leitner di Vipiteno afferma che “l’ultimo controllo magnetoscopico della fune è stato effettuato a novembre del 2020 e gli esiti dello stesso non hanno fatto emergere alcuna criticità”. La revisione generale, che consiste in una severa revisione dell’intero impianto, dalle cabine ai carrelli, agli argani e alle apparecchiature elettriche, “era stata realizzata nell’agosto del 2016. Da allora, ogni anno a novembre, si sono succeduti con regolarità i controlli alle funi. Sempre con esito positivo”. Nell’impianto di Stresa-Mottarone Leitner ha “in carico la manutenzione straordinaria e quella ordinaria, mentre i controlli giornalieri e settimanali di esercizio fanno capo alla società di gestione Ferrovie del Mottarone”. L’azienda altoatesina, una delle più importanti al mondo per la costruzione di impianti a fune, ha spiegato anche in cosa consiste il controllo magnetoscopico: “Tutte le funi degli impianti sono sottoposte a controlli visivi frequenti. Bisogna essere certi dell’integrità di tutta la fune, anche della parte interna. Per questo motivo, secondo i piani di manutenzione, le funi sono sottoposte a un controllo magnetoscopico. In pratica, la fune viene sottoposta a un campo magnetico con uno speciale toroide: l’analisi dell’onda elettromagnetica di ritorno permette di evidenziare eventuali anomalie da indagare. Al termine del controllo, il risultato viene validato dall’Ustif, Ufficio speciale trasporti a impianti fissi”.

La funivia Stresa-Mottarone è di proprietà del Comune di Stresa, mentre prima del 2016 era di proprietà della Regione. Trasporta circa 80-100 mila persone l’anno. Costruita nel 1967 e inaugurata nel 1970 per sostituire la vecchia ferrovia a cremagliera chiusa nel 1964. La sindaca di Stresa, Marcella Severino, sottolinea che il tecnico incaricato della manutenzione della funivia “ha detto che tutto era in ordine”. Sabato le ultime verifiche “i collaudi prima della riapertura”. La sindaca conferma che “la fune è tranciata di netto”.

Valeria Ghezzi, presidente Anef, associazione di categoria delle imprese che gestiscono gli impianti di risalita è senza parole: “Sono gli impianti più sicuri al mondo: gli ultimi incidenti in Italia, sul Cermis, risalgono al ’76, per un errore umano, e al 1998, quando un caccia tranciò i cavi della struttura”.

 

dal sito www.huffingtonpost.it