Cina, il Covid frena il commercio internazionale

Cina, il Covid frena il commercio internazionale

La ripresa economica della Cina è “instabile e irregolare”. Le vendite al dettaglio e la produzione industriale rallentano a luglio con le restrizioni legate al Covid-19. Dopo un caso positivo a uno dei terminal di Ningbo, terzo porto più grande del mondo, la Cina ha deciso di chiudere mandando in tilt la catena delle spedizioni e il commercio internazionale.

I principali porti della Cina hanno registrato una crescita nella produzione di container all’inizio di agosto, secondo quanto emerso dai dati pubblicati dalla China Ports and Harbours Association. Dalle cifre si evince che dal 1 al 10 agosto, il flusso di container negli otto porti chiave del Paese è aumentato del 4,4%
su base annua e che gli spostamenti di container per il commercio estero in particolare sono cresciuti del 9,2% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

Secondo l’associazione il tasso di crescita del volume degli spostamenti di container per il commercio estero nel porto di Ningbo Zhoushan ha raggiunto il 40% all’inizio di agosto, mentre quello del porto di Shanghai ha superato il 20%. Il boom della movimentazione dei container destinati all’estero si inserisce nel contesto della rapida espansione delle esportazioni cinesi, che nei primi sette mesi dell’anno sono aumentate del 24,5% rispetto al 2020 arrivando a 11.660 miliardi di yuan (circa 1.800 miliardi di dollari), come mostrano i dati doganali

Il rallentamento della ripresa e il blocco del porto – Gli economisti hanno ridotto le loro prospettive economiche quando la variante Delta si è diffusa nella seconda economia del pianeta, costringendo la chiusura di attività (come ristoranti, luoghi di intrattenimento e numerosi eventi commerciali), nonché il parziale blocco del porto di Ningbo. La mutazione altamente infettiva del coronavirus è cresciuta rapidamente da luglio a seguito di un focolaio rilevato a Nanchino, portando a misure di controllo più severe in molte province e facendo temere un ulteriore calo della spesa dei consumatori, una delle voci principali del Pil.

dal sito www.tgcom24.mediaset.it