Il CESARISMO DEMOCRATICO*

La questione è complicata.
Il Governo di Mario Draghi è stato votato da una maggioranza che non nasconde l’insofferenza al reale commissariamento delle forze politiche nell’ambito governativo operato dal Premier. I grandi partiti non vedono l’ora di spedirlo al Quirinale, a febbraio 2022. I partiti minori nellaloro litigiosità , sono praticamente incapaci di presentarsi uniti.
Molti pensiamo che tutto possa dipendere dall’attuale Legge elettorale inadeguata che dovrebbe essere cambiata proprio perché ha contribuito a creare le aberrazioni in atto: sovranismi, populismi e trasformismi. Occorre conoscere le regole con le quali si va a votare, ma hanno anche molto torto perché la legge elettorale in fondo è solo una formalità tecnica che non può fermare un’alternativa politica al vigente bipolarismo italiano.
Il gioco dei partiti è chiaro: liberarsi di Draghi nel 2022 e andare alle elezioni anticipate.
In teoria, riformisti e liberaldemocratici dovrebbero fare politica, lontani dai reality e dai drammi e commedie da protagonisti.
Senza Riforme non ci sono Riformismi e Opposizioni con un alto profilo morale di competenza e di sostanziale inclinazione alle gravi problematiche sociali. Con l’elezione del Capo dello Stato si apriranno diversi scenari .
Se il Presidente Mattarella decidesse di protrarre il mandato al Quirinale per consentire al Premier l’attuazione dei programmi di ripresa economica, avremo una tregua utile per il Paese . Se il Capo dello Stato rispettasse la scadenza di mandato (come preannunciato) Draghi potrebbe andare al Quirinale. Ma da autentico cauto innovatore Mattarella penserebbe a Marta Cartabia come prima Presidente donna della Repubblica. La stessa, attuale Ministro della Giustizia, potrebbe essere nominata Presidente del Consiglio se Draghi andasse al Quirinale. Con il suo trasferimento all’alto soglio repubblicano si inaugurerà una stagione che imporrà a Palazzo Chigi figure esecutive d’ora in poi.
Non mancano i candidati per il Quirinale.
Mi permetto di consigliare al Premier di guardare da vicino gli operati dei Ministeri dell’Economia,dell’Interno e della Difesa nei campi dell’intelligence.
Si va dal perenne Prodi, sostenuto allo spasimo dal neoSegretario del Pd Letta, all’emaciata e isolata Bonino, a Violante col fare istituzionale, al super scrittore Veltroni ex di tutto, al Casini di provata vocazione governativa, alla eminenzina grigia Gianni Letta e come ultima ipotesi, ormai remota, all’ex Premier Conte,avvocato miracolato degli Italiani.
Tra le quinte del palcoscenico c’è lo scaltro Franceschini Ministro della Cultura, il quale come capo delegazione del Pd organizza i parlamentari e chissà non si riveli la vera riseva per il Quirinale.
Mentre Renzi è intento a piazzare, nel suo possibile, qualcuno nelle aziende pubbliche in cambio di un apporto di Italia Viva alle elezioni quirinalizie, se ci saranno.
Lo stato della politica e delle forze politiche in Italia è preoccupante, così come quello delle Organizzazioni Sindacali e Imprenditoriali ,al controverso potere della Magistratura, per finire alla tagliente crisi della Chiesa.
Dopo la fine della stagione euforica dei Cinque Stelle, oggi ridotti a bande contrapposte, con un Pd balcanizzato retto da un Segretario il cui unico fine messianico è mandare Prodi al Quirinale e ricusare Draghi.
Dei drammi del Paese chi si fa carico? Solo Mattarella e Draghi?
Dovrebbero pensarci, in particolare il Pd, coloro che per anni hanno predicato la ripresa senza sapere come fare se non scimmiottare gli altri Paesi europei ,si pensi solo al lavoro e al dilagante e negativo smart working.
Del testo la stessa novità introdotte da Enrico Letta, parlo delle bettiniane “agorà” sono ancora un concetto inespresso. Forse proposte da Bettini e Letta per creare quell’aggregazione Pd-Cinque Stelle praticamente fallita, se Conte non troverà la sua strada potrebbe rappresentare un’alternativa allo stesso Letta e creare un Pd marezzato di giallo e dove potrebbero confluire personaggi come Morra, Lezzi, Bonafede e company, oggi le comiche…Un Pd modello Regione Lazio come ultimo saldo estivo…
O le inutili monotone prediche di Salvini ,esperto indiscusso di social animati. O le uscite della dark lady Meloni, tipiche di chi fa opposizione demagogica , al tempo esclusiva del PDS. E poi c’è Berlusconi ,mosso da tardivo buonsenso ma senza classe dirigente (forse l’unica è la Presidente del Senato Casellati) e con la preoccupazione di vedersi smantellate le aziende di famiglia.
Purtroppo quando non si sa dove parare, emergono dei “masaniello” che creano contenitori elettorali consistenti senza offrire programmi credibili e proiettati nell’immediato futuro . Il caso più eclatante è quello di Grillo e CinqueStelle con il mantra del “vaffa” che ci ha portato allo psicodramma dell’ex Premier Conte oggi inviso allo stesso Grillo risorto, con lo sfondo di un ritorno ad un Di Maio istituzionale per la gestione di movimento-partito ridotto a meno della metà, “quello che resta del giorno” (famoso film).
La decadenza continua…e il semestre bianco incombe.
A tale proposito è tornato in libreria dopo trent’anni il saggio dell’indimenticabile storico Pietro Scoppola “La repubblica dei partiti”, dove con una puntuale analisi della storia della Repubblica mise in evidenza i legami che caratterizzarono le generazioni di Italiani che animarono partiti con idee. Oggi la frattura tra presente e passato è difficile da saldare.
Oggi c’è “una democrazia del narcisismo”, come scrive lo storico Orsina, e gli accadimenti gli danno ragione.
Scrive ancora Orsina: “potere senza Popolo. Popolo senza potere. Così le istituzioni italiane sono entrate in crisi. E il governo emergenziale si estende al futuro”.
Non a caso per il dopo Raggi il Centro-Destra ha scelto come candidato sindaco un avvocato noto soprattutto per la partecipazione quotidiana ad una popolare trasmissione radiofonica e, come vice, un procuratore donna del Tribunale di Roma divenuta famosa per le sue ininterrotte presenze in trasmissioni televisive della Rai.
Non è assolutamente vero che i turni amministrativi non hanno in qualche misura rilievo politico.
Confidiamo nel completamento efficace della lotta alla pandemia ma anche di impostazione di nuove prospettive sulle due sponde dell’atlantico e di un rilancio anche economico, con il contributo significativo e apprezzato del nostro Presidente Draghi, un “cesare democratico” necessario al Paese.

*Cesarismo. Regime politico autoritario basato sul potere di un uomo ‘forte’, in genere appoggiato dalle forze armate e dotato di consenso popolare (comunque sollecitato e ottenuto), perché dotato di carisma e capace di porre termine a una situazione di disordine e di conflitto sociale e politico.

Immagine dal sito www.ladante.it

di Francesco Petrucci

 

Francesco Petrucci
Sociologo. Si è laureato presso l’Università di Roma la Sapienza.
Osservatore nei corsi economici presso L’Unione delle Camere di Commercio.
Esercitatore presso la Cattedra di Filosofia Moderna con il prof Franco Bianco.
Assistente presso la cattedra di Metodologia e Tecniche della ricerca sociale con il prof.Gianni Statera.
Ha lavorato presso la Group Italia Spa; la Confederazione della Uil nazionale e della Cisl nazionale distaccato da Società Autostrade Spa.
Assistente dell’Amministratore Delegato OLIVETTI EUROCOMPUTERS.
Presidente del Comitato Culturale del Giornale online “ITALIANITALIANINELMONDO.COM”.
Direttore delle Ricerche del CEFRASM Centro Francescano di Studi sul Mediterraneo