Covid, fuga da un laboratorio? L’Oms chiede seconda indagine, la Cina: “Arroganti”

Covid, fuga da un laboratorio? L’Oms chiede seconda indagine, la Cina: “Arroganti”

Pechino non intende collaborare a una nuova fase dell’inchiesta sulle origini del coronavirus. “A Wuhan non c’è stato alcun incidente”

Nuova indagine sull’origine del Covid da parte dell’Organizzazione mondiale della Sanità, per investigare, ancora, sulla possibile “fuga da un laboratorio” del coronavirus da Wuhan. La proposta Oms fa però infuriare Pechino. L’idea di una nuova missione sarebbe un atto di “arroganza verso la scienza” secondo Zeng Yixin, numero due della Commissione sanitaria nazionale cinese, che ha chiarito che la Cina non accetterà mai “un tale piano di tracciamento delle origini poiché, in alcuni aspetti, ignora il buon senso e sfida la scienza”.

Il capo dell’OMS Tedros Adhanom Ghebreyesus la scorsa settimana ha richiesto approfondimenti sui laboratori nelle aree in cui sono stati identificati i primi casi di coronavirus, un evidente riferimento alla città cinese di Wuhan, primo epicentro dell’epidemia. Ora uno dei funzionari dell’Istituto di virologia di Wuhan, Yuan Zhiming, assicura che il suo laboratorio non è stato oggetto di “alcuna fuga” o “incidente”.

La richiesta dell’Organizzazione mondiale della Sanità di un’altra fase di studi, compresiva dell’esame dei dati del Laboratorio di virologia e dei mercati di Wuhan, chiedendo trasparenza alle autorità cinesi, rischia di infrangersi concretamente sulla muraglia eretta da Pechino, che rigetta qualsiasi sospetto di “responsabilità” nel propagarsi dell’epidemia. Il governo cinese non parteciperà a una seconda fase dell’indagine.

La Cina ha anche rispedito al mittente le accuse dell’Oms sulla mancata presentazione ai suoi esperti dei dati grezzi dei primi pazienti o dei primi casi sospetti di Covid-19 durante la missione fatta a Wuhan tra gennaio e febbraio 2021. “Abbiamo presentato i dati di 174 primi pazienti al team congiunto e li abbiamo analizzati insieme. Ma a causa delle restrizioni legali, il profilo dei pazienti e altri contenuti che coinvolgono la privacy non possono essere copiati e conservati da esperti stranieri, che è una pratica comune e gli esperti hanno capito”, ha detto Liang Wannian, a capo del team cinese che ha lavorato a Wuhan.

Sul braccio di ferro tra Oms e Cina interviene anche la Commissione europea: “C’è già stato uno studio Oms sulle origini del Covid, ma occorre portare avanti il lavoro per capire l’origine del virus e la sua diffusione tra la popolazione, senza escludere qualsiasi possibilità a priori”, ha detto un portavoce. “Per noi – ha aggiunto – è importante che ci sia un dibattito scientifico aperto, trasparenza, ed una revisione tra pari, fondamentale per raggiungere conclusioni di alto standard”.

La pandemia finora nel mondo ha provocato più di quattro milioni di morti e il virus si è riprodotto in una numerosa serie di varianti, alcune delle quali, come la Delta (ex indiana), ancora più contagiose del ceppo originario e che stanno facendo innalzare ancora una volta il numero dei contagi. Già si parla di “quarta ondata”.

dal sito www.ilgiorno.it